Sala esaurita giovedì 2 febbraio alla "Pépinière d'Entreprises" di Aosta, al workshop su "Andamento e qualità del credito" organizzato dalla "Chambre Valdôtaine" in collaborazione con la "Commissione regionale ABI" della Valle d'Aosta e l'Ordine dei dottori commercialisti. Assenti gli annunciati Augusto Rollandin, presidente della Regione e Claudio Lavoyer, assessore regionale al bilancio e finanze, a causa di improrogabili impegni istituzionali, la Regione era rappresentata da Aurelio Marguerettaz, assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti, vice presidente della Regione, seduto tra il pubblico: «le banche, in questo momento, non godono di grande credito presso l'opinione pubblica, ma ancor più critica è la posizione degli imprenditori che riscontrano una eccessiva selettività nell'erogazione del credito - ha esordito Roberto Sapia, vice presidente della "Camera di Commercio" della Valle d'Aosta, illustrando il punto di vista delle imprese - da un'indagine di "Unioncamere" emerge come un terzo delle imprese siano in difficoltà e come vadano accresciute le collaborazioni con i "Consorzi fidi"».
«Un forte apprezzamento va espresso agli sforzi che i "Consorzi fidi" valdostani hanno fatto o faranno per ottenere l'iscrizione nell'elenco degli intermediari finanziari vigilati - ha proseguito Sapia - un processo considerato importante perché l'apertura di credito oggi non poggia solo sulle "garanzie", ma anche sul "valore" di queste garanzie».
«Dopo un lungo periodo di ininterrotta crescita, i depositi nelle banche valdostane hanno fatto registrare, lo scorso novembre, un brusco calo del 3,4 per cento ha illustrato Gennaro Maria Argirò, direttore della filiale Valle d'Aosta della "Banca d'Italia" - a fronte di una contrazione nazionale dello 0,7 per cento. La contrazione dei depositi riguarda in particolare le imprese, mentre quelli delle famiglie hanno continuato a crescere, seppure a tassi contenuti. In generale, l'erogazione del credito in Valle d'Aosta continua ad essere assicurata con una buona qualità rispetto a un confronto nazionale, anche se in peggioramento, e con una situazione di struttura creditizia e finanziaria adeguata per poter consentire alle imprese di avere, almeno dal punto di vista della presenza sul territorio, il sostegno che è necessario».
In Valle d'Aosta sono presenti tredici diversi istituti bancari e altri due sono in procinto di aprire, per un totale di cento sportelli aperti: il numero di sportelli ogni 100mila abitanti si attesta a 77, valore più elevato di quello medio nazionale che è di 56 e poco meno del cinquanta per cento dei 74 Comuni della regione ha almeno uno sportello bancario, rispetto al 73 per cento a livello nazionale. Dal 2007 in Valle i "Pos", i terminali che consentono il pagamento elettronico, sono aumentati dai circa 4.300 ai quasi 5.400 del 2010, a testimonianza della diffusione sempre più capillare dell'utilizzo di modalità di pagamento alternative al contante.
Il livello di concentrazione del mercato del credito in Valle d'Aosta è elevato: la quota di mercato dei prestiti dei primi cinque gruppi bancari operanti nella regione si aggira attorno al 77 per cento. La composizione di questi, per settore di attività economica, indica che il peso dei crediti erogati alle imprese si attesta al 64 per cento del totale regionale, mentre i prestiti in favore delle famiglie consumatrici contribuiscono al 28 per cento dei finanziamenti complessivi. E' residuale l'incidenza del credito in favore delle Amministrazioni pubbliche e delle società finanziarie e assicurative pari all'otto per cento del totale: «in Valle d'Aosta - ha proseguito il direttore di "Bankitalia" - la congiuntura ha iniziato a peggiorare a partire dall'estate scorsa. Nell'industria la dinamica degli ordini e della produzione, migliorata nei primi sei mesi si è successivamente indebolita, risentendo del rallentamento del commercio internazionale e delle turbolenze nei mercati finanziari. Nelle costruzioni l'attività è rimasta debole. Nei servizi a fronte dei segnali positivi giunti dal turismo, con l'aumento dei turisti stranieri, e dai transiti di mezzi pesanti nei due trafori internazionali, si è registrato una contrazione delle vendite nel commercio. Sono diminuiti gli occupati sia tra gli uomini sia tra le donne. E' aumentato il tasso di disoccupazione».
«L'analisi della distribuzione per ramo di attività economica dei prestiti alle imprese - ha concluso Argirò - dimostra che le attività manifatturiere rappresentano il 15 per cento circa dei crediti totali. In particolare le quote maggiori dei prestiti sono state erogate verso la branca della metallurgia. Molto rilevanti sono anche i finanziamenti ai settori della fornitura di servizi di pubblica utilità e delle costruzioni, rispettivamente, il 25 ed il venti per cento del totale. Tra i servizi, quote variabili tra il cinque ed il dieci per cento dei prestiti si registrano verso i settori del commercio, del trasporto e magazzinaggio, delle attività connesse alla compravendita immobiliare e di quelle connesse all’alloggio e alla ristorazione».
Il direttore della "Bankitalia" valdostana si è, infine, dimostrato d'accordo con quanto dichiarato da Roberto Sapia sul ruolo dei "Confidi": «in questa difficile fase congiunturale - ha ricordato Argirò - i "Consorzi di garanzia collettiva dei fidi" svolgono un'importante funzione nel facilitare l'accesso al credito, soprattutto degli operatori economici di minore dimensione. In Valle d'Aosta sono presenti cinque confidi. In base alle segnalazioni presenti nella "Centrale dei rischi" gestita dalla "Banca d'Italia", il valore delle garanzie rilasciate dai "Confidi" alle imprese valdostane, al netto della soglia di rilevazione, si aggira attorno ai 140 milioni di euro, metà dei quali destinati alle imprese con meno di venti addetti. La quota dei prestiti erogati a queste ultime, garantiti dai "Confidi", si aggira attorno a un terzo del totale. In base alle analisi condotte dalla "Banca d'Italia" la mediazione dei "Confidi" rappresenta uno strumento efficace nel migliorare le condizioni di accesso ai prestiti e nell'aumentare la qualità del credito bancario. In particolare, le imprese associate a "Consorzi di garanzia" ottengono finanziamenti a tassi d'interesse più bassi rispetto a quelle non associate mettendo a disposizione degli intermediari le proprie conoscenze sulle prospettive delle imprese associate. I "Confidi" migliorano la capacità di valutazione del merito di credito e spesso contribuiscono in misura significativa a facilitare le pratiche istruttorie. La funzione di raccordo tra intermediari e imprese diventa essenziale durante le crisi ai fini della concessione dei finanziamenti, proprio in ragione della conoscenza delle imprese associate».
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