La linea ferroviaria "Aosta - Pré-Saint-Didier", attiva del 1928, molto probabilmente verrà dismessa, trasformata in una pista ciclabile e per autobus elettrici o ibridi.
E' il risultato di uno studio commissionato dalla Giunta regionale nel 2010 all'ingegnere Tullio Russo, che ha già seguito un analogo progetto realizzato tra i Comuni di Ospedaletti e San Lorenzo al Mare, in Liguria, dove 24 chilometri di linea ferroviaria sono stati convertiti in pista ciclabile e parcheggi: «l'analisi evidenzia un chiaro deficit dal punto di vista economico-finanziario sugli investimenti da fare sulla linea ferroviaria rispetto ai passeggeri trasportati - spiega Aurelio Marguerettaz, assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti - e l'indicatore rimane negativo anche con le più rosee previsioni di aumento di passeggeri» .
«Per questa tratta vi è la possibilità di una riconversione molto interessante - continua Marguerettaz, che ha reso noto lo studio al termine della riunione dell'Esecutivo regionale di venerdì 3 febbraio - con un'infrastruttura che ha una valenza sia turistica sia "trasportistica", nel senso che si può abbinare, così come è stato fatto in altre regioni, un percorso ciclo-pedonale con un percorso utilizzato con mezzi alternativi, non inquinanti, che possono avere, nelle ore di punta, un "corridoio" agevolato per un collegamento diretto che non è vincolato solo all'asse "Aosta - Pré-Saint-Didier", ma con questi pullman ibridi si potrebbe uscire dal sedime ferroviario dare un collegamento più importante, per esempio arrivando fino all'aeroporto a Saint-Christophe oppure a Courmayeur».
In realtà la ferrovia tra Aosta e Pré-Saint-Didier, lunga 31 chilometri e 326 metri, di cui quasi nove in galleria, non nacque per fini turistici ma per permettere lo sfruttamento, da parte della "Cogne", del ricco bacino carbonifero di La Thuile: in poco più di un anno, dal settembre del 1927 all'ottobre del 1928 venne costruita la linea, con il contributo di trenta milioni di lire da parte dello Stato ed il resto dei costi a carico dell'azienda siderurgica aostana. che la gestì creando la società "Fap - Ferrovia Aosta Pre-Saint-Didier". Dopo essere stata aperta all'esercizio il 28 ottobre 1928 con locomotive a trazione a vapore, venne poi elettrificata, passando alla gestione statale nel 1931, quando iniziò anche l'utilizzo turistico che ebbe il suo apice negli anni '60 e '70, con carrozze dirette che partivano da Roma, Milano e Torino. L'alimentazione elettrica venne poi abbandonata nel 1968 a favore del gasolio e all'inizio degli anni '90 venne eseguita una messa in sicurezza del percorso con l'automatizzazione dei passaggi a livello e l'installazione di segnali di protezione in caso di caduta massi. Per ottimizzare il personale e la sicurezza sulla linea venne anche istituito il servizio "a spola", vale a dire il transito di un solo treno su tutta la linea ferroviaria a binario unico, con l'eliminazione dei binari di incrocio e dei segnali di protezione di tutte le stazioni, ed esclusione per la stazione di Arvier, per ragioni di economia, unico punto di scambio rimasto.
Dopo un tentativo di far circolare i "Minuetto", che però sono risultati inadeguati alle curve della linea, che provocavano un anomalo consumo delle "sale", l'unico modello di automotrice in servizio è la "Aln 663": «la tratta così com'è non funziona - sottolinea il presidente della Regione, Augusto Rollandin - bisogna rifare tutto ed investire almeno 160 milioni di euro con un rapporto molto deficitario in ogni caso. Il costo dell'alternativa presenta cifre ridottissime, legate dall'utilizzo delle strutture così come sono, che poi permettono tranquillamente di renderla più fruibile, senza l'obbligo di fermarsi quando si arriva alla stazione di Aosta o di Pré-Saint-Didier. Con una corsia unica, che non ha interferenze con il resto del traffico, si può far coesistere una pista ciclabile: inoltre non ci sarà un fitto servizio di pullman che vanno e vengono, ci saranno tre corse, al mattino, pomeriggio, sera e quando ci saranno necessità particolari, utilizzando mezzi elettrici compatibili con la larghezza del sedime».
Lo studio verrà ora trasmesso al Consiglio Valle, per l'analisi in commissione: in Liguria, dall'inizio dell'iter della dismissione della tratta ferroviaria, nel 2005, fino all'apertura delle piste ciclabili e dei parcheggi, sono passati sei anni.
La Giunta regionale ha anche approvato, nella sua riunione di venerdì 3 febbraio, il bando per individuare i professionisti per selezionare e per preparare gli atti per l'acquisto dei treni bimodali per i quali il presidente Rollandin a Roma, al "Comitato interministeriale per la programmazione economica - Cipe" ha chiesto di utilizzare i 27 milioni di euro già stanziati nel 2007 e 2008 per i lavori, ormai abbandonati, della "lunetta" di Chivasso: «i viaggiatori ed i pendolari in questi giorni sono rimasti a piedi perché i treni si sono fermati - precisa Aurelio Marguerettaz - Ora, come tutte le macchine che sono datate, quando la temperature scendono queste si rompono, non funzionano, quindi tutti i malfunzionamenti che si sono verificati fino ad adesso sono la "prova provata" che i macchinari sono vecchi, che il riscaldamento non funziona, i percorsi non funzionano, tutto il materiale rotabile è da rinnovare. In questo rinnovo l'individuazione di questa tecnologia ci potrà essere di grande aiuto».
Le segreterie regionali dei sindacati "Filt-Cgil", "Fit-Cisl", "Savt-Trasp", "Uil-Trasp" e "Trasp Orsa", hanno quindi chiesto un incontro urgente con l'assessore Marguerettaz, per definire il futuro delle quaranta persone al momento impegnate sulla linea "Aosta - Pré-Saint-Didier", che si terrà lunedì 13 febbraio.
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