Dal 2017 in Regione si utilizzerà solo "Libre office" al posto della costosa versione di "Microsoft": nel 2014 spesi un milione e 150mila euro di licenze software

redazione 12vda.it
Un vecchio pc portatile perfettamente funzionante con 'Linux Mint'

E' "Microsoft Access", il programma per la gestione dei database, il principale ostacolo all'uso pratico, nell'Amministrazione regionale, del software "open source", il cosiddetto "software libero", che non richiede licenze d'uso a pagamento, da sempre utilizzato e promosso da 12vda, e con il quale è possibile realizzare la maggior parte delle operazioni che si effettuano con il computer.
La problematica è stata espressa dal presidente della Regione, Augusto Rollandin, durante la riunione del Consiglio Valle di mercoledì 20 maggio, a risposta di un'interpellanza sulla questione presentata da Alberto Bertin: «l'utilizzo dei programmi "open source" è già stata oggetto di diverse mie iniziative per favorire una maggiore diffusione di questo tipo di soluzioni nel settore pubblico - ha specificato in aula il consigliere regionale di Alpe - tenuto conto del significativo risparmio che potrebbe generare il passaggio dall'attuale sistema a quello a codice con sorgente aperto. Sono decenni che spendiamo più di un milione di euro l'anno per le licenze informatiche e purtroppo troppo poco in Regione si è fatto per l'utilizzo del software libero».

In Italia, infatti, l'Amministrazione pubblica è tenuta per legge, sulla base della "direttiva Stanca" del 2003, a preferire software libero o a codice con sorgente aperto: un esempio pratico di "open source" può essere rappresentato dal sistema "Android", presente su oltre l'ottanta per cento degli smartphone di tutto il mondo, sviluppato da "Google" sulla base del kernel "Linux" mentre "iOs", "Blackberry" e "Windows phone" sono sistemi proprietari rispettivamente di "Apple", "Rim" e "Microsoft", non di libera diffusione.

Finché c'era il "Centro nazionale per l'informatica nella Pubblica amministrazione - Cnipa", era operativo anche un "Osservatorio open source" destinato ad analizzare ed a promuovere l'uso e la diffusione di software con codice a sorgente aperto, ma dopo che la struttura, nel 2009, è stata trasformata nella "Agenzia per l'Italia digitale", il progetto si è trasformato in quello per il "riuso software", dando la possibilità alle Amministrazioni pubbliche di riutilizzare gratuitamente programmi informatici, o parti di essi, sviluppati per conto ed a spese di un'altra Amministrazione, adattandoli alle proprie esigenze, in un'ottica di razionalizzazione della spesa pubblica.

Nel 2014, comunque, la Regione Valle d'Aosta ha speso un milione e 150mila euro per le licenze software, compresa la manutenzione e l'assistenza: di questi, 375mila euro sono destinati alla "Microsoft", in calo del 14 per cento rispetto al 2013. Nelle 2.200 postazioni negli uffici regionali, infatti, viene utilizzato il software di produttività personale "Microsoft Office" (che per la licenza "home and business" prevede i programmi "Word" per scrivere, "Excel" per realizzare fogli di calcolo, "Powerpoint" per la realizzazione di presentazioni, "One note" per la gestione delle note ed "Outlook" per la posta elettronica e l'agenda, con "Publisher", programma per il desktop publishing, disponibile nella licenza superiore "standard" ed "Access" in quella "professional", la successiva) e solo in 28 postazioni è presente "Libre office", l'analogo software "open source" (formato da "Writer" per scrivere, "Calc" per i fogli di calcolo, "Impress" per le presentazioni, "Base" per gestire database, "Draw" per disegnare e "Math" per l'elaborazione di formule matematiche), utilizzato solo nella Biblioteca regionale nell'ambito di un progetto sperimentale che forse potrà essere esteso in tutti gli uffici regionali a partire dal 2017: «nel contratto di rinnovo delle licenze "Microsoft" per gli anni dal 2014 al 2016, abbiamo infatti concordato - ha spiegato il presidente Rollandin, rispondendo all'interpellanza - di non acquistarne di nuove, successive alla versione 2013 di "Office", riducendo così quasi a zero il peso finanziario del pacchetto. Intanto stiamo introducendo gradualmente "Libre office" su tutte le postazioni di lavoro, sostituendolo a "Microsoft office" e questo, ci consentirà come già previsto dal 2014 al 2016, di risparmiare circa 210mila euro l'anno. Dobbiamo però tenere conto del fatto che questo cambio provocherà dei problemi, almeno relativamente a ciò che è stato prodotto finora, per esempio nella conversione dei fogli di calcolo (in effetti la trasformazione di un documento "xls" realizzato con "Excel" in uno "odf" prodotto con "Calc" non è perfetta, n.d.r.) e sarà quindi necessario procedere ad una specifica formazione del personale. Bisognerà anche tenere conto del fatto che è invece impossibile svolgere, con "Libre office base" le diverse funzioni sui database sviluppati con "Microsoft Access", molto utilizzato dai funzionari della Regione».

In ogni caso non è previsto di sostituire il sistema operativo "Microsoft Windows" (con diversi uffici che ancora lavorano con l'obsoleto "Windows XP", risalente al 2001, il cui supporto esteso è cessato nell'aprile 2014) con le più potenti alternative "open source" a base Linux, tra cui le distribuzioni più note ed utilizzate sono "Mint", "Ubuntu", "Debian", "openSuse", "Fedora" e "CentOs", che permetterebbero anche di evitare la precoce obsolescenza dei computer: «questo è un ambito in cui si può e si deve risparmiare - ha ribadito Alberto Bertin, replicando a Rollandin - mentre le riduzioni ottenute dall'Amministrazione regionale non sono per nulla significative. Spendete ancora un milione di euro e soltanto poco più dell'uno per cento delle postazioni lavorative utilizzano programmi liberi. Manca un progetto a medio lungo termine, eppure si tratta di risparmiare denaro pubblico. In tempi di tagli, questa possibilità non può essere trascurata, come si è fatto sino ad ora. Il software libero è ormai assolutamente compatibile, performante e stabile, tanto da essere utilizzato in Europa dalle Istituzioni pubbliche, ed anche in Italia molte Amministrazioni lo utilizzano in modo sistematico. L'Europa si sta muovendo ed in Valle d'Aosta siamo ancora distanti dalla meta che potremmo raggiungere. Non si può continuare a spendere un milione di euro all'anno in licenze informatiche».

"Libreoffice" si può scaricare liberamente qui, mentre qui si può scaricare "Linux Mint", qui "Ubuntu", qui "Debian", qui "openSuse", qui "Fedora" e qui "CentOs".

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