L'Esecutivo regionale ha stanziato venerdì 5 marzo un contributo di 200mila euro per l'adesione al progetto del "Gruppo Abele" di don Luigi Ciotti e dell'associazione "Acmos" per la ristrutturazione ed il riutilizzo del fienile della "Cascina Caccia" a San Sebastiano Po, in provincia di Torino.
La decisione segue un incontro avvenuto nell'agosto 2009 a Courmayeur tra il presidente della Regione, Augusto Rollandin, e lo stesso don Ciotti, in un'ottica di collaborazione per il recupero e l'utilizzo sociale del casolare, di circa mille metri quadrati.
La struttura era stata confiscata alla famiglia Belfiore, il cui capofamiglia, Domenico Belfiore, era stato condannato nel 1992 all'ergastolo per essere stato il mandante dell'omicidio del magistrato Bruno Caccia, procuratore di Aosta dal 1964 al 1967, ucciso il 26 giugno 1983 dall'ndrangheta a Torino.
«Il provvedimento preso alla Giunta è una delle iniziative che il Governo regionale sta portando avanti - spiega Rollandin - nel più ampio progetto di proposte volte alla promozione e alla tutela della legalità. A seguito dell’impegno preso in Consiglio regionale, ci siamo attivati ad agire anche nei confronti dei beni sequestrati alla mafia. La vicinanza della cascina e il fatto che essa sia dedicata a Bruno Caccia ci ha portati a porre l'attenzione sul progetto che il "Gruppo Abele" in essa sta realizzando. Un progetto volto allo sviluppo di attività agricole che coinvolgono giovani in difficoltà».
Il contributo regionale verrà utilizzato in particolare per la ristrutturazione del fienile della cascina e delle zone limitrofe, che saranno dedicate all'accoglienza di gruppi e allo svolgimento di attività di laboratorio legate all'ecologia, all'orticoltura ed all'allevamento.
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