cultura I fisici aprono, a La Thuile, le porte ai giovani: alle "Rencontre" ha partecipato anche il "Nobel" Martin Perl

Un particolare del super collisore Lhc del Cern di Ginevra Si è conclusa sabato 6 marzo a La Thuile, l'edizione 2010 dei "Rencontres de Physique" che ha raccolto, al centro congressi del "Planibel" i migliori fisici da tutto il mondo.
Il maggior interesse era l'atteso confronto fra i gruppi che stanno lavorando attorno al super collisore "Lhc", l'acceleratore di particelle del "Cern" di Ginevra: «abbiamo ascoltato molti interventi significativi - commenta, al termine dei lavori, Giorgio Bellettini, uno dei fisici italiani più noti al mondo - si è anche valutato come avverrà il passaggio di consegne tra il "vecchio" collisore "Tevatron" di Chicago e il nuovo "Lhc" entrato in funzione dopo lo scorso Natale. C'è stato bisogno di un tempo notevole per la programmazione e la calibrazione della nuova macchina e i gruppi di studio, gli apparati sperimentali, hanno dimostrato di poter estrarre dati utili in un tempo da una a tre settimane. Le prospettive di ricerca sono ottime». Giorgio Bellettini Durante i sei giorni di "rencontres" si è parlato anche del network per una banca dati per le sorgenti di energia disponibili e le strutture esistenti, il "Global energy observatory", portato avanti già da qualche anno dal fisico indiano Rajan Gupta: «ma si è discusso molto - aggiunge Bellettini - sui costi effettivi di una operazione del genere. Invece sono stati curiosi gli interventi sulla materia oscura, per la quale la scienza mondiale sta compiendo un enorme sforzo, e sull'energia oscura, che il "premio Nobel" Martin Perl sta mettendo in relazione con il vuoto fisico».
Per il prossimo anno, il venticinquesimo dell'appuntamento valdostano con la fisica mondiale, gli organizzatori stanno pensando a qualcosa in più: «partecipare, per giovani fisici, può essere dispendioso - conclude Giorgio Bellettini - e rispetto agli scorsi anni stiamo pensando di aumentare ancora gli inviti: quest'anno i giovani erano otto e parlando con loro è emersa la possibilità di coinvolgerli in brevi introduzioni preparatorie alle sessioni di intervento, per colmare l'eventuale mancanza di conoscenze troppo specifiche».

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