In corso lavori per migliorare Aosta, ma al 'quartiere Dora' si sentono trascurati
A partire dal prossimo inverno, si potrà forse praticare lo sci nordico senza neppure uscire da Aosta, grazie al nuovo parco cittadino che in primavera sarà inaugurato in regione Saumont, nella zona tradizionalmente chiamata del 'ponte di corda'. Manca soltanto la semina dell'erba, mentre nell'altra area verde che il comune sta terminando, nella zona tra via Grand Eyvia e via Evançon, occorre solo aspettare il verde primaverile per l'inaugurazione. Con queste promesse di inizio anno, Alberto Follien, assessore comunale ai lavori pubblici e alla viabilità, annuncia alcune delle novità previste nel 2007 per il capoluogo regionale.
Resta un po' di amaro in bocca, invece, al 'quartiere Dora' dove, raccontano i componenti del comitato di quartiere, «per far tagliare l'erba nella zona dedicata ai bambini bisogna ogni volta telefonare in Comune».
«Con la primavera cercheremo di fare qualcosa di più anche per il quartiere Dora - risponde Follien - l'attuale area verde, dove sono stati posti i giochi per bambini donati dall'Unipol', è una sistemazione provvisoria. Aspettiamo di prendere alcune decisioni: ad esempio, se la biblioteca fosse chiaramente identificata, potremmo prevedere una nuova area verde in cui spostare anche i giochi e gli spazi per i più piccoli».
Da parte del comitato di quartiere la sensazione è che si dia sempre priorità ad altre zone cittadine rispetto alle loro esigenze: «al momento vivono nel quartiere circa seicento famiglie, circa millenovecento persone – spiegano Marco Tonin e Ferruccio Mannini, rappresentanti del comitato – ma prevediamo che nei prossimi anni vengano ad occupare le nuove case, che l'Arer (Agenzia regionale per l'edilizia residenziale pubblica, n.d.r) e le cooperative stanno costruendo, altre centocinquanta famiglie nuove. Abbiamo bisogno di lavori e di servizi più affidabili».
In realtà non sono gli unici 'messi in attesa': il 'quartiere Cogne' chiede ormai da dieci anni di essere riconosciuto come comitato di quartiere, quindi come unico interlocutore 'ufficiale' che faccia da tramite tra una zona della città ed i suoi amministratori. La modalità è ben nota in molte realtà italiane, grandi e piccole, anche perché il comitato di quartiere è riconosciuto anche dai Ministeri e permette di accedere, ad esempio, a finanziamenti per lavori di pubblica utilità.
Delio Donzel, assessore comunale all'ambiente, considera molto importanti i comitati di quartiere, soprattutto per il rapporto continuo che hanno con l'amministrazione pubblica: «sono costituiti dagli abitanti stessi, per cui riescono a segnalare celermente i propri problemi e i particolari che ritengono importanti». Proprio nel segno di questa continua collaborazione, alcuni rappresentanti del quartiere Dora hanno incontrato gli amministratori aostani lo scorso ottobre e nuovamente ad inizio dicembre. Il comitato vorrebbe maggior attenzione in merito ai progetti i cui termini annunciati per il completamento sono trascorsi, ma di cui non si è ancora visto nemmeno l'inizio dei lavori: «in via Berthet continuano a mancare i dissuasori di velocità, con pannelli a messaggio variabile – fa notare Tonin - e passano camion anche in direzioni a loro vietate, contribuendo a rendere la strada sempre più dissestata. Dovrebbe esserci un 'vigile di quartiere', ma l'abbiamo visto solo il giorno della presentazione. Aspettiamo provvedimenti per il capannone con il tetto di 'Eternit', che in mezzo al quartiere ospita camion di vario tipo: in particolare c'è sempre una cisterna che trasporta gas. È ancora all'esame dell'Amministrazione comunale il progetto di teleriscaldamento, per il quale il nostro quartiere ci sembra adatto come progetto pilota, anche per contribuire ad un miglioramento della qualità dell'aria. Vediamo le case Arer crescere a vista d'occhio, ma il progetto che comprendeva anche la costruzione di una nuova biblioteca ancora non dà frutti».
Per quanto riguarda il problema del capannone in 'Eternit' nel centro del quartiere, Marco Framarin, dell'assessorato comunale all'ambiente, conferma l'interessamento del Comune al problema: «sono stati effettuati due rilievi, con la collaborazione logistica dell'Arpa, all'inizio dicembre: il primo è stato un sopralluogo a terra, il secondo con una piattaforma aerea. Entrambi hanno confermato le buone condizioni della copertura, non è al momento presente alcun pericolo per la popolazione». Dal rapporto dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente giungono ulteriori rassicurazioni per gli abitanti del Quartiere: «i tecnici di questa agenzia non ritengono necessaria la rimozione urgente della copertura; è comunque necessario prevedere un programma periodico d'ispezione».
«Il camion cisterna in sosta nel quartiere - aggiunge Delio Donzel - rimane fermo nella zona vicina alle case solamente quando è vuoto. Per quanto riguarda il teleriscaldamento, siamo ancora a livello di progettazione, anche perchè la proposta viene da privati e non dal Comune, oltre ad una pianificazione bisognerà prevedere, in fase preliminare, una bozza di accordo. Il progetto di teleriscaldamento riguarda tutta la città e ed il quartiere Dora potrebbe costituire un 'progetto pilota'».
Un'altra fonte di inquinamento sarebbe rappresentata dai numerosi tir che, secondo il comitato, attraverserebbero il quartiere, che invece, secondo Donzel, sarebbero in calo, grazie all'impegno assunto dalla 'Cogne Acciai Speciali' per riprendere in maniera graduale il trasporto su rotaia che dal luglio del 2006 ha portato a duecentoquaranta camion in meno al mese che attraversano la città.
Rimane a titolo di idea anche la prosecuzione della 'circonvallazione sud', che dovrebbe tagliar fuori il quartiere sul lato a sud del 'PalaMiozzi', lungo la Dora Baltea, isolando dal traffico il quartiere con un piccolo parco, di fronte agli stabilimenti 'CAS', per il quale la stesura del progetto è prevista per la fine del 2007: «un anno fa il lavoro per la 'tangenziale' era dato come a buon punto - conclude Marco Tonin - perché i soldi dovevano arrivare tramite la Regione. Il progetto era già stato presentato al Ministero alle infrastrutture e trasporti per ricevere una sovvenzione, ma tutto è stato annullato a causa del ricorso presentato e vinto, nella scorsa primavera, da due Regioni che di principio non avrebbero potuto partecipare allo stanziamento».
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