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politica Lavoyer esce dalla Giunta «per chiarire la posizione e dimostrare la correttezza». Interim a Rollandin

Augusto Rollandin e Claudio Lavoyer «Un articolo di giornale non può determinare azioni».
Cosi il consigliere regionale e segretario della Fédération Autonomiste, Leonardo La Torre, poco prima di mezzogiorno di venerdì 3 febbraio raccontava la volontà di «andare avanti» da parte di Claudio Lavoyer, assessore regionale al bilancio e finanze, dopo un incontro con il presidente della Regione, Augusto Rollandin, al quale aveva consegnato una memoria in merito alle presunte anomalie a lui addebitate e ad altre sei persone su un "giro" di assegni su conti correnti alla "Banca di credito cooperativo valdostana", tra il 2010 ed il 2011 che avrebbero movimentato 40 milioni e 700mila euro, segnalate nel verbale dell'ufficio di vigilanza di "Bankitalia" che ha svolto diversi controlli sull'operatività dell'istituto bancario valdostano.

Claudio Lavoyer Nel pomeriggio, intorno alle 16, Lavoyer ha però deciso di lasciare l'incarico di Governo, nonostante Rollandin, in merito all'ipotesi di dimissioni, poco dopo mezzogiorno aveva evidenziato come «non mi hanno ancora comunicato nulla del genere. Claudio avrà la possibilità di dire la sua. Anche noi non abbiamo nessun documento in merito ed abbiamo chiesto, tramite il nostro rappresentante nel collegio sindacale della "Bcc" di avere il verbale che è un documento riservato. Per il resto abbiamo anche noi letto i giornali».
In effetti, al momento, non c'è nessuna indagine in corso, e non è partito nessun avviso di garanzia. Il verbale di "Bankitalia", risalente allo scorso mese di marzo, è stato inviato, come procedura d'ufficio, alla Procura di Aosta, che ha dato, a sua volta, incarico alla Guardia di Finanza, di verificare se sussistano eventuali reati.
Lavoyer, in politica da venticinque anni, ha deciso di lasciare per poter chiarire definitivamente la questione: «su questa vicenda non c'è nessun tipo di reato - aveva dichiarato il giorno prima delle sue dimissioni a 12vda.it - sono solo questioni personali che esulano dalla politica e nulla hanno a che vedere con la mia attività di assessore. Le cifre che sono circolate, tra l'altro, sono esagerate. In ogni caso resto molto sereno anche se un po' infastidito da questo attacco mediatico che non mi aspettavo e che va a scavare anche nella mia vita personale, come è già successo in passato. Non credo di essermi mai comportato malamente, è una questione politica, è partita la campagna elettorale per il 2013».
Il riferimento di Lavoyer è alla vicenda delle ospitalità offerte, quando era assessore regionale al turismo, ad alcuni giornalisti ed a loro familiari, per il quale, nel 2007 venne condannato, in primo grado, per truffa ad un anno di carcere, con la sospensione condizionale della pena.
Diego Empereur, Francesco Salzone e Leonardo La Torre Dopo la presentazione delle dimissioni di Lavoyer, che verranno ratificate nel prossimo Consiglio Valle, i capigruppo delle quattro forze politiche di maggioranza, Diego Empereur per l'Union Valdôtaine, Franco Salzone per la Stella Alpina, Massimo Lattanzi per il Popolo della Libertà e lo stesso Leonardo La Torre per la Fédération, si sono riunite per analizzare la situazione: «si è preso atto della decisione dell'assessore Claudio Lavoyer di rimettere il proprio mandato di assessore al bilancio, finanze e patrimonio per poter chiarire la propria posizione rispetto alle notizie riportate dagli organi di stampa e dimostrare la propria correttezza, difendendo in ogni sede e liberamente la propria onorabilità e quella della sua famiglia - si legge in documento firmato dai quattro capogruppo - riconoscendo il senso di responsabilità dimostrato dall'assessore Lavoyer, che con questa scelta intende anche consentire al Governo regionale di continuare a svolgere in piena serenità il proprio operato, concordiamo sulla necessità che le funzioni assessorili dell'assessorato al bilancio, finanze e patrimonio siano nell'immediato assunte e mantenute dal presidente della Regione, inteso che è volontà dell'assessore Claudio Lavoyer fornire gli opportuni chiarimenti e notizie al Consiglio ed alla Giunta regionali entro i prossimi novanta giorni».
Lavoyer prende quindi tempo per organizzare la propria difesa rispetto a quanto gli viene contestato dai media, mantenendo il suo posto in Consiglio Valle senza escludere la possibilità, dopo i tre mesi, di tornare a ricoprire l'incarico di Governo. Per quanto riguarda l'ex segretaria particolare di Lavoyer, Patrizia Carradore, assessore al turismo della città di Aosta, coinvolta anch'essa nella vicenda, secondo alcune fonti interne alla Fédération Autonomiste, non sono previste dimissioni: «non è il caso di enfatizzare né di minimizzare la questione - aveva aggiunto La Torre, dopo l'incontro con Rollandin, in mattinata - agiamo con calma, abbiamo un percorso che stiamo portando avanti».