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L'area della colonia salesiana, dedicata al seguito del Papa Il "plain du Saint-Père", a Les Combes di Introd, è tirato "a nuovo" per accogliere l'arrivo di papa Benedetto XVI, che arriverà lunedì 13 in elicottero da Torino direttamente nella piana accanto alla villa che lo accoglierà per quindici giorni di vacanza. Soltanto l'Angelus di domenica 19 luglio a Romano Canavese è segnato per ora fra gli appuntamenti istituzionali del Santo Padre, che per il resto non ha voluto programmare attività particolari, chiedendo invece grande riservatezza per potersi riposare.
L'ospitalità della Regione Valle d'Aosta si esprime anche attraverso il rispetto per la scelta di tranquillità espressa dal papa: «non possiamo che essere lieti di questa presenza del Santo Padre che ritorna in Valle d'Aosta - commenta il presidente della Regione, Augusto Rollandin - io avevo avuto il piacere e l'onore di accogliere a sua volta per la prima volta in visita ufficiale e poi per le vacanze Giovanni Paolo II e quindi in questa occasione ricevere anche Benedetto XVI credo che sia per la Valle d'Aosta un fatto molto importante. Credo che si sia fatto il possibile, in modo molto solerte e anche silenzioso di lavorare, perché l'accoglienza sia adatta a cotanta presenza ma anche che sia attenta ai particolari e a quello che è il senso della presenza del Santo Padre: viene a riposarsi, viene a meditare per riuscire ad ottenere qualche momento di tranquillità. Noi abbiamo cercato di essere pronti e soprattutto di essere nella situazione di rendere il tutto il più confacente possibile, e questo in accordo con il vescovado e con la Santa Sede che sta seguendo tutto per le questioni logistiche, di sicurezza, collegati con questa presenza di quindici giorni in Valle. Riteniamo che sotto questi aspetti l'accoglienza sia buona e speriamo che il soggiorno possa rinfrancare il corpo e lo spirito».
Una delle nuove barriere per una maggiore riservatezza del PapaOgni punto di accesso alla villa, che sorge accanto alla colonia dei Salesiani, è protetto e controllato, mentre la comunicazione con il resto del mondo è garantita a questo piccolo eremo tra i boschi da una grande antenna, fra gli alberi del belvedere. Due sono i punti da cui il Santo Padre potrà far spaziare lo sguardo, subito davanti alla villa potrà scrutare l'alta Valle fino a vedere il profilo del Monte Bianco, mentre dalla terrazza del belvedere. arredata solo con una panchina in legno chiaro e un crocifisso con giardino roccioso, potrà ammirare la vallata centrale dove scorre la Dora Baltea, fin quasi a scorgere Saint-Vincent: «il papa troverà il meglio che questa collettività riesce a dare - sottolinea Alberto Cerise, presidente del Consiglio Regionale e storico accompagnatore di Giovanni Paolo II nelle sue escursioni assieme a don Luigi Maquignaz - bisogna dire che si tratta di una persona estremamente riservata, che vuole trascorrere la sua vacanza in clima di riservatezza, nell'ambito di quel suo territorio che ormai ha iniziato nelle altre due vacanze, un territorio che esprime una grande naturalità, con delle note che non guastano sull'attività umana che ricorda il passato, le attività agricole in particolare. Credo che le condizioni siano tutte soddisfatte per garantire momenti di riposo, di preghiera, sicuramente di scrittura, e poi come a lui piace di incontri con la musica anche suonando il pianoforte».
La nuova croce sul belvedereUn nuovo quadro sul pianoforte e un concerto con musiche corali e solistiche sono l'offerta musicale preparata per una serata diversa da offrire al Santo Padre, nella sala grande della colonia, mentre una passeggiata di 150 metri sotto gli alberi e sulla terra battuta conduce al belvedere: «abbiamo predisposto anche un percorso interno alla recinzione perimetrale che è lunga un chilometro e duecento metri - aggiunge Silvano Secco, agrotecnico dell'Amministrazione regionale che ha curato il verde e l'orto attorno alla villa - che il Santo Padre può percorrere in solitaria e totale tranquillità nelle sue piccole passeggiate intorno alla casa. Anche quest'anno abbiamo riproposto l'orto a forma di ruota di carro all'interno del quale, come nel 2006, abbiamo sistemato un po' di varietà classiche di ogni orto davanti alle case di montagna: ci sono quattro tipi di insalata, dalla romana alla riccia, cipollotti, cipolle di tropea, scalogno, tante varietà di erbe aromatiche per la cucina, per sughi o arrosti. Ci sono anche pomodori, peperoni, cavolo rosso, due tipi di basilico e quattro tipi di coste».
