Rollandin alla guida della 'CVA': l'opposizione non risparmia energie in critiche
Augusto Rollandin, ex senatore ed ex presidente della Giunta regionale è il nuovo presidente della 'CVA - Compagnia Valdostana delle Acque', la società di proprietà dell'Amministrazione regionale che, dal 2002, gestisce le venticinque centrali ex 'Enel' acquistate dalla Regione tramite la 'Finaosta', la finanziaria regionale, i quattro impianti ex 'Ilva Cogne' e cinque dighe.
Rollandin, che succede a Francesco Guerrieri, scomparso il 29 dicembre 2005, è stato indicato dalla Regione e nel pomeriggio di martedì 27 giugno, il Consiglio di amministrazione della 'Finaosta' ha ratificato la scelta che verrà discussa durante l'Assemblea dei soci di mercoledì 28 negli uffici della 'CVA' a Châtillon insieme all'approvazione del bilancio del 2005 che presenta oltre 51 milioni di euro di utile netto per una vendita totale di energia di oltre quattro miliardi e 400mila chilowattora. La 'CVA' infatti, dopo la liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica vende in Valle d'Aosta ed in tutta Italia ad oltre settecento clienti e si sta apprestando ad acquisire dall'Enel il 51 per della 'Deval', la società valdostana di distribuzione dell'energia elettrica, della quale la Regione è proprietaria del restante 49 per cento.
Come facilmente prevedibile, non sono mancate le polemiche e le discussioni in merito sulla nomina di Rollandin a partire proprio dall'Union Valdôtaine.
«Abbiamo qualche perplessità sull’opportunità politica, anche se nessuno ha messo in discussione la scelta di Rollandin - spiega il neo presidente Guido Césal - è soprattutto una questione di tempi, visto che usciamo da un Congresso che ha trovato un equilibrio difficile ed ora questa vicenda potrebbe rimettere tutto in discussione».
Di tutt'altro tono sono i commenti da parte degli esponenti delle altre forze politiche, a partire da Franco Vallet, ex assessore regionale UV che, per conto di Renouveau Valdôtain esprime la sua sorpresa per la nomina di Rollandin: «vediamo la conferma che il Congresso dell'Union Valdôtaine ha obbedito all'abituale logica della spartizione e che nulla è cambiato all'interno del partito, anche se i valdostani, nelle elezioni del 9 e 10 aprile scorsi avevano chiaramente espresso che non volevano più questo sistema di Governo».
«Auguro quindi a Rollandin ed al nuovo presidente dell'UV - conclude Vallet - in attesa che l'elettorato possa confermare chiaramente, nel 2008, la sua volontà di cambiamento». Anche Vallée d'Aoste Vive sceglie la via dell'iperbole, calcando ulteriormente la mano: «la lotta alla disoccupazione in Valle segna un ulteriore importante successo - commentano gli 'arancioni' di Roberto Louvin - che questo non sia il prezzo del tacito via libera dell'Augusto ai nuovi equilibri nell'Union Valdôtaine, è ormai solo il neo presidente Cesal a crederlo. La preoccupazione dei valdostani consapevoli, come noi, dell'importanza economica e strategica del settore idroelettrico per la sua ormai definitiva occupazione da parte della politica unionista e in particolare della corrente rollandiniana è forte e giustificata, sia per i trascorsi del designato in materia di appalti, sia per la persistenza con cui altri uomini a lui vicini si sono assiepati intorno al settore: tra gli altri il fido Ugo Voyat nel consiglio di amministrazione della 'CVA' e il suo ex segretario particolare Gianni Barocco alla testa del 'BIM - Bacino Imbrifero Montano'».
«L'occupazione 'manu militari' da parte della politica del mondo economico - conclude la nota di Vallée d'Aoste Vive - e nella possibilità di intervento su maestranze, assunzioni e appalti, compie quindi un salto decisivo in avanti, complice e silente il resto della maggioranza e definitivamente scornati i pochi illusi che qualcosa stesse cambiando nelle fila dell’Union idro-électrique valdôtaine».
Chiedono a gran voce «vergogna» i Verdi Alternativi che, per voce del loro coordinatore Elio Riccarand, denunciano come la nomina di Rollandin costituisca «l'ennesima conferma della degenerazione del sistema politico valdostano. L'occupazione dei posti di potere da parte dei padroni della politica viene attuata senza pudore, senza ritegno, in modo sfacciato e vergognoso. La decisione della Giunta regionale di designare Rollandin a Presidente della CVA contiene un messaggio chiaro e spudorato: nulla è cambiato e nulla cambierà! I consigli di amministrazione e le presidenze delle società pubbliche continueranno ad essere decisi sulla base dei criteri di spartizione, lottizzazione, occupazione decisi dai partiti della maggioranza regionale».
Se il diretto interessato preferisce non commentare, Luciano Caveri, presidente della Regione, respinge ogni critica sulla sua scelta: «gli ex politici non sono degli appestati - spiega, sereno - non sono mai riuscito a comprendere perché c'è sempre stato una sorta di veto su chi ha fatto attività politica. E' sbagliato, in Valle le risorse intellettuali sono limitate, chi ha maturato grande esperienza non può essere allontanato soltanto perché è stato un politico. Ricordo ad esempio che io ero d’accordo quando era stato indicato l'ex assessore Franco Vallet come presidente dell'Arer. Sono scelte logiche».
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