politica Carlo Perrin coordinatore di Alpe: «non ho potuto dire di "no". Credo in questo progetto per il bene della Valle d'Aosta»

Carlo Perrin mentre si astiene sulla sua elezione a coordinatore Con la nomina di Carlo Perrin a coordinatore di Alpe, unico candidato al ruolo, eletto all'unanimità dei presenti, si è conclusa, dopo sei ore ed oltre cinquanta interventi, nella serata di sabato 27 febbraio, l'assemblea costitutiva del nuovo movimento politico nato dallo scioglimento di Vallée d'Aoste Vive, Renouveau Valdôtain e dei Verdi Alternativi.
Perrin, 63 anni, che si è astenuto sulla propria nomina, guiderà il nuovo movimento dopo due anni di pausa politica, successiva alla mancata rielezione in senato nel 2008, nella lista dell'Alleanza autonomista progressista: «ogni volta che si inizia una nuova avventura ci si emoziona - confida a 12vda.it l'ex presidente della Regione - ed io sono capace ancora di emozionarmi anche se ho più di sessant'anni. Credo che questo sia un buon segno perché credo nelle cose in cui faccio. Mi ero parzialmente ritirato dalla politica attiva, ero in montagna, tranquillo, con la mia famiglia, ho ripreso il mio lavoro di contadino di custode dell'alpe quando mi è stato chiesto di mettere la mia poca esperienza che ho potuto fare in questi anni a disposizione di questo nuovo movimento».

