La settimana dedicata alla francofonia si allunga, nel 2010, a dieci giorni, per dare ancora maggior spazio alle iniziative che ruotano attorno alla "Journée de la francophonie", il 20 marzo. La bandiera della francofonia sventola per tutto il periodo assieme alle altre inalberate dalla Regione, mentre si susseguono le iniziative che coinvolgono la Presidenza regionale, l'assessorato regionale all'istruzione e cultura, con l'intero sistema bibliotecario, oltre alla sede valdostana dell'Alliance française e della Presse francophone, mentre il Comune di Aosta si preoccupa di coprire le spese delle iniziative: «il nostro scopo è di coinvolgere sempre più i giovani - spiega il presidente della Regione, Augusto Rollandin - continuando a sostenere il francese, così come il patois, con un impegno quotidiano».
«Confidiamo molto nella radio e nella televisione - aggiunge Rollandin - che ora con il digitale ci offre maggiori possibilità, affinché propongano sempre più scelta di programmi francofoni. La popolazione valdostana è sensibile a questi media ed è opportuno rispondere in modo adeguato».
Proseguendo nell'ottica di una apertura internazionale, dopo Kampala in Uganda, quest'anno la Valle d'Aosta porta il film di Joseph Péaquin "Il était une fois... le petit monde" al "Festival du film francophone" che si svolge dal 13 al 21 marzo ad Hanoi, in Vietnam.
Le iniziative sul territorio valdostano dureranno dieci giorni, a partire da lunedì 15 marzo, e coinvolgono più di tremila studenti in spettacoli, conferenze ed esposizioni a tema. Troverà spazio anche uno stage formativo per la piccola compagnia teatrale, composta da studenti di scuole diverse, che dal 19 al 21 aprile parteciperà al "Festival du théâtre scolaire francophone" a Catania: «manteniamo il legame forte con le personalità valdostane - evidenzia Laurent Viérin, assessore regionale all'istruzione e cultura - dopo Maurice Garin, campione del "Tour de France", quest'anno ci dedichiamo alla figura di Joseph Bréan di cui ricorre il centenario della nascita. Vogliamo abbracciare la francofonia nei cinque continenti, apprezzando la ricchezza delle sue differenziazioni: in questo modo, per la francofonia valdostana, possiamo parlare di "particularité universelle"».
Questo il programma:
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