Sabato 13 Marzo 2010
   
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«Ferrovia disastrosa, le proteste sono lecite»: Aurelio Marguerettaz spiega perché la Regione non può fare quasi nulla

Un particolare di un treno in attesa alla stazione di Aosta Le difficoltà che il viaggiare in treno in Valle d'Aosta comporta sono da anni il tormento dei pendolari, studenti o lavoratori che sempre più devono fare i conti con mezzi che arrivano in ritardo, si bloccano per ore a metà di un ponte oppure non passano, lasciando tutti a piedi: «oggi per il terzo giorno consecutivo sono riuscita ad arrivare a scuola in ritardo grazie a "Trenitalia" e in più sono tornata a casa in ritardo perché il treno delle 13.37 non c'era», scrive Melisa su "Facebook", dove gli studenti dell'alta Valle, esasperati, cominciano a documentare passo passo la loro odissea quotidiana.

Su "YouTube" compaiono video girati con il telefonino, testimonianza di un affollamento all'inverosimile, in un solo vagone da Pré-Saint-Didier ad Aosta: «oggi ho preso il treno - aggiunge Crisby - se se si può ancora chiamare così, ed era strapieno, un solo vagone per più di sessanta persone circa... Non è proprio possibile!».
Aurelio Marguerettaz, assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti«I commenti dei ragazzi sono assolutamente appropriati
- risponde l'assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti, Aurelio Marguerettaz - il servizio è da considerarsi disastroso. Siamo pienamente coscienti della situazione e ci scusiamo, anche se la questione è al di fuori della nostra competenza. Oggi il gruppo "Ferrovie dello Stato" offre un servizio che è rispondente ad un contratto che ha con il Ministero dei Trasporti ed i cui contraenti sono "Trenitalia" da una parte e lo stesso Ministero dall'altra. La Regione, così come gli studenti, è assolutamente insoddisfatta del servizio: i ragazzi giustamente possono protestare su "YouTube", su "Facebook" e con tutti gli strumenti a loro disposizione. Noi ovviamente come istituzione, comunichiamo le nostre proteste per iscritto e via e-mail al Ministero ed alla direzione di "Trenitalia" dicendo che è uno scandalo».
Le convenzioni per l'abbonamento studenti sono un aiuto, ma non alleviano il disagio a sufficienza: «mediamente ogni anno i prezzi del treno aumentano - aggiunge Melisa - come succede anche per i pullman peraltro, solo che il servizio sta peggiorando nel tempo. Il video che ho pubblicato testimonia soltanto una piccola parte di questi problemi. Infatti, oltre al sovraffollamento nelle carrozze, c'è da aggiungere anche che raramente arriviamo a scuola o al lavoro in orario. Riuscire a prendere il treno al mattino è diventata un'impresa. E' vero, c'è sempre il pullman come alternativa, ma vedendo il mio esempio, e credo che sia anche quello di molti, chi usufruisce del servizio ferroviario lo fa anche perché l'abbonamento costa molto di meno rispetto a quello del pullman, o comunque anche rispetto a prendere la propria macchina. Noi vorremmo che i controllori non passassero a chiederci i biglietti soltanto quelle poche volte che il treno non è sovraffollato o arriva in orario a destinazione, ma vorremmo che qualcuno ci desse delle spiegazioni ogni qualvolta c'è un problema perché nessuno ci ha mai dato informazioni su ciò che accade».
Il treno che fa servizio tra Aosta e Pré-Saint-DidierLa situazione è nota, ma a quanto pare per ora non si più risolvere: «sotto alcuni aspetti assistiamo alla conseguenza di un abbandono progressivo - prosegue Marguerettaz - che, negli anni, le "Ferrovie dello Stato" hanno perpetrato in Valle d'Aosta. Per intenderci, il materiale rotabile ha mediamente trenta o quaranta anni quindi è verosimile che ai primi freddi finisca per non funzionare. Non è ovviamente una situazione che riguarda solo la Valle d'Aosta. Oggi il pasticcio del gruppo "Ferrovie dello Stato" è sotto gli occhi di tutti, noi abbiamo un'aggravante: siamo pochi. Quindi dal punto di vista del peso politico così come della soddisfazione dell'utenza facciamo i conti con la nostra situazione. Speriamo di aver presto la norma di attuazione approvata: con questa avremo modo di essere noi gli interlocutori con "Trenitalia", quindi essere nella condizione di parlare e avere delle leve di comando: per essere più chiari disporre dei quattrini per poter obbligare "Trenitalia" ad un servizio più adeguato».
Sporcizia, un solo vagone sovraffollato, guasti al primo cambio di temperatura, un'inspiegabile mancanza di informazioni su e giù dal treno ma il problema alla fine rimane lo stesso. Pur sopportando di tutto, i pendolari arrivano per diverse mattine di seguito con ritardi improponibili, anche superiori all'ora, e ad ogni viaggio rischiano di rimanere a piedi all'ultimo minuto: «io per fortuna quel treno lo utilizzo poche volte - scrive su "Facebook" anche Stefany - ma quelle poche volte sono proprio una tortura! Tutti ammassati insieme senza riuscire quasi a muoversi, non so cosa costi mettere un vagone in più, almeno la mattina! Non voglio immaginare come sarà viaggiare tutti attaccati gli uni agli altri quando inizierà a fare caldo».
