Dopo ventiquattro anni torna visibile la facciata principale del teatro romano: «verrà restituito alla sua funzione originaria» commenta Laurent Viérin
La facciata principale del teatro romano di Aosta, dove nel primo secolo d.C. si svolgevano gli spettacoli per la popolazione romana, dopo ventiquattro anni è tornata ad essere visibile.
Sono infatti iniziati mercoledì 21 gennaio i lavori di smontaggio del ponteggio che dal 1985 copriva l'intera struttura: «sin dall'inizio degli anni Ottanta - ricorda Laurent Viérin, assessore regionale all'istruzione e cultura - la struttura portante della facciata, composta per lo più da una roccia proveniente probabilmente dalla zona di Gressan e di origine sedimentaria post glaciale, la cosiddetta "puddinga", alla quale si aggiunge un travertino locale proveniente dalle zone della Dora a sud di Aosta, cadeva a frammenti, creando una pericolosa situazione per la fruizione del monumento e rendendo impraticabile l'accesso al teatro. La situazione di degrado conservativo del monumento e l'importanza dello stesso per la città di Aosta, hanno motivato il consistente intervento di restauro che si è realizzato principalmente con il ripristino dell'integrità superficiale del paramento murario mediante l'impiego di materiali di origine naturale quali malte a base di calce idraulica naturale. Il restauro del teatro romano di Aosta ha rappresentato un approccio di interdisciplinarietà dove restauratori, chimici, architetti, archeologi e fisici hanno collaborato al fine di garantire la salvaguardia di uno dei monumenti più importanti della città».
Il teatro romano di Aosta è uno dei monumenti dell'architettura teatrale romana più significativi dell'Italia settentrionale e certamente la testimonianza di maggiore prestigio delle origini dell'antica Augusta Prætoria. La data della costruzione del teatro non è nota, ma dagli scavi archeologici si suppone che esso appartenga alla seconda fase dell'urbanizzazione della città romana, qualche decennio più tardi del 25 a.C. L'attuale struttura del teatro, frutto di un successivo ampliamento, non è quella originale della quale resta tuttavia una parte della facciata, anticamente formata da otto ingressi: «la nostra linea di intervento si basa prioritariamente su processi di tutela e conservazione - aggiunge Viérin - ma, nel caso del teatro romano di Aosta, consisterà anche in una diversificazione delle funzioni d'uso dello stesso. Non è stato soltanto quindi un restauro conservativo finalizzato alla musealizzazione del teatro bensì una sua destinazione per spettacoli ed eventi pubblici, in modo da restituirlo pienamente alla sua funzione originaria contribuendo altresì a rivitalizzare questo splendido angolo della città».
«Con questa importante "restitution" - conclude l'assessore regionale all'istruzione e cultura - si promuove e si valorizza un tassello importante della nostra storia, rafforzando e consolidando l'offerta complessiva e il potere di attrazione dell’intero circuito dei beni culturali. Una strategia di intervento che mira a consolidare l'identità turistico-culturale comune del territorio ed a valorizzarne le peculiarità così da incrementare l'attrattività dell’area e aumentare la domanda turistica».
Il teatro romano tornerà ad essere visibile in occasione della "Fiera di Sant'Orso": da febbraio il monumento sarà visitabile al pubblico.
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