«Non c'è nessun motivo per avere delle scadenze, c'è una situazione individuale che, se tale rimane, è un discorso, se ha delle ricadute su un problema istituzionale, e quindi politico, è un altro».
Il presidente della Regione, Augusto Rollandin, commenta così, venerdì 27 gennaio, il cosiddetto "caso Lavoyer", che coinvolge l'assessore regionale al bilancio e finanze, Claudio Lavoyer, reso noto dopo la trasmissione alla Procura di Aosta dei verbali dell'ufficio ispettivo della "Banca d'Italia" sui controlli sull'attività degli anni 2009 e 2010 della "Bcc- Banca di credito cooperativo valdostana", che hanno portato ad una multa complessiva di 46mila e 500 euro nei confronti degli amministratori della banca.
Secondo quanto sarebbe emerso, "Bankitalia" contesta mancate giustificazioni su alcuni assegni per un totale di quaranta milioni e 700mila euro su quattro conti correnti bancari di Lavoyer, e di persone a lui vicine, tra cui Patrizia Carradore, assessore al turismo della città di Aosta: «sono operazioni effettuate alla luce del sole - commenta la Carradore a 12vda.it - assolutamente tracciabili e non c'è nessun reato».
«Attualmente non ci sono riflessi per quanto riguarda la parte relativa alle istituzioni - aggiunge Rollandin - abbiamo chiesto di avere i chiarimenti necessari per fare le valutazioni del caso anche a livello politico». «La correttezza nella gestione anche del proprio patrimonio personale è sempre necessaria da parte degli amministratori pubblici - critica invece Patrizia Morelli, capogruppo di Alpe in Consiglio Valle - per chi è delegato ad amministrare le finanze dell'intera Regione si tratta di un imperativo che vale in modo ancora più evidente. Ci auguriamo che l'assessore Lavoyer voglia fare subito piena luce sulla vicenda in cui è stato chiamato in causa e i cui contorni non sono al momento ancora chiari. E' nell’interesse di tutti che ci sia la massima trasparenza».
«Chiediamo a Lavoyer di riferire con la massima urgenza alla competente commissione del Consiglio regionale - aggiunge Roberto Louvin, che ha presentato una mozione che sarà discussa nella prossima riunione del Consiglio Valle - riteniamo che la trasparenza e la correttezza nella gestione anche del proprio patrimonio personale siano sempre necessarie da parte degli amministratori pubblici e che questa necessità costituisca, per chi è delegato ad amministrare le finanze dell'intera Regione, un imperativo di assoluta evidenza. A oggi, l'assessore Lavoyer ha comunicato alla stampa la propria decisione di "non rilasciare dichiarazioni". Consideriamo invece necessario che egli faccia subito, nelle sedi competenti, piena luce sulla vicenda in cui i giornali lo hanno chiamato in causa e fughi ogni possibile dubbio sulla sua condotta di fronte al Consiglio regionale che lo ha eletto alla funzione di assessore alle finanze e al bilancio».
Le richieste di dimissioni arrivano da due movimenti politici non presenti in Consiglio Valle: «la moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto - evidenzia il segretario della Federazione della Sinistra, Francesco Lucat - con questo detto, si giustifica, da sempre, l' impunità dei potenti per le loro vicende private. Noi crediamo invece che il solo sospetto di una irregolarità dovrebbe essere sufficiente perchè chi è investito di una carica pubblica faccia un passo indietro. Se poi la carica pubblica è quella di assessore alle finanze e l'ombra del sospetto riguarda, come dicono gli ispettori di "Bankitalia", "la creazione di fittizie disponibilità finanziarie", questo dovrebbe essere sufficiente per indurre il soggetto in questione a fare un passo indietro, fino a che tutto non sia chiarito, così come deve essere chiarito il ruolo svolto nella vicenda dalla Bcc Valdostana. Fino a che gli eletti nelle istituzioni continueranno a considerare la loro condizione come una sorta di privilegio a loro dovuto, e non come un servizio al popolo sovrano, nei confronti del quale si ha il dovere di tenere comportamenti cristallini, non ci sarà da meravigliarsi del disamoramento nei confronti della politica e della considerazione dei politici come una casta».
«Riteniamo grave ed incresciosa l'attuale vicenda che coinvolge l'assessore Lavoyer, l'assessore comunale Carradore e la "Banca di credito cooperativo Valdostano" - aggiunge Marco Belardi, segretario regionale dell'Italia dei Valori - nel caso che gli accertamenti della "Banca d'Italia" siano confermati, non rimane altra strada percorribile da parte dei politici coinvolti che non sia quella delle dimissioni. Ribadiamo sempre con maggiori motivazioni, purtroppo confermate tutti i giorni dalle vicende giudiziarie di amministratori e politici dal nord al sud del Paese, i nostri principi di trasparenza, legalità e soprattutto di esclusione dalle cariche pubbliche dei condannati e di chi abbia procedimenti in corso per reati contro la pubblica amministrazione».
Intanto, la Procura di Aosta ha dato mandato alla Guardia di finanza di effettuare gli accertamenti sulle carenze evidenziate alla "Bcc" dall'ufficio di vigilanza della "Banca d'Italia": «la politica deve essere trasparente - sottolinea Raimondo Donzel, segretario del Partito Democratico della Valle d'Aosta e consigliere regionale - in un momento così difficile è opportuno che l'assessore Lavoyer chiarisca con urgenza questa sua attività. A noi politici viene richiesto un comportamento trasparente, rendendo pubblici i nostri redditi, e quindi aspettiamo, magari prima che venga aperta un'inchiesta, che si faccia chiarezza su questa situazione. Mi hanno lasciato perplesso anche le dichiarazioni del direttore della "Bcc valdostana" che ha minimizzato la questione, difendendo l'assessore. Anche dalle banche chiediamo più trasparenza».
Bocche cucite, invece, da parte degli altri membri della maggioranza. L'unico a parlare, dal suo sito Internet, è il consigliere Luciano Caveri che critica il «no comment» di Lavoyer: «quando ho avuto ruoli di responsabilità in politica non mi sono mai sottratto ai colleghi - ricorda - e il mio telefono era per loro sempre acceso. E a loro ho sempre detto "pane al pane e vino al vino". Vedremo ora quali spiegazioni verranno date della vicenda perché è necessario conoscere fatti e circostanze. Per quel che mi riguarda è importante l'aspetto politico, perché il resto non mi compete».
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