Niente code in Valle d'Aosta per l'iPhone 6: «abbiamo comunque venduto i dieci che ci hanno mandato» raccontano dall'Unieuro

Angelo Musumarra
Gli spazi lasciati dagli iPhone all'Unieuro di Quart

Nessuna febbrile attesa, in Valle d'Aosta per l'"iPhone 6", la nuova versione dello smartphone della "Apple", le cui vendite sono iniziate venerdì 26 settembre. Ormai diventato più uno "status symbol" da esibire che una reale rivoluzione nel campo dell'elettronica di consumo, soprattutto a causa della lentezza della rete in Italia ed alla mancata implementazione di diversi servizi, non sono stati in molti a decidere di sborsare da 729 a 948 euro per il nuovo modello con un display da 4,7 pollici o da 839 a 1.059 euro per quello "plus", che cresce fino a 5,5 pollici: «dopo la presentazione c'era la possibilità di acquistarlo direttamente sullo "store" di "Apple" e riceverlo oggi - racconta Alex Pradelli, direttore del punto vendita "Unieuro" di Quart, che ha comunque esaurito i dieci telefoni arrivati nel primo giorno di vendita - e chi se lo voleva assicurare avrà scelto questa opzione, più comoda e sicura. Anche per i modelli precedenti comunque, non ricordo code fuori dal negozio».
Se, nel 2007, quando era uscita la prima versione, con Steve Jobs ancora in vita, l'"iPhone" rappresentava una vera innovazione, così come per quanto riguarda l'"iPad", ora, sette anni dopo, i nuovi "device" patiscono un certo ritardo nello stare dietro alle necessità dell'utenza, che non sempre aspetta i tempi della "Apple", dove sicuramente sono in grado di creare oggetti dal design invidiabile, ma non sempre rispondenti a quella granitica sicurezza funzionale che ha caratterizzato l'azienda di Cupertino.
Le criticità del nuovo sistema operativo "iOs 8", che ha già dovuto subire un aggiornamento e che penalizza pesantemente le prestazioni dei modelli della serie "4", per i quali gli esperti consigliano di non procedere al passaggio di versione, oltre alle presunte problematiche della scocca, realizzata con alluminio troppo fine, che potrebbe far piegare il telefono, scoraggiano non poco chi col telefono lavora, naviga e comunica quotidianamente, ad abbandonare i modelli precedenti, le cui valutazioni sono crollate con l'uscita della versione "6".
Gli utenti "Apple" dovranno anche subire l'obsolescenza già programmata dal produttore che, come nel caso della prima versione dell'"iPad", smetterà, ad un certo punto, di rilasciare aggiornamenti e miglioramenti del software, scelta che non permetterà più di utilizzare efficacemente il device, condannato così a diventare un precoce oggetto "vintage", nonostante le diverse centinaia di euro sborsate per acquistarlo: «da noi sono arrivati solo tre "iPhone 6" - ribattono dal punto vendita "Euronics" di Saint-Christophe - e sono stati tutti venduti. Ne arriverano altri nei prossimi giorni. Chi non l'ha trovato si è un po' lamentato e ci ha detto che andrà agli "Apple store" di Torino, ma non è detto che la trasferta possa concludersi con successo».
Sicuramente non è stata piacevole l'attesa dei fan della "mela morsicata" al centro commerciale di "Porta di Roma", dove alcuni attivisti dell'associazione di estrema destra "Blocco studentesco", hanno lanciato loro uova, acqua e farina per «salutare goliardicamente l'uscita del nuovo prodotto "Apple" - ha dichiarato Fabio Di Martino, responsabile nazionale dell'associazione - una presa in giro contro la mania consumistica di aspettare ore e ore per un prodotto tecnologico divenuto ormai uno "status symbol". I gavettoni indirizzati ai ragazzi in fila servono a "svegliare" una gioventù ormai assuefatta, attirata esclusivamente da mode dettate da grandi multinazionali e capace di vivere come un evento il lancio di un nuovo prodotto».
Non è stato però possibile assistere ad un confronto tra gli estimatori della "Apple" ed i membri del "Blocco studentesco": dopo la bravata, testimoniata da alcune foto, scattate, ovviamente, con uno smartphone, i coraggiosi manifestanti sono fuggiti, lasciando tutto sporco, sia i clienti che il pavimento del centro commerciale, tanto qualcun'altro pulirà.
 

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