"Oikos" è il nuovo progetto di "Replicante teatro" di Aosta, che porta nelle case dei valdostani il teatro, con due attori ed un filosofo

redazione 12vda.it
Enrico Montrosset, Barbara Caviglia ed Andrea Damarco

"Il teatro si può fare ovunque ci sia pubblico". Si basa su quest'idea il nuovo progetto culturale della compagnia teatrale di Aosta "Replicante teatro", intitolato "Oikos", realizzato dagli attori Andrea Damarco e Barbara Caviglia, insieme al filosofo Enrico Montrosset, che, in estrema sintesi, porta a casa delle persone il teatro: «"Oikos" è fin dai tempi antichi "la casa" - racconta Damarco - la casa per antonomasia, in quanto la parola indica non solo il luogo dove si abita, ma l'insieme di significati che fanno di una casa la propria dimora, e quindi le cose che scegliamo per essere più vicine a noi, le idee e i sentimenti che mettiamo in circolo nella nostra sfera intima, le persone con cui vogliamo condividere un tempo scelto. "Teatro" deve il proprio significato ad un antico verbo che significa "guardo, osservo attentamente e custodisco, sono spettatore attivo". Guardare, dunque, parole? Si, perché tra parola e oggetto, tra parola e azione, non c'è frattura ma una serie infinita di connessioni che fanno l'essenza della condizione umana».

«Mettere a dimora significa piantare una nuova pianta, donare la terra ad una radice nuda perché attecchisca nel suolo, germogli e si sviluppi
- aggiunge la Caviglia - mettere il teatro a dimora significa la stessa cosa. Cambia solo l'oggetto: non una pianta, una radice nuda, ma visioni. Da condividere quindi aprendo un luogo speciale, la propria casa, a persone con cui ci sentiamo bene, in sintonia: per confrontare e moltiplicare immagini, parole, idee, insieme a due attori che propongono uno spettacolo di lettura e ad un filosofo con cui avviare tutti un confronto sul tema della serata. E per dedicarsi un tempo giusto, libero dalla frenesia e dedicato a noi stessi. Basta una stanza, oppure un giardino, un terrazzo, un garage, una taverna».

In pratica "Oikos" viene organizzato così: «il padrone di casa invita un gruppo di amici presso la propria casa per condividere una serata speciale - spiega Andrea Damarco - un aperitivo o un dopocena può essere l'occasione iniziale. Ma all'ora più adatta, che volta per volta può cambiare, anche se non è consigliabile però superare le 21, "c'è teatro". La dimensione raccolta, lontana dalle masse dello spettacolo e dal consumo, non sarà un confine angusto: la vicinanza diventa anzi una forma di poetica che celebra la profonda differenza tra "spettacolo" e "teatro", inteso come portatore sano di una grande forza espressiva, dialettica e di confronto . Oppure, più semplicemente, quella vicinanza permette il silenzio necessario affinché il teatro accada».
«Gli ospiti non pagano biglietto o tessera, ma neanche il padrone di casa
- precisa Barbara Caviglia - e sono invitati a fare una libera offerta in perfetto stile "crowdfunding". Decidono quindi di sostenere il progetto secondo la loro volontà».

Il progetto "Oikos" prevede, al momento, tre titoli: "Giobbe – o Del Dolore" da "Il Libro di Giobbe" dell'Antico Testamento, "La fattoria degli animali - o Del Sogno e Del Potere" da "La fattoria degli animali" di George Orwell e "Cavalieri inesistenti o Dell'Essere e Dell'Esistere" da "Il cavaliere inesistente" di Italo Calvino.
La prima serata di "Oikos" si terrà sabato 21 marzo: le prenotazioni possono essere effettuate direttamente al numero 333.47.17.284 o anche via mail a contatti@replicanteteatro.it.

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