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politica PD e Federazione della Sinistra si scontrano sul "no" di Roberto Nicco alla proroga delle missioni internazionali

Soldati italiani in Afghanistan Martedì 1° febbraio alla Camera dei deputati è stato approvato il decreto che proroga le missioni internazionali fino al prossimo 31 dicembre. I voti positivi sono stati 415, undici gli astenuti, e 72 quelli contro , da parte di Lega, Italia dei Valori, e dei tre deputati delle "minoranze linguistiche", gruppo di cui fa parte il parlamentare valdostano Roberto Nicco: «già in passato abbiamo espresso in quest’aula, in particolare nella seduta del 9 febbraio 2010, tutte le nostre perplessità e riserve sulla prosecuzione di talune missioni internazionali delle forze armate italiane, in particolare della partecipazione alle missioni in Afghanistan - ha ricordato il deputato valdostano nel suo intervento - una serie di fatti accaduti negli ultimi mesi ci hanno confermato nella nostra convinzione, già allora espressa, che la lotta al terrorismo di "Al Qaeda" produce risultati significativi non con l'occupazione militare prolungata dell’Afghanistan, ormai dal lontano agosto 2003 con "Isaf" ed ancor prima con "Enduring Freedom", ma con azioni mirate frutto di "intelligence" e con l'uso dei più moderni strumenti di guerra tecnologica oggi disponibili». Roberto Nicco

«L'eliminazione di Osama Bin Laden ad Abbottabad in Pakistan il 2 maggio 2011 - ha aggiunto Nicco - ad opera di un commando di "Navy Seals" ne è la conferma più lampante. Inutile cercare con grande dispiegamento di uomini e mezzi il numero uno del terrorismo internazionale in qualche remota valle dell'Afghanistan. Era tranquillamente dimorante a poca distanza da una delle più prestigiose accademie degli ufficiali pakistani. Con operazioni della stessa natura è stato ucciso, nell’agosto 2011, il numero due e responsabile operativo di "Al Qaeda", il libico Atiyah Al-Rahman, ancora in Pakistan, ad opera di un drone statunitense. Così pure è avvenuto per l'imam radicale Al Awlaki, esponente di spicco di "Al Qaeda" nella penisola arabica, colpito anch’egli da un drone in Yemen nel settembre 2011. Recentemente, miliziani integralisti somali sono stati attaccati con gli stessi strumenti, senza inviare un corpo di spedizione ad occupare la Somalia. La stessa ristrutturazione delle forze armate statunitensi, secondo quanto affermato recentemente dal capo del "Pentagono", Leon Panetta, si svilupperà attorno alla scelta strategica: meno soldati, più droni».
«Ci chiediamo quindi che senso abbia confermare la nostra partecipazione alle missioni militari in Afghanistan
- ha evidenziato il deputato valdostano - se lo scopo è la lotta al terrorismo. Ma anche su altre missioni, quali la permanenza in Libano, in un quadro geopolitico in rapida ed imprevedibile evoluzione, credo che sia legittimo interrogarsi. Ce lo chiediamo tanto più, a maggior ragione, nel contesto di crisi economica e finanziaria in cui il Paese si dibatte, un contesto che sia il presidente del Consiglio, sia il Presidente della Repubblica ci hanno più volte rappresentato in tutta la sua drammaticità. Ma se quella è la situazione, giunta ad un passo dalla mancanza di liquidità per pagare stipendi e pensioni, così è stato autorevolmente detto, con un Paese che stava andando a sbattere contro un muro, ha ribadito il presidente Mario Monti, come è possibile poi proporre il rifinanziamento delle missioni internazionali senza battere ciglio? E' demagogia, populismo, residuo di ideologie superate porre la questione? Noi chiediamo semplicemente e pragmaticamente una riflessione seria sulle priorità a cui destinare le poche risorse disponibili. E' prioritario oggi spendere 747 milioni, più di due milioni al giorno per tutto il 2012, per mantenere il pattugliamento di qualche sperduta e desertica landa delle montagne afgane? Per noi no. E’ assurdo, non prioritario».
