Rino Favre e la sua famigliaE' la Robiola di Roccaverano prodotta a Monbaldone, località in provincia di Asti, da Ines e Simone Stutz a vincere, a Saint-Vincent, nella serata di sabato 29 novembre l'ottava edizione del concorso 'Formaggio d'autore' organizzato da 'Coopagrival' e 'Caseus Montanus' e patrocinato dal Ministero delle politiche agricole, aggiudicandosi la 'Grolla d'oro' per il miglior formaggio.
Per quanto riguarda il 'Modon d'or', il premio assegnato alla miglior Fontina d'alpeggio, la vittoria è andata a Rino Favre dell'azienda 'Les Crêtes', per il formaggio prodotto nell'alpeggio 'Cheserie', in località Arvens di Doues: «le 'Grolle d'oro dei formaggi d'autore' stanno riscuotendo un grande interesse - ha raccontato Gérard Beneyton, presidente di 'Coopagrival' e 'Caseus montanus' - noi le abbiamo ideate nel 2006, scherzosamente, inserendo questo premio nel clima delle 'Grolle' del cinema, della fiction, del giornalismo o dello sport: si è così creato un senso di notorietà al concorso ma soprattutto si sta sviluppando come veicolo d'immagine della Valle d'Aosta, che non è solamente sport o turismo, ma soprattutto agricoltura e qualità del prodotti regionali».

Gérard Beneyton, presidente del 'Coopagrival'Oltre ad essere un appuntamento che racchiude l'eccellenza della produzione casearia nazionale, il concorso 'Formaggi d'autore' vuole sviluppare e mantenere il vivere sano ed il mangiar bene con una sana alimentazione, utile anche a mantenere vive le zone di montagna: «la questione fondamentale per evitare l'abbandono del territorio - ha spiegato Augusto Rollandin, presidente della Regione - riguarda il riconoscimento della compatibilità di aiuti volti a compensare i sovracosti generati dagli svantaggi naturali di cui soffrono le Regioni di montagna, siano esse all'interno delle aree assistite o fuori di esse. E' importante che questi aiuti di Stato, a finalità regionale, vengano indirizzati verso filiere strettamente correlate all'antropizzazione della montagna, compatibili con lo sviluppo equilibrato, sostenibile e durevole del territorio che le ospita e rispettose dei parametri culturali locali, l'agricoltura, l'artigianato ed il turismo».
Simone ed Ines Stutz vincitori della 'Grolla d'oro' con la loro Robiola«La storia della Casa da gioco di Saint- Vincent - ha aggiunto Luca Frigerio, amministratore unico del 'Casino de la Vallée' - che ha compiuto il sessantesimo compleanno nel 2007, è indissolubilmente legata alle 'Grolle d'Oro', premio prestigioso che è, da sempre, sinonimo di eccellenza, che è stata di nuovo la protagonista a Saint-Vincent, in occasione di concorso nazionale dei 'Formaggi d'Autore', i cui vincitori sono stati premiati proprio una 'Grolla d'Oro'. Questo riconoscimento prestigioso si prefigge di celebrare una ricchezza unica, tutta italiana, che merita di essere tutelata e diffusa. L'evento, come era accaduto nella precedente edizione del 2006, rappresenta un'occasione speciale di promozione per la Valle d'Aosta ed il suo Casinò e siamo pertanto onorati di partecipare alla sua organizzazione, contribuendo ad assicurare visibilità ad un settore importante del patrimonio enogastronomico italiano».
Anna Rotella, vincitrice con la sua TomaLa Valle d'Aosta ha ben figurato a livello nazionale: Rino Favre aveva già vinto il 'Modon d'or' nel 2006 e la sua Fontina ha anche ottenuto una delle dodici 'Grolle d'oro' messe in palio per premiare i migliori formaggi italiani: «quando parliamo del 'miglior formaggio d'Italia 2008' non è detto che questo sia il migliore di tutti - ha precisato Beneyton - ma vuol dire che presenta caratteristiche particolari che magari non si trovano in altri. Per esempio nel 2006 aveva vinto un parmigiano di trenta mesi che rappresenta una 'chicca' spesso e volentieri un parmigiano di quella stagionatura diventa problematico, un po' come se noi si portasse una Fontina di dodici o ventiquattro mesi, che non è più quella che dovrebbe essere a novanta giorni. Non è detto che tutti i formaggi più sono maturi più sono buoni: generalmente quando hai un latte di provenienza sana, con sapori particolari come quelli che abbiamo noi in alta montagna, diamo un messaggio ai consumatori che evidenzia la capacità che i produttori hanno nel dare una garanzia. In questi casi non si verifica assolutamente nessuna aggiunta di caseina per aumentare la redditività. Il messaggio che 'Caseus montanus' e l'organizzazione delle 'Grolle d'oro dei formaggi' stanno veicolando è quello di dare la certezza che chi compra un pezzo di formaggio a latte crudo può essere certo che proviene dalla mungitura della vacca».
La Valle d'Aosta conquistato altri due riconoscimenti: il premio speciale riservato ai caseifici, che è andato alla 'Cooperativa agricola Valgrisenche' ed il premio speciale 'ovicaprini', assegnato ad Anna Rotella di Valsavarenche che ha presentato una Toma stagionata di capra di quaranta giorni.

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