Dallo Stato arriveranno 480mila euro per le colonnine di ricarica per auto: il 27 settembre c'è la "Giornata della mobilità elettrica"

redazione 12vda
Una 'Renault Twizy" in piazza Chanoux ad Aosta

Non vuole essere un "esercizio di stile" la prima edizione della "Giornata della mobilità elettrica", in programma ad Aosta sabato 27 settembre, dalle ore 14 alle 19, ma un tentativo di sensibilizzare la pigra popolazione automobilistica che gravita sul capoluogo a prendere in considerazione la possibilità di utilizzare, in un futuro non così lontano, auto ad alimentazione elettrica, forti anche del fatto che la Valle d'Aosta riceverà un contributo statale di 480mila euro per la realizzazione di trentatré stazioni di ricarica in tutta la regione: «adesso possiamo finalmente affermare che sarà possibile avere una rete di ricarica a livello regionale - racconta a 12vda Flavio Serra, assessore alla mobilità del capoluogo regionale - dato che la problematica più sensibile, in Italia, è sostanzialmente, il deficit di infrastrutture e la qualità dei mezzi, soprattutto delle batterie, che non hanno un'autonomia tale da incentivare l'acquisto. Quando le batterie potranno consentire percorrenze di qualche centinaio di chilometri e quando i distributori elettrici saranno diffusi sul territorio, usare un'auto elettrica sicuramente sarà più appetibile, scenderanno i costi di acquisto e, sulla base di quanto avviene in altri Paesi, come la Norvegia, dove le auto elettriche stanno sorpassando quelle tradizionali, si verificherà anche da noi una grande diffusione di questi mezzi. Noi dobbiamo per forza guardare in questa prospettiva, senza dare però contributi economici ma sgravare: se si ha l'auto elettrica non si pagheranno i parcheggi nelle "zone blu" e, se autorizzati ad entrare in centro, si non pagherà la tariffa. D'altro canto dobbiamo realizzare la rete che consenta effettivamente di ricaricare l'auto, perché non è possibile pensare solo alla presa di casa propria, con queste condizioni si potrà incominciare a pensare ad uno sviluppo. Noi almeno ci proviamo, vedremo quale sarà la risposta».
In questi tempi di crisi risulta essere una scelta coraggiosa, e non sempre economicamente sostenibile quella di investire svariate migliaia di euro in un'auto che, non supera, nel migliore dei casi, i duecento chilometri di autonomia (a parte l'americana "Tesla Model S" che sfiora i quattrocento chilometri, a fronte di un prezzo di listino di 92mila euro), con la necessità di eseguire dei lavori per la realizzazione di una stazione di ricarica presso la propria abitazione, meglio se in un garage, e pagare il prezzo del noleggio delle batterie, di norma intorno ai settanta euro al mese. L'alternativa, altrettanto coraggiosa, è rappresentata dalla "Renault Twizy", il quadriciclo elettrico realizzato nel 2011 della casa francese, che per un prezzo che parte da settemila euro, offre un'autonomia di cento chilometri ad emissioni zero, ma con un comfort di marcia più simile ad uno scooter che ad un'auto, sul quale gli studenti dell'Isitip di Verrès hanno svolto dei progetti di sensibilizzazione finanziati dalla "Cva", e con notevoli difficoltà nell'utilizzo quotidiano, come riporta un utente fiorentino che racconta la sua esperienza su un blog.
In Valle d'Aosta, comunque, nell'ultimo anno, sono già state vendute cinque "Nissan Leaf" (199 chilometri di autonomia con un prezzo a partire da 19mila euro): «ne avremo vendute una decina tra Canavese e Valle d'Aosta e tutti sono soddisfatti - spiegano dalla concessionaria "Peila" di Carema - tra i clienti c'è anche un'agenzia di Aosta che, in un anno, ha superato i 50mila chilometri di percorrenza».
Una trentina di mezzi sono quelli venduti dalla "Renault", che in listino, oltre alla "Twizy", presenta le berline "Fluence" (quest'ultima importata in Italia solo nella versione elettrica) e "Zoe" (150 chilometri di autonomia, da 21mila euro) ed il furgone "Kangoo" (160 chilometri di autonomia, da 25mila euro): «diversi Enti pubblici lo hanno acquistato per progetti di sensibilità ambientale - raccontano alla concessionaria "Alternativa" di Quart - tanto che ne abbiamo venduti una quindicina, mentre la "Twizy", piace anche ai privati. Dei due modelli (da cinque e diciassette cavalli, il primo guidabile dai sedicenni con patente "A", n.d.r) ne abbiamo venduti, complessivamente, una quindicina ed ora comincia a muoversi qualcosa anche con la "Zoe", vista l'apertura di una gamma di sconti, considerata l'estrema difficoltà di accedere ai contributi nazionali, che si esauriscono in poche ore».
Nulla da fare, invece per la "Citroën C-Zero" (150 chilometri di autonomia, da 31mila euro, venduta anche dalla "Peugeot" con il nome di "Ion" e dalla "Mitsubishi" che l'ha chiamata "i-Mev", quest'ultima in dotazione all'Arpa della Valle d'Aosta), auto elettrica del gruppo "Psa": «una l'abbiamo ordinata per la "Deval" - evidenziano alla concessionaria "Auto Mont Blanc" di Saint-Christophe - e per diversi mesi ne abbiamo avuta un'altra in sede, che utilizzavamo noi. C'è curiosità ed interesse ma in realtà poi non si finalizza. Si vendono invece le utilitarie economiche, a prezzi sicuramente più abbordabili, tanto che abbiamo deciso di restituire la "C-Zero" alla sede milanese della "Citroën"».
