Ex parlamentare socialista si barrica in un albergo a Saint-Rhémy: disposto il ricovero coatto
Francesco Piro, 69 anni, deputato del Partito Socialista Italiano tra il 1983 e il 1994, già presidente della commissione finanze della Camera dei Deputati, docente alla facoltà di scienze politiche dell'Università di Bologna, si era barricato nella camera '206' all'Hotel 'des Alpes' a Saint - Rhémy - en - Bosses dal pomeriggio di giovedì 2 agosto, quando la giovane sudamericana con cui era arrivato se ne è andata, forse spostandosi oltre confine, e vi è rimasto fino a quando, alle 19 di venerdì 3, è stato disposto il 'trattamento sanitario obbligatorio' all'Ospedale regionale.
I due erano arrivati nella struttura alberghiera valdostana martedì 31 luglio: Piro si muove su una sedia a rotelle da anni, dopo essere stato colpito da poliomielite, e tra il 1983 e il 1994 aveva promosso diverse iniziative a favore dei disabili. Nel pomeriggio di giovedì è avvenuta la separazione: «non so se la donna se n'è andata oppure se lui l'ha cacciata - racconta il titolare dell'albergo, Leonardo Urano, che ha subìto dal cliente un lancio di piatti e bicchieri - non sapevamo cosa volesse fare, cambiava idea ogni due minuti. Abbiamo cercato di venirgli incontro in ogni modo, ma non si capisce cosa voglia».
Francesco Piro, che da qualche anno soffre di problemi psichici, è stato preso, con la forza, in carico dai sanitari del '118' valdostano.
Piro era cosciente, è stato pulito e gli è stata misurata la glicemia, per verificare il livello di zuccheri nel sangue. Ulteriori accertamenti sono stati eseguiti all'ospedale: «il medico del '118' ha atteso fino all'ultimo prima di consigliarmi di prescrivergli un ricovero coatto - aggiunge Edi Avoyer, sindaco di Saint-Rhémy, che ha disposto il 'tso' - sembrava quasi convinto ad andarsene volontariamente, con l'aiuto dell'assessore regionale alla sanità Antonio Fosson, che gli ha messo a disposizione un'ambulanza, con cui spostarsi con la carrozzella elettrica, che è piuttosto ingombrante. Pareva voler andare a Varese, poi a Lugano, infine a Bologna, ma improvvisamente le cose sono di nuovo degenerate ed ha ripreso a dare in escandescenze, accusando tutti e minacciando di querelare tutti i presenti con l'aiuto del suo amico Carlo Taormina. A quel punto non è stato possibile evitare il 'tso'». Piro era già stato protagonista, lo scorso maggio, a Varese di una vicenda simile, dove si era barricato per ore nella stanza di un grande albergo della città insieme alla convivente ed alla figlia dodicenne, per non aprire agli agenti della questura che volevano parlargli in relazione ad una denuncia e che erano poi stati costretti ad arrestarlo.
Dopo il ricovero all'ospedale di Aosta, Urano ha trovato la camera '206' nel più totale disordine, persino con gli escrementi dell'ex deputato sul pavimento: «non ho osato mandare le nostre ragazze - continua il titolare dell'hotel 'Des Alpes' - chiamerò un'impresa di pulizie. Solo per lui abbiamo raccolto quattro sacchi di biancheria sporca. Da quando ieri pomeriggio ha mandato via la badante, che forse era anche la moglie, non ha lasciato avvicinare nessuno, né i dottori né gli operatori del '118', che hanno tentato più volte di intervenire. I Carabinieri sono stati presenti qui in albergo, per tutto il tempo, ma se non fosse stato firmato il 'tso' non avremmo potuto fare nulla, sicuramente non mandarlo via. Questo è un albergo, non una clinica. Per i nostri ospiti cuciniamo, se serve li portiamo a passeggio, ma non possiamo fare di più. Francesco Piro non ha pagato il conto di questi quattro giorni e neppure gli oltre duecentocinquanta euro di telefonate. Con l'aiuto del nostro legale e dell'Associazione degli albergatori decideremo come procedere».
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