«E' da vent'anni che ho i miei conti alla "Banca di credito cooperativo Valdostana" e su questa vicenda non c'è nessun tipo di reato, sono solo questioni personali che esulano dalla politica e nulla hanno a che vedere con la mia attività di assessore. Le cifre che sono circolate, tra l'altro, sono esagerate».
Claudio Lavoyer, assessore regionale al bilancio e finanze, con queste parole ridimensiona il "caso mediatico" a cui è sottoposto, insieme alla sua ex segretaria particolare, l'assessore al turismo della città di Aosta, Patrizia Carradore, dopo che sono stati resi noti i contenuti del verbale stilato dall'ufficio di vigilanza di "Bankitalia" dopo un controllo sull'attività della "Bcc Valdostana" del 2010 e dell'inizio del 2011 effettuato nel marzo scorso.
«Questo verbale era riservato, segretissimo - aggiunge Lavoyer a 12vda.it - ma stranamente è stato fatto arrivare ad alcuni media che si sono scatenati. In ogni caso resto molto sereno anche se un po' infastido da questo attacco mediatico che non mi aspettavo e che va a scavare anche nella mia vita personale, come è già successo in passato. Io non credo di essermi mai comportato malamente, è una questione politica, è partita la campagna elettorale per il 2013».
Nella serata di mercoledì 1° febbraio Lavoyer e la Carradore hanno spiegato le proprie ragioni al direttivo della Fédération Autonomiste, il loro movimento politico, che esprime, tra gli altri, un secondo consigliere regionale, il segretario ed ex assessore regionale Leonardo La Torre ed i consiglieri comunali ad Aosta Salvatore Luberto e Franco Napoli: «io credo a quello che ci hanno raccontato - commenta quest'ultimo - ma mi auguro che si stiano rendendo conto che una questione del genere può distruggere la Fédération. Siamo d'accordo sul fatto che è un corso un attacco mediatico verso di noi, ma sono necessari ulteriori chiarimenti per fugare ogni dubbio. Se questa situazione non verrà spiegata bene rispetto a quanto esce sui giornali potrei decidere di fare un passo indietro, uscendo anche dalla Fédération per portare avanti il progetto politico per il quale mi sono impegnato con gli elettori».
Il "caso Lavoyer" è stato affrontato giovedì 2 febbraio anche dai due movimenti di opposizione in Consiglio regionale che presenteranno interrogazioni sulla questione nella prossima riunione dell'Assemblea, convocata mercoledì 8 febbraio: «nel timore che apra più larghe crepe nella maggioranza e possa successivamente far traballare altre poltrone - evidenzia la capogruppo di Alpe, Patrizia Morelli - l'ordine di scuderia suggerito dal coordinatore La Torre e dal presidente della Regione Augusto Rollandin è "di fare quadrato". Tutti in trincea con l'elmetto in testa, a proclamare come un sol uomo che "sono solo questioni personali", che, tradotto, vuol dire "sono solo fatti nostri". I gruppi consiliari regionale e comunale di Alpe, riuniti con la segreteria del movimento, hanno esaminato attentamente la vicenda che proietta, purtroppo, ombre inquietanti sull'operato presumibilmente privato, ma non per questo privo di rilievo ai fini delle cariche ricoperte dall'assessore regionale alle finanze e dall'assessore comunale al turismo. Se nel corso della prossima seduta consiliare non saranno fornite spiegazioni esaurienti e convincenti sulle movimentazioni finanziarie, oltre quaranta milioni di euro, oggetto di accertamento da parte della "Banca d'Italia", il cui ammontare ha suscitato comprensibile sconcerto nell'opinione pubblica, i nostri gruppi chiederanno le immediate dimissioni degli amministratori interessati».
«Emerge sin d'ora un comportamento irregolare della banca - aggiunge Raimondo Donzel, consigliere regionale e segretario del Partito Democratico della Valle d'Aosta - che infatti si è subito affrettata a pagare la multa, fondato su un rapporto di fiducia con alcuni "clienti speciali" tra cui l'assessore Lavoyer. Il comportamento della banca è tanto più grave in un momento di crisi economica come l'attuale, nel quale molti comuni cittadini si vedono invece negare l'accesso al credito bancario anche per cifre di modesta entità. Per la segreteria regionale del PD non si tratta di una questione privata tra il presidente della Regione e l'assessore, ma di una questione pubblica. Un assessore regionale alle finanze deve dare massima trasparenza alle sue attività economiche, ed è proprio questa trasparenza che noi chiediamo all'assessore Lavoyer. Ci saremmo aspettati dall'assessore Lavoyer e dall'assessore Carradore piena luce sulla vicenda, ma il loro atteggiamento si configura come quello di chi si prepara ad affrontare un processo e deve leggere con attenzione carte e documentazioni. Da parte del PD non c'è nessuna intenzione di sostituirsi alla magistratura ed alle Forze dell'ordine, ma c'è l'intenzione di difendere con forza l'immagine complessiva della politica, delle istituzioni regionali e dell'autonomia speciale. Non riteniamo che le nostre affermazioni facciano parte di alcuna campagna mediatica contro la Fédération Autonomiste. I riflettori possono essere spenti subito con una operazione di trasparenza e di verità, da parte dell'assessore Lavoyer e dell'assessore Carradore, che faccia luce senza reticenze sulla natura di questo vorticoso flusso di denaro sui loro conti correnti».
«Il PD auspica che la chiarezza sulla vicenda venga fatta ben prima di arrivare al Consiglio regionale di mercoledì prossimo - conclude Donzel - che non è un'aula di tribunale, ma sicuramente è il luogo deputato per verificare se l'assessore e la maggioranza che lo sostiene hanno deciso di sciogliere i dubbi sulla vicenda. Se invece intenderanno rimanere nell'ambiguità in attesa di eventuali risvolti giudiziari, il gruppo del PD avanzerà ufficialmente la richiesta di dimissioni».
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