La platea nella fase finale dell'Assemblea «Con loro ho già lavorato ed ho fatto esperienze politiche molto interessanti - ricorda Perrin, che è stato uno dei fondatori di Renouveau Valdôtain - e quindi non ho osato dire di "no". Sono a disposizione di questo movimento, ho come scopo finale il bene della Valle d'Aosta e dei valdostani: questo è l'obiettivo finale, i partiti sono uno strumento, proprio per riuscire a ridare un po' di voglia di partecipazione a questa regione, per riaprire il confronto politico perché anche questo è fondamentale. Noi non siamo degli isolati, anche se in questo momento pare che siamo gli unici a fare opposizione a questo sistema. Però io credo veramente che sia necessario ed indispensabile aprire un confronto politico, perché questa è la democrazia e questa è la logica di portare avanti i problemi della nostra regione».
Carlo Perrin, che con l'Union Valdôtaine ha ricoperto la carica di sindaco di Torgnon, di consigliere ed assessore regionale, oltre che di presidente della Regione, è alla sua seconda esperienza alla guida di un partito politico, dopo che nel dicembre 1993 era stato nominato segretario e dal 1996 ha 1998 è stato presidente del "mouvement": «rifarei tutte le mie esperienze politiche - aggiunge - perché per me la politica è stata veramente un impegno. Ho militato nell'UV, credo che tuttora nessuno si scandalizza dei princìpi del quel movimento, ma non ne condivido il modo di gestione, né condivido come oggi gestisce questa Regione. La sfida di Alpe è quella di guardare avanti, dobbiamo "dinamizzare" questa Autonomia, renderla attuale, avere un'attenzione particolare a quelli che sono i problemi di oggi. C'é chi dice che la stessa popolazione valdostana sta cambiando e quindi, quando parliamo di identità o di plurilinguismo, tutti questi problemi neanche si pongono. Quando parliamo di "sistema economico valdostano" è chiaro che dobbiamo guardare al futuro. In questo contesto credo che la parola "ecologia" sia appropriata perché noi abbiamo un territorio eccezionale ma molto delicato, che va utilizzato con discrezione, parsimonia e con molta attenzione. Questo è il nostro principale patrimonio è la fonte delle nostre risorse».
Il momento dell'elezione di Carlo PerrinDurante l'assemblea fondativa di Alpe non sono mancati momenti di frizione: i lunghi interventi che hanno caratterizzato l'avvio del nuovo partito politico hanno spesso annoiato la platea, con il risultato che, al momento della votazione di Perrin, oltre la metà del pubblico presente aveva lasciato il salone delle manifestazioni dell'Hostellerie di Cheval Blanc. L'unico ad essere stato ufficialmente richiamato per l'eccessiva lunghezza del suo discorso è stato Giancarlo Barucco, ex segretario regionale della Cisl, che è stato fermato da Dina Squarzino, l'ex consigliera regionale, che ha presieduto l'assemblea: fortemente risentito dallo "stop" è tornato al posto senza voler concludere il suo intervento.
La stanchezza per la lunga assemblea ha anche colpito la stessa Squarzino che ha confuso Liliana Cornaz, con lei al tavolo della presidenza, con la quasi omonima Liliana Breuvè, che non era presente nella sala e non c'entra nulla con Alpe: «io forse ho pochi pregi - precisa Carlo Perrin - però so come lavorare con la gente, anche la più disparata, quindi confido in questa mia capacità nel riuscire a conciliare le diverse posizioni. Dopotutto noi non partiamo "da zero", perché queste persone hanno lavorato insieme ormai da quattro anni. Questo progetto politico nasce oggi, ma era in gestazione da un po' di tempo e quindi partiamo già con una certa esperienza. Le prossime elezioni comunali sono quelle più importanti per tutta la Valle d'Aosta, proprio per quel concetto di partecipazione che noi affermiamo, perché è proprio lì che la gente può partecipare direttamente. Quello che io sto constatando, a parte i veti su persone che sono vicine a noi, è che i partiti devono fare un passo indietro. Non è tollerabile che si vada a "mettere il cappello" su tutti i sindaci e consiglieri comunali, lasciamo un po' di libertà un po' di respiro ai nostri piccoli Comuni».
Il tavolo della presidenza dell'assemblea«Invece Aosta, chiaramente, merita un ragionamento diverso - conclude il neo coordinatore di Alpe - è normale che i partiti politici gestiscano, noi ci saremo senz'altro, vorremmo iniziare proprio con questa fase ad aprire un confronto politico, innanzitutto con l'Alleanza autonomista progressista, io credo che sia nello stato delle cose, anche se le difficoltà ci sono. Io andrei oltre: il confronto politico non si deve fermare lì ma deve essere su tutto il quadro politico della Valle d'Aosta. Se riuscissimo veramente a riaprire questo confronto noi avremmo già assolto un bel pezzo del nostro programma».
Oltre a Perrin, l'assemblea ha designato i componenti del direttivo di Alpe che sono Fabio Armand, Roberto Avetrani, Pierre Aymonod, Giancarlo Barucco, Fausta Baudin, Rosetta Bertolin, Matthieu Bich, Luciano Bonino, Gianluca Cane, Chantal Certan, Sonia Chabod, Michel Chamen, Ornella Cheillon, Francesco Cordone, Liliana Cornaz, Robert Cuneaz, Carlo Curtaz, Mathieu De Renzis, Guido Dondeynaz, Gianfranco Droz, Adolfo Dujany, Clement Dupont, Loredanna Faletti, Renato Faval, Giampaolo Fedi, Vanni Florio, Piero Floris, Maria Cristina Gatti, Marco Gheller, Mariella Matta Lamastra, Iris Morandi, Gianluigi Nicco, Susanna Occhipinti, Andrea Piccirilli, Walter Pivato, Rudy Pivot, Giacinta Prisant, Elio Riccarand, Maria Teresa Riggio, Laurent Roullet, Raffaella Roveyaz, Maria Pia Simonetti, Dina Squarzino, Leonardo Tamone, Massimo Tamone, Sandro Theodule, Anna Maria Torrione, Franco Vallet, Pietro Varisella, Ilio Viberti, Mario Vietti, Cleta Yeuillaz e Piero Zulian oltre ai cinque consiglieri regionali Alberto Bertin, Giuseppe Cerise, Albert Chatrian, Roberto Louvin e Patrizia Morelli, che nella prossima seduta del Consiglio, mercoledì 10 marzo, annunceranno il cambio della denominazione del gruppo da "Vallée d'Aoste Vive - Renouveau" a "Alpe", ed allo stesso Perrin. Il collegio dei garanti, infine è formato da Mario Borgio, Adriana Fransus, Philibert Lucat, Costantino Soudaz e da Pierluigi Thiébat.
Il prossimo passo di Alpe è l'analisi, nelle riunioni del direttivo, delle diverse proposte emerse durante l'assemblea: entro il mese di marzo, inoltre, verranno organizzate le "primarie" per scegliere i candidati sindaco e vice sindaco da proporre nella lista che verrà presentata ad Aosta.

 

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