«Se le case costruttrici non spingono a sufficienza, perché hanno altri interessi - dichiara Giorgio Bongiorno, ex amministratore delegato della "Deval", la società regionale che si occupa della distribuzione dell'energia elettrica in Valle d'Aosta - noi, che facciamo parte della filiera, abbiamo voluto fare la nostra parte, comportandoci in maniera virtuosa. Il mio incarico è scaduto lo scorso aprile, ma avevo spinto io per l'acquisto del "Kangoo" elettrico e della "C-Zero". I tecnici che quotidianamente utilizzavano questi mezzi ne erano molto soddisfatti».
Non è invece possibile acquistare in Valle d'Aosta la "Smart Ed" (115 chilometri di autonomia, da 16mila euro), molto diffusa a Milano per i servizi di "car sharing" elettrico, così come l'innovativa "Bmw I3" (130 chilometri di autonomia, da 37mila euro, che prevede come optional anche un piccolo motore a benzina): «abbiamo chiesto alle concessionarie valdostane di partecipare alla "giornata" - aggiunge Serra - ma in realtà non è arrivata una grandissima partecipazione, anche perché molte di loro non hanno in listino veicoli a sola alimentazione elettrica. Noi possiamo comunque lavorare con numeri piccoli, è importante che la "giornata" sia efficace dal punto di vista comunicativo e per far interagire il pubblico presente, questo è in primo risultato, poi vedremo. Dopotutto creare una coscienza ambientale è molto difficile, noi cominciamo a sensibilizzare il privato, anche se sarà necessaria un'unione di intenti quantomeno a livello di "Plaine". Io spero che dopo questa "giornata", dopo la presentazione delle agevolazioni nei confronti degli utenti dei mezzi elettrici, ci sia una risposta anche dei Comuni limitrofi, così andremo ad uniformare gli indirizzi su questo tema».
Intanto, dopo un anno, arriveranno dallo Stato, i finanziamenti per realizzare il progetto "E.VdA", per l'installazione di colonnine di ricarica che potranno così allargare il raggio d'azione delle auto elettriche: «lo scorso mese di settembre abbiamo partecipato a due bandi promossi dal Ministero dei trasporti che davano la possibilità di accedere a finanziamenti per l'infrastrutturazione del territorio con reti di ricarica elettriche - ricorda Pierluigi Marquis, assessore regionale alle attività produttive - e, nella graduatoria ufficiosa, viene riconosciuto alla Valle d'Aosta un finanziamento di 480mila per la realizzazione di trentatré colonnine di ricarica diffuse sul nostro territorio. Siamo particolarmente soddisfatti perché, a fronte di trentadue domande presentate e di diciannove ammesse, con un nostro progetto siamo arrivati al primo posto assoluto su scala nazionale e con l'altro al diciassettesimo».
Il primo progetto si concentra sull'area urbana di Aosta e prevede la realizzazione di una rete sedici colonnine, di cui undici nel territorio del capoluogo regionale, mentre il secondo prevede l'installazione di diciassette colonnine di ricarica sul resto del territorio regionale: «credo che questo che sia un approccio importante a questa tematica - prosegue Marquis - anche perché ad oggi non c'è ancora una grossa diffusione di veicoli elettrici, ma probabilmente questa sarà la strada del futuro e su cui molti guardano con grande attenzione. Il grosso limite è, attualmente, quello delle ricariche, e si può sposare bene in Valle d'Aosta l'alta produzione di energia con questo tipo di tecnologia. Credo che ci si dovrà impegnare sullo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, anche con l'alimentazione delle colonnine di ricarica attraverso il fotovoltaico ed altre tecnologie che consentano di ridurre i costi. Poi bisognerà sempre e comunque tenere conto della concorrenza e della gestione dell'elettricità che ci portano ad avere delle tariffe uniformi su scala nazionale ed europea».
La "Giornata della mobilità elettrica", oltre a promuovere l'uso delle biciclette a pedalata assistita, con un motore elettrico che "aiuta" quando la forza "naturale" non basta, presenterà i risultati dei progetti di mobilità sostenibile promossi dall'Assessorato, come "Rê.V.E. Grand Paradis" ed "Iter", realizzati dalla "Fondation Grand Paradis" a Cogne e nell'area del Gran Paradiso, ed il "Cityporto" di Aosta: «sarà l'occasione - conclude l'assessore regionale - di conoscere le valutazioni sulle operazioni che abbiamo promosso per capire quali sono i miglioramenti della qualità dell'aria, in termini di emissioni, di consumi, di costi e benefici, soprattutto in un territorio montano. Non esiste solo la realtà urbana di Aosta dove sono favoriti lo sviluppo e la diffusione di questi mezzo, ma anche nel resto del territorio, più difficile da raggiungere e da vivere, allo stato attuale, con questa tecnologia. Però credo che il futuro darà delle soddisfazioni perché questo è un ambito in cui si stanno facendo dei grossi investimenti nel mondo e soprattutto per quanto concerne le batterie. Quando sarà risolto il problema degli accumulatori credo questa tecnologia che avrà la strada spinata».

René Benzo

Qui la gallery fotografica della prima "Giornata della mobilità elettrica".

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