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Il 'corner' valdostano ad 'Eataly' Per un anno, le produzioni "Dop", "Doc" e "Pat" (acronimo di "Prodotto artigianale del territorio") di una quarantina di aziende valdostane saranno distribuiti in Italia ed in tutto il mondo da "Eataly", l'apprezzata catena alimentare ideata da Oscar Farinetti nell'ex stabilimento "Carpano" di Torino, specializzata nella vendita di generi alimentari tipici e di qualità.
La partnership coinvolge quaranta aziende della Valle d'Aosta: tra i prodotti, oltre ai classici "Fontina", "Fromadzo", "Jambon de Bosses" e "Lardo di Arnad" ed ai vini più noti, si aggiungono, tra gli altri, il miele, i succhi di frutta e diverse erbe officinali.
Non è prevista, purtroppo, l'apertura di un punto vendita di "Eataly" in Valle d'Aosta.

Aurelio Marguerettaz, Nicola Rosset, Luca Baffigo e Chantal Bernini«Siamo un'azienda ancora molto giovane - spiega Luca Baffigo, amministratore delegato di "Eataly" - il "cibo buono" ha una fascia di mercato del cinque per cento, formata prevalentemente da clientela di fascia economica alta oppure persone che hanno a che fare con "slow food". Nato a Torino, il nostro sistema è stato esportato in Italia e nel mondo, gli americani, nel nostro punto vendita di New York, definiscono "Eataly" la "Apple" del cibo. Abbiamo aperto da poco a Genova, mentre è imminente l'avvio dei punti vendita di Roma, Bari e Verona. Negli Stati Uniti, dopo New York, apriranno quatto negozi in altrettanti Stati, mentre in Giappone stanno già lavorando otto negozi. Entro il 2012 contiamo di aprire anche a Londra».
La collaborazione con "Eataly" è stata promossa dalla "Chambre" valdostana, che ha investito 350mila euro nell'iniziativa ed ha fatto da "ponte" per i rapporti promozionali mentre i rapporti economici con "Eataly" sono stati trattati direttamente dalle aziende, che hanno sottoscritto contratti di fornitura per un anno. A fine 2012 resteranno solo quelle che, effettivamente, avranno successo: «"Eataly" esprime qualità e quindi la Valle d'Aosta deve esserci di diritto - aggiunge Nicola Rosset, presidente della "Chambre" - questa è un'opportunità da cogliere. Abbiamo favorito la collaborazione per far capire come funziona il gioco di squadra. L'internazionalizzazione e la catena di "Eataly" non potranno che far bene ai produttori valdostani, tant'è che segniamo una crescita del turismo giapponese ed una crescita dell'esportazione».
Il pubblico presente alla presentazione del 'corner' valdostano ad 'Eataly' La "Fontina" si può acquistare a New York già dallo scorso dicembre, mentre a marzo i formaggi valdostani saranno presenti a Tokio. L'Assessorato regionale al turismo, insieme al tour operator "Liberitutti", porterà l'offerta turistica valdostana integrandola con i prodotti enogastronomici dando la possibilità di acquistare ski-pass e pacchetti turistici: «siamo di fronte ad un mercato del turismo che è cambiato - spiega Aurelio Marguerettaz, assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti - con turisti molto preparati che vogliono le eccellenze e per questo, anche in Valle d'Aosta sono nati i "club di prodotto", proprio per farle crescere. C'è polemica sulla mancata partecipazione dalla Valle d'Aosta alla "Bit", ma quella situazione non permetteva di valorizzare la nostra eccellenza. Abbiamo preferito utilizzare, invece, "Eataly" per dimostrare che non è vero che, come dice qualcuno, in montagna sia più difficile realizzare prodotti di qualità, da noi si fa solo più fatica, la nostra produzione enogastronomica è buona. E' necessario, però, un ragionamento sul prezzo: il rapporto con "Eataly" e con la "Chambre" serve per creare occasioni di convergenza, un nuovo punto di partenza. Spero, tra un anno, di raccogliere i primi successi».

 


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