Mercoledì 10 Marzo 2010
   
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Sequestrato il computer di Roberto Mancini: è lui il fantomatico 'Generale Zhukov'?

Nelle prime ore del mattino di giovedì 3 novembre, gli agenti della Polizia Postale aostana hanno bussato alla porta dell'abitazione di Roberto Mancini, 49 anni, giornalista pubblicista di Aosta, ex vice presidente dell'Ordine dei giornalisti valdostano per sequestrargli il personal computer ed altri documenti cartacei dopo le accuse di diffamazione a mezzo stampa per ciò che è stato pubblicato nel blog intitolato 'Generale Zhukov': il bolscevico stanco'.
Secondo quanto pubblicato sabato 5 novembre da 'La Vallée notizie', che ha reso nota la notizia, il sostituto procuratore del Tribunale di Aosta, Stefania Cugge, titolare dell'inchiesta, ha disposto nei prossimi giorni una perizia informatica sul computer di Mancini, al fine di verificare un suo possibile coinvolgimento nella redazione del blog.

Roberto Mancini, giornalista ex vice presidente dell'Ordine regionaleIn Procura sono state presentate quattro denunce: tre firmate dai giornalisti Luca Mercanti, Cristina Porta, (rispettivamente direttore e responsabile della cronaca della 'Gazzetta Matin', e Pier Maria Minuzzo (capo ufficio stampa della 'Cogne acciai speciali' e consulente per la comunicazione dell'assessorato regionale al territorio e beni cuturali) e dal gestore di siti web Marco Camilli, quest'ultimo già noto alla Polizia postale a causa delle accuse di plagio che avevano portato al sequestro, nel maggio scorso, di tre siti da lui gestiti, due dei quali ancora off-line. I quattro, che sono stati citati nel blog direttamente o da parte di commentatori, anche questi in buona parte anonimi, ritengono di essere stati offesi da quanto è stato scritto sul loro conto nel blog.
Contattato sulla questione, Roberto Mancini ha risposto con un fermo «no comment» e nella mattinata di venerdì 4 novembre si è recato in Tribunale, senza l'ausilio di nessun legale, per rilasciare dichiarazioni spontanee. Ciò che è stato scritto sul blog viene considerato dagli inquirenti alla stessa stregua di un articolo di giornale, che, in base alle leggi italiane, necessita invece di una regolare registrazione in Tribunale e della nomina di un direttore responsabile che risponde di quanto pubblicato.
In particolare il blog in questione, on line dall'8 febbraio scorso, ha più volte attaccato pesantemente la classe politica valdostana, in particolare le direzioni dei dei DS - Gauche Valdôtaine e dell'Union Valdôtaine, oltre a diversi amministratori pubblici valdostani tra cui i parlamentari Ivo Collé ed Augusto Rollandin, l'ex presidente della Giunta Dino Viérin e l'attuale presidente della Regione Luciano Caveri, oltre numerosi giornalisti ed editori, in particolare della sede regionale della 'Rai', dell'agenzia 'Ansa', della 'Vallée notizie' e della 'Gazzetta matin' della quale Mancini era stato collaboratore.

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