I viaggiatori chiedono uno sforzo in più alla "ricca" Valle d'Aosta, che suggerisce anche sui propri siti il treno come "alternativa piacevole e meno inquinante": «sembra che la nostra regione quasi quasi si diverta a prenderci in giro - si legge ancora sul social network - ecco cosa c'è scritto sul sito: "Raggiungere la Valle d’Aosta in treno è una buona alternativa al traffico stradale, alla nebbia dei mesi invernali e, perché no, all’inquinamento". Leggete anche voi e fatevi una risata!». Invece è proprio all'asfalto e all'auto o al pullman che si rivolgono le speranze dei viaggiatori loro malgrado, abbandonati sulla banchina delle stazioni dimenticate da "Trenitalia": «il servizio sul treno purtroppo quello è e non ci sono soluzioni alternative - chiosa, rassegnato, Marguerettaz - dal punto di vista del trasporto, quello che noi stiamo cercando di fare è preparare un "Piano del bacino di traffico" che migliori e ottimizzi il trasporto su gomma. Ovviamente i due servizi sono tra di loro complementari ma non sono identici, quindi sicuramente coloro che hanno interesse alle ferrovie, non avranno una risposta dal trasporto su gomma. Certo comunque è nelle nostre facoltà e su questo stiamo lavorando».
Il pullman, un'alternativa non per tutti Intanto, dopo le sollecitazioni degli studenti, Marguerettaz ha scritto, giovedì 14 gennaio, a Giancarlo Laguzzi, direttore della divisione passeggeri di "Trenitalia": «con riferimento alle innumerevoli segnalazioni pervenute da parte degli utenti del servizio ferroviario, soprattutto in questo ultimo mese - ha evidenziato l'assessore - ai tempestivi contatti telefonici intercorsi in merito alle stesse, nonché alla relativa corrispondenza che ha fatto seguito tra la struttura competente di questo assessorato e la direzione di "Trenitalia", concernenti un andamento pessimo del servizio ferroviario erogato, si deve constatare, nostro malgrado, il perdurare nel tempo sia di questa situazione disastrosa che sembra ormai "cristallizzata" sia di un atteggiamento assolutamente inaccettabile da parte del gestore del servizio ferroviario in merito alle azioni per risolvere le criticità e alla loro totale inefficacia. Tra l’altro, non è assolutamente accettabile che il numero di telefono della direzione regionale di "Trenitalia", reperibile dall'utenza dall'elenco telefonico, ossia 0165.23.95.41, sia, di fatto, non usufruibile, in quanto suona sempre a vuoto, a maggior ragione in presenza di significative perturbazioni del servizio e di un sistema di informazioni del tutto inefficace. Anche tale questione, che è già stata oggetto di ripetute lamentele da parte degli utenti nel passato, permane irrisolta. Ciò sottintende, a nostro avviso, l'assoluta indifferenza che "Trenitalia" riserva alle legittime aspettative della Comunità valdostana, anche sotto il profilo della comunicazione».
«Si chiede quindi di conoscere quali siano le "reali" intenzioni del gestore
- conclude Aurelio Marguerettaz - in merito all’attuale andamento disastroso del servizio erogato e del perdurare di un atteggiamento, assolutamente irrispettoso, oltre che degli impegni sottoscritti, anche delle più elementari norme di convivenza civile».
Nella giornata di venerdì 15 gennaio, Aldo Pavanello, direttore regionale di "Trenitalia" ha risposto a Marguerettaz assicurando «il ripristino di condizioni di efficienza accettabili».
«Organizzeremo tutti i provvedimenti straordinari possibili
- aggiunge il dirigente - e, fino a venerdì 22 saranno messi a disposizione dalle ore 6 alle ore 12 due autobus presso la stazione di Aosta per ovviare anche alla difficoltà di reperire in tempi certi autobus per eventuali servizi sostitutivi, cosa che si é verificata il 13 ed il 14 dicembre scorsi così da salvaguardare il servizio di trasporto in qualsiasi condizione, consentendo in tale lasso di tempo di rendere disponibili ad Aosta i mezzi ferroviari necessari. Inoltre, in concomitanza con gli interventi sulle "ALn 663" (i vecchi treni diesel in servizio sulla tratta Aosta - Pré-Saint-Didier, circolanti da oltre vent'anni, ndr) verrà attivato un presidio ad Aosta di personale addetto alla manutenzione e di personale responsabile della gestione delle macchine e del personale».
Gli utenti stanno comunque organizzandosi per valutare la possibilità di aprire una class-action: i video e le foto realizzate durante gli interminabili viaggi sono state trasmesse alla Procura di Aosta che potrebbe aprire di un fascicolo per il reato di interruzione di pubblico sevizio.

Nel video, Aurelio Marguerettaz, assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti, spiega le motivazioni dei gravi disagi della ferrovia valdostana:

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