Una delle strutture dell'Enam, quella di Silvi Marina «Forte contrarietà» è stata espressa dalle segreterie regionali dei sindacati "Flc - Cgil", "Savt école", "Snals confsal" e "Sinascel Cisl" sulla decisione, da parte del Governo, nell'ambito della manovra finanziaria di, sopprimere l'Ente nazionale di assistenza magistrale, "Enam", attribuendone le funzioni all'Inpdap. «Siamo contro tale ingiusto ed iniquo provvedimento - evidenziano i quattro sindacati - non comprendendo le ragioni economiche e giuridiche, poiché si tratta di un Ente che non costa un centesimo allo Stato, in quanto è finanziato esclusivamente dal contributo del personale scolastico, con una trattenuta mensile pari allo 0,8 per cento dello stipendio in godimento, a cui sono destinate le sue prestazioni di natura assistenziale e mutualistica. Il Consiglio di Stato, in un parere del 22 febbraio scorso, lo definisce "attore all'interno del sistema sociale, in quanto integra con le proprie attività l'efficacia dello stesso, al fine di mettere in campo misure idonee a sostenere e supportare fasce di cittadini che potrebbero essere non sufficientemente sorrette dal sistema pubblico"».
«L'Enam ha costituito, negli anni, a seguito di un'attenta gestione delle risorse, un significativo patrimonio immobiliare
- aggiungono i sindacati - utilizzato dagli iscritti come case di soggiorno in località climatiche termali, ed è inaccettabile che lo stesso venga sottratto alla titolarità degli insegnanti della scuola dell'infanzia e primaria che lo hanno realizzato. Una tale operazione ha tutte le caratteristiche tipiche dell'esproprio: temiamo che l'Inpdap, a cui competono notevoli incombenze in campo