L'orto a disposizione di Benedetto XVILe piantine provengono dagli orti della "Fondazione Ollignan", dove giovani disabili vengono impegnati nella cura di frutta e ortaggi, secondo le proprie capacità. Ci sarà quindi verdura fresca e biologica sulla tavola del Santo Padre, per il quale sono stati predisposti anche un barbecue e messo a nuovo il balcone della camera, ombreggiato e riparato dal tetto. La forma stessa della villa ha un valore simbolico: «quando mio figlio Franco l'ha progettata - spiega la custode Renata Chuc Accordi, che ha provveduto anche ad una piccola piantagione di fragole e lamponi, al riparo fra i terrazzamenti e la protezione di punte di pino - ha immaginato due mani giunte, ma qualcuno interpreta la forma del tetto anche come una prua, quella della barca di San Pietro, simbolo della Chiesa». Allora, come un capitano che scruta l'orizzonte per scegliere il tragitto migliore, il Santo Padre potrà affacciarsi al terrazzino oppure sedersi nel prato terrazzato, per gustare il panorama: «abbiamo tolto il gruppo di panche centrale - precisa Secco - ed abbiamo aggiunto una panca per il riposo, con vista sul Monte Bianco, e un ceppo molto particolare realizzato con un larice e un abete rosso che sono cresciuti insieme e si sono uniti come in un abbraccio, nascondendo tra l'altro una forma che ricorda un cuore».
Il terrazzo della camera del PapaPer garantire la privacy dell'illustre ospite, quest'anno, i grossi cambiamenti si possono notare principalmente nel pianoro di Les Combes: il primo che salta agli occhi è una nuova recinzione verde alta un paio di metri che circonda l'intera area a disposizione del papa e poi, all'ingresso est del vialetto che porta alla villetta, un grosso cancello, mimetizzato con foglie di finta edera, sbarra l'accesso. Una sicurezza in più per l'illustre ospite, che non essendo un appassionato escursionista come Karol Woytjla, passerà molto del suo tempo all'interno del parco che abbraccia tutta la tenuta approfittando delle vacanze per dedicarsi alla sua passione per il pianoforte: secondo Giuseppe Accordi, custode della villa, «Benedetto XVI non ha orari fissi per il suo hobby - racconta - ma è la mattina presto e nel pomeriggio verso sera che il papa si siede davanti al piano».
La scultura del Cristo di Gabrieli Osvaldo Naudin, sindaco di Introd e ormai da anni considerato "il sindaco dei papi", ha l'aria soddisfatta per questo gradito ritorno: «abbiamo ultimato i lavori nel tempo stabilito - commenta - e ora non ci resta che attendere l'ospite». Serenità anche da parte don Aldo Armellin, parroco di Sant'Orso ad Aosta e responsabile, per la diocesi aostana, del soggiorno valdostano del Santo Padre: «ora avremo il "quotidiano" da portare avanti affinché la vacanza scorra nella maniera ottimale - spiega - siamo tranquilli perché la macchina ormai è collaudata».
L'unica uscita pubblica sarà quindi quella per la visita a Romano Canavese, domenica 19 luglio, paese natale del segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, mentre domenica 26, l'Angelus solenne verrà celebrato nel grande prato sotto la colonia dei Salesiani aperto a tutti.
La partenza da Les Combes per il ritorno è prevista per mercoledì 29 luglio.


Nel video, i luoghi di vacanza di Benedetto XVI a Les Combes, con le interviste a Silvano Secco, Paolo Orellier, Augusto Rollandin ed Alberto Cerise: