La tutela della propria particolarità e la proposta alle altre Regioni della sessantennale esperienza valdostana sono il doppio obiettivo che si propongono il presidente della Regione Augusto Rollandin, il presidente del Consiglio Valle, Alberto Cerise, ed il presidente del "Cpel", Elso Gerandin.
In un'ambientazione raffinata, il salone di Palazzo regionale ad Aosta decorato con rose rosse e pietruzze nere a richiamare i colori della bandiera regionale, domenica 28 febbraio si sono svolte le celebrazioni ufficiali che ricordano il 64esimo anniversario dell'Autonomia e il 62esimo dello Statuto speciale: «la comunità valdostana affonda le radici in un terreno di natura particolare e difficile - ricorda Elso Gerandin - da presidente del "Consiglio permanente degli Enti locali", vi posso assicurare che in Valle d'Aosta il sistema della responsabilità non solo esiste ma funziona. L'autonomia è altissima responsabilità, calata nel presente».
«In questo senso possiamo affermare che i nostri Comuni - prosegue Gerandin -possono essere un esempio per il resto d'Italia, è il momento di rilanciare il concetto di Autonomia: noi Enti locali non ci siamo mai spaventati di fronte alla riforma federale. Tanto di quanto è scritto nei primi disegni di legge noi già lo facciamo».
Il discorso sempre attuale della riforma dello Statuto speciale deve tenere conto anche dell'innovazione federalista e della nuova lettura delle Regioni richiesta dall'Europa: «è un rischio troppo grande adagiarsi nella posizione di Regione a Statuto speciale in ragione di una sola copertura istituzionale - commenta Alberto Cerise - la storia è dinamica e lo sono anche le comunità: dobbiamo tener conto del rapporto fra le competenze che con il federalismo vanno dallo Stato alla Regione, ma anche delle nuove forze ci vengono dall'immigrazione, verso la quale dobbiamo cancellare ogni atteggiamento di razzismo ancora esistente fra i nostri giovani. Dobbiamo ricordarci di guardare anche all'Europa, dove il rafforzamento delle Regioni, ancor più per quelle a Statuto speciale, trova nel trattato di Lisbona il riconoscimento della sussidiarietà e dell'Autonomia locale e regionale».
Il dialogo tra Stato e Regione si annuncia ancor più serrato attraverso le parole del presidente della Regione Augusto Rollandin, che non manca mai di sottolineare come l'insistenza della Valle d'Aosta nel portare avanti la richiesta di una forte attenzione verso dettagli particolaristici stia ora aprendo la strada a richieste federaliste: «l'esperienza delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome è stata laboratorio ed esempio per la nascita delle Regioni a statuto ordinario - evidenzia Rollandin - se a livello nazionale si discute sui trasferimenti di competenze alle Regioni, dobbiamo sottolineare come le decisioni dell'Unione Europea pongano limiti sempre più stretti alle prerogative regionali. Noi siamo anche pronti ad accogliere nuove competenze, trasferite dallo Stato alle Regioni, a patto perà che ci siano anche adeguate risorse finanziarie».
La celebrazione dell'Autonomia e dello Statuto speciale si è conclusa con l'esibizione del quartetto vocale "Les Voix de la Tour", guidato da Erik Bionaz, che ha proposto "a cappella" tre brani storici della tradizione valdostana "Si fran content", "Ma verta vallaye" e l'inno ufficiale "Montagnes Valdôtaines", cantato insieme alla platea, con consiglieri regionali, sindaci ed autorità, tutti in piedi.
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