Fulvio Centoz
«Ministro Elsa Fornero, mi spiace che non sia presente - ha concluso Roberto Nicco - quanta incredibile difficoltà la settimana scorsa per introdurre qualche minima correzione alle più evidenti ed inaccettabili storture provocate dalle vostre misure sul sistema pensionistico! Mancano sempre le coperture! Adesso, miracolosamente, per le missioni internazionali, nessun problema di copertura. Sono forse due bilanci diversi dello Stato? Missioni in Afghanistan sì, pensioni no! Noi non ci stiamo. Non ci possono essere settori intoccabili, e voteremo perciò contro questo provvedimento».
La scelta del parlamentare valdostano non è però piaciuta al Partito Democratico della Valle d'Aosta: «stupisce la presa di posizione dell'onorevole Nicco in merito al rifinanziamento delle missioni internazionali - ha criticato Fulvio Centoz, membro della direzione regionale del PD e sindaco di Rhemes-Notre-Dame - per le quali ha annunciato il suo voto negativo. Dall'esame delle tabelle elaborate dal "Servizio studi" del Dipartimento affari esteri, reperibili sul sito istituzionale della Camera dei Deputati, gli stanziamenti per il rifinanziamento delle missioni internazionali delle Forze armate e di Polizia e consistenza dei contingenti militari è passata da un un miliardo e 396 milioni 9mila e 513 euro per l'anno 2011 ad un miliardo 281 milioni 932mila e 233 euro per l'anno 2012 con un taglio di 114 milioni 77mila e 280 euro. Per contro, invece, gli stanziamenti per gli interventi umanitari, di ricostruzione e di cooperazione allo sviluppo disposti nell'ambito dei provvedimenti di proroga e rifinanziamento della partecipazione italiana alle missioni internazionali sono passati da 67 milioni e 900mila euro per l'anno 2011 a 78 milioni e 200mila di euro per l'anno 2012 risultando lo stanziamento più elevato dal 2009 ad oggi. A ciò si aggiunga che il governo Monti ha istituito anche un apposito ministero per la Cooperazione internazionale e l’integrazione guidato da Andrea Riccardi, fondatore della "Comunità Sant'Egidio", a conferma della volontà di operare con competenza e convinzione su questo terreno. Dunque, a meno di non voler sostenere una improbabile uscita di scena dell'Italia dal contesto internazionale "tout-court", il parlamentare valdostano sembra non accorgersi dell'evidente cambio di prospettiva rispetto al precedente Governo Berlusconi. Ciò non toglie che le urgenze siano altre e che non si possa, in effetti, fare di più».
Francesco Lucat A dare manforte a Roberto Nicco, invece, è la Federazione della Sinistra valdostana: «il "no" dell'onorevole Roberto Nicco al decreto di rifinanziamento delle missioni militari pone con forza la necessità di un serio ripensamento della nostra politica estera in materia - ha commentato il segretario, Francesco Lucat - non possiamo proprio considerare segno di discontinuità con la politica del governo precedente la riduzione da 1.396 a 1.282 milioni di euro, solo l' 8,17 per cento, dei fondi destinati alla missione, come afferma Fulvio Centoz, anche perchè l'attuale governo ha dato il via libera all'installazione di bombe sui nostri aerei "Amx", neanche l'ex ministro Ignazio La Russa era arrivato a questo punto. E' legittimo domandarsi in quale modo strumenti di offesa come le bombe possano servire alla difesa dei militari italiani impegnati nella missione. L'aumento di dieci milioni, meno di un decimo di quanto risparmiato, dei fondi per "gli interventi umanitari di ricostruzione e di cooperazione allo sviluppo disposti nell'ambito delle missioni internazionali", è, al massimo, una foglia di fico per giustificare la partecipazione ad una guerra scatenata per "combattere il terrorismo" che ha invece rafforzato il terrorismo stesso e di cui non si riesce a vedere la fine. Meglio sarebbe sostenere la cooperazione ed il volontariato, come quello di "Emergency"».