La Federconsumatori denuncia l'aumento delle bollette: in questi tre ultimi anni +18% per quella elettrica e +47% per quella del gas

redazione 12vda.it

«La bolletta elettrica è aumentata in tre anni del 18% e quella gas del 47%» è la costatazione della Federconsumatori Valle d'Aosta. «Questi i dati sconfortanti dell’ultima indagine che riporta aumenti sopra tutte le medie europee che si attenuano solo dallo scorso 1 aprile con le piccole diminuzioni decise dall’autorità di settore dopo l’adozione di nuovi criteri di calcolo» si legge in una nota.
Non solo per i privati ma anche per l'industria, le piccole e medie imprese del commercio e dei servizi i costi dell'energia rappresentano un grave handicap sia in valore assoluto che rispetto alla concorrenza estera.
«La colpa è sicuramente del fisco - prosegue la Federconsumatori Valle d'Aosta - ma anche degli oneri impropri che vengono caricati in bolletta e che rappresentano un sovraccarico dei costi di un sistema iniquo come quello in atto nel settore distributivo dell’energia».
Le recenti indagini, compresa quella presentata al forum di Confcommercio a Cernobbio, mostrano un costo dell'energia elettrica in Italia superiore del 25% alla media europea, con punte del 100% se il confronto si fa con la Francia. Gli studi dimostrano come la penalizzazione sia particolarmente sentita nel commercio e nell’artigianato, negli esercizi al dettaglio alimentari e non, nei bar, ristoranti e alberghi dove si sconta per l'elettricità un aumento, negli ultimi tre anni, pari al 18%.
«Il dato più eclatante, che vale anche per le utenze domestiche, è l'incremento del costo della fornitura dovuto all'aumento degli oneri impropri e parafiscali, dalla tassazione e da alcuni corrispettivi legati all'attività di dispacciamento malgrado in tre anni il peso della materia prima si sia ridotto del 12% scendendo al 40% del costo totale. Il peso degli oneri impropri è invece più che raddoppiato ed è passato al 23%».
«La quasi totalità delle imposte - conclude la Federconsumatori - è invece sopportata dai "piccoli", con 500 milioni di euro a carico delle imprese del commercio e dei privati. Sono salvi i grandi consumatori che pagano solo 2 euro per ogni 1.000 kWh consumati, valore che lievita a sei volte tanto per le piccole imprese».

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