Martedì 09 Febbraio 2010
   
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Offerto un lavoro alla ragazza sarda, di colore, che accusa di razzismo un ristoratore di La Salle

Eliana Cau, la ragazza sardaEliana Cau, la ragazza sarda di colore, originaria dello Zaire, che ha lamentato un presunto episodio di razzismo da parte di Luigi Cirina, ristoratore sardo di La Salle, che, secondo lei, non l'avrebbe assunta per il colore della pelle, da fine gennaio potrà lavorare all'albergo 'Nôtre Maison' a Saint-Pierre: «grazie all'intervento dell'Associazione albergatori della Valle d'Aosta - spiega il presidente della Regione, Luciano Caveri - abbiamo potuto proporre una soluzione di questa spiacevole vicenda che è assolutamente circostanziata, e nulla ha a che fare con attitudini xenofobe della comunità valdostana, dimostratasi nel tempo assai ospitale con i lavoratori di diversa provenienza».

ImageNella mattinata di venerdì 5 gennaio infatti, Caveri si è sentito con Renato Soru, presidente della Regione Sardegna, nel quadro di rapporti personali e politici assai cordiali, il quale ha ringraziato il collega valdostano per essere stato informato della notizia, confermando il legame di amicizia tra la sua isola e la Valle d'Aosta: «se c'è stato un reato di razzismo - aggiunge Caveri spetterà alla Magistratura intervenire, visto che l'Italia ha una buona legislazione in materia, anche se mi sembra che ci siano difformità nella ricostruzione dei fatti fra il ristoratore e la ragazza, entrambi sardi. In ogni caso esistono notevoli flussi di scambio di lavoratori con la Sardegna».
Cirina, titolare della pizzeria 'Da Gigi', in frazione Villaret, espone una versione differente della questione: «la ragazza si è presentata a La Salle con un amico per un colloquio di lavoro - spiega - quando l'ho vista mi sono limitato a dire, come fosse una battuta, che non era sarda. Lei si è subito innervosita e mi ha risposto con toni alterati. Allora ho capito che era meglio non assumerla, per una questione di carattere e non di colore della pelle». Il ristoratore prosegue dicendo di averle dato da mangiare, un rimborso spese per il viaggio e di averla ospitata per una notte «in quanto conosco bene i problemi di chi non ha lavoro»..

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