Longarini ha respinto le accuse della Procura di Milano, pur confermando l'amicizia con Cuomo: chiesta la revoca dell'arresto

redazione 12vda.it
Pasquale Longarini dopo l'interrogatorio di garanzia

Non hanno negato i rispettivi rapporti amicali l'imprenditore Gerardo Cuomo ed il magistrato Pasquale Longarini durante gli interrogatori di garanzia che si sono tenuti nella giornata di venerdì 3 febbraio a Milano, nell'ambito dell'inchiesta che, lo scorso 30 gennaio, li aveva entrambi costretti agli arresti domiciliari, per le accuse di favoreggiamento ed "induzione indebita a dare o a promettere utilità". I due però non si sono incrociati al settimo piano del Palazzo di Giustizia: il primo ad essere stato ascoltato dal giudice per le indagini preliminari Giuseppina Barbara è stato l'amministratore delegato del "Caseificio valdostano", che ha spiegato la sua versione dei fatti, seguito poi dal magistrato, che ha aspettato il suo turno fuori dall'ufficio ed ha poi parlato per oltre tre ore.

Sospeso da ministro Orlando. Il giorno precedente Longarini è stato oggetto di un decreto del ministro della Giustizia Andrea Orlando, che ha chiesto di sospenderlo dalla funzione di procuratore capo facente funzione di Aosta (ruolo dove è già stato rimpiazzato dal collega Luca Ceccanti) e dal relativo stipendio, oltre che collocarlo "fuori organico" della Magistratura, richiesta che dovrà comunque essere avallata, nei prossimi giorni, dal "Consiglio superiore della Magistratura": «è stato un fulmine a ciel sereno - ha commentato il legale del magistrato, Claudio Soro - e un "vulnus" (la lesione di un diritto, n.d.r.) che credo rimarrà per sempre, qualunque sarà l'esito del processo».

«Chi accusa se ne assumerà le responsabilità». Da quanto è emerso, l'amicizia tra Longarini e Cuomo nasce dalla reciproche frequentazioni dei figli, entrambi studenti universitari a Milano: «è una rapporto di conoscenza e di sostanziale amicizia - ha aggiunto l'avvocato Soro - che ha coinvolto anche le famiglie, un rapporto di simpatia e di amicizia tra virgolette».
Sui reati contestati Pasquale Longarini ha respinto «in modo radicale» le accuse e, nello specifico, quella in cui "consigliava" a Sergio Barathier, socio dell'hotel "Royal & Golf" di Courmayeur e dei negozi di abbigliamento e gioielli "F.B. Aurum", (indagato dal magistrato per una truffa allo Stato e per un'evasione fiscale da 600mila euro), di firmare una fornitura da centomila euro di generi alimentari col "Caseificio valdostano". Così come ha negato l'ipotesi di reato di aver avvisato Cuomo di essere indagato dalla "Direzione distrettuale antimafia" di Torino: «l'accusa di aver avvisato una persona sottoposta ad intercettazioni - ha rimarcato Claudio Soro - o comunque ad indagini, e quindi rivelando il segreto d'ufficio è quella che gli ha fatto più male. Certamente abbiamo anche molti elementi per dire che le cose non stanno in questi termini, poi chi accusa se ne assumerà le responsabilità».
Entrambi i legali dei due indagati hanno chiesto la revoca dei rispettivi arresti domiciliari, che sarà analizzata nei prossimi giorni.

Ultimo aggiornamento: 
Venerdì 3 Febbraio '17, h.17.20

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