Scontro tra Laurent Viérin ed Augusto Rollandin sul finanziamento di 44 milioni di euro al Casinò: «chiederemo un parere "pro veritate"»

redazione 12vda.it
Augusto Rollandin
Non è passata, nella mattinata di venerdì 3 febbraio, durante la riunione dell'Esecutivo regionale, la delibera "fuori sacco" che avrebbe chiesto alla "Finaosta", la finanziaria regionale, un parere sul finanziamento di 44 milioni di euro alla "Casino de la Vallée Spa". In realtà la delibera era stata votata, non all'unanimità, ed è stata poi è stata ritirata dopo la discussione, alla fine della riunione della Giunta: «si è tentato di proseguire, forzando la mano - spiega Laurent Viérin, assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali - la strada del finanziamento al buio al Casinò, senza aver peraltro condiviso la scelta con la Commissione consiliare e il Consiglio Valle tutto . E questo malgrado l'estrema delicatezza del momento politico e delle inchieste in corso. Siamo profondamente convinti che si debba agire subito, ma che si debba anche verificare, prima, la possibilità, con un adeguato "Piano di riorganizzazione", che ad oggi non c'è, e che doveva arrivare entro il 31 gennaio come da impegno assunto in Consiglio, di agire senza mettere di nuovo le mani nelle tasche dei valdostani».
 
Sullo stesso avviso Claudio Restano ed Antonio Fosson: «prendiamo atto ancora una volta, con disappunto, che il presidente della Giunta e la Giunta stessa, con l'esclusione di un unico componente - si legge in una nota dei due consiglieri regionali di "Pour notre Vallée" - ha cercato, senza tenere conto delle posizioni del Consiglio regionale e della relazione della seconda Commissione, di prendere decisioni non condivise sul tema del Casinò così delicato ed importante, senza cercare nessuna condivisione e con un'azione non ragionata e di sorpresa. I metodi di questa Presidenza, sempre più lontana dal Consiglio regionale e dai valdostani, non possono essere condivisi».
 
Da parte sua, il presidente della Regione, getta acqua sul fuoco: «io dico come è andata, i commenti degli altri li evito - ribatte Augusto Rollandin - voglio solo far presente che sulla legge, che è stata depositata e che non è stata messa in discussione, ci sono state delle risposte fatte da alcuni gruppi che presentavano delle notazioni divergenti rispetto all'interpretazione data. Per avere un chiarimento definitivo su questo la proposta abbiamo scelto di chiedere un parere "pro veritate" sulla legge, in modo che ci si chiarisca una volta e si eviti di fare un balletto che non finisce mai. Si è ritenuto più giusto fare un approfondimento su questo e lo abbiamo accolto, così da poter avere tutte le nozioni sui vari aspetti che sono stati, in qualche modo, sottolineati con delle puntualizzazioni. E' giusto che ci sia qualcuno che decida, ne parleremo con tutti i gruppi prima di portare questa proposta».
 
Il parere "pro veritate" è un parere con il quale il legale, esaminata la questione, indica gli scenari e le soluzioni giuridiche per la risoluzione della problemata, sia in senso favorevole che in senso sfavorevole alla richiesta: «la Casa da gioco non è ancora al livello di mettere a rischio lo stipendio del personale - conclude il presidente della Regione - ma è un aspetto che, nel portare avanti questi problemi, tutti prendono in considerazione».
 
 
Ultimo aggiornamento: 
Venerdì 3 Febbraio '17, h.13.20

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