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cronaca Anche Prola e Bieler, insieme ad Henriet ed Orusa, indagati nell'inchiesta sulle truffe negli allevamenti valdostani

Piero Prola Ci sono anche i consiglieri regionali dell'Union Valdôtaine Piero Prola e Mauro Bieler tra i 75 indagati dell'inchiesta contro la truffa ed il falso nel settore dell'allevamento bovino in Valle d'Aosta.

Le indagini preliminari si sono concluse e, oltre ai tredici arrestati nel novembre del 2009, l'avviso di garanzia è arrivato anche ad Edi Henriet, direttore dell'Arev, l'associazione regionale degli allevatori valdostani, a Riccardo Orusa, direttore facente funzioni dell'area territoriale della sezione di Aosta dell'Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta ed a Roberto Avetrani, agronomo di Valtournenche.
Mauro BielerSia Prola, ex responsabile del servizio tecnico dell'assessorato regionale all'agricoltura, sia Bieler hanno dichiarato di non essere a conoscenza di essere indagati, così come Henriet e Orusa.
Secondo gli inquirenti i due consiglieri regionali sarebbero accusati di "omesso controllo", in quanto verrebbe ritenuto che i due fossero a conoscenza dei reati che venivano effettuati ma non li abbiano denunciati. A Bieler, in quanto genero di Gabriele Viérin, titolare di una delle maggiori aziende di allevamento della Valle, costretto agli arresti domiciliati nello scorso novembre, viene contestato anche l'abuso d'ufficio, in quanto avrebbe utilizzato il proprio status di consigliere regionale per avvantaggiare il suocero.
Per quanto riguarda Henriet la sua posizione è simile a quella di Viérin: entrambi, avvisati da Orusa, a cui vengono contestati i reati di rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, il peculato e l'omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale, su possibili test positivi alla tubercolosi, avrebbero informato i proprietari dei capi infetti, in modo che questi potessero agire prima dell'ufficialità dei risultati.
Gli inquisiti hanno ora venti giorni di tempo per presentare le loro controdeduzioni e le memorie difensive: il pubblico ministero Pasquale Longarini deciderà quindi se chiedere il rinvio a giudizio o l'archiviazione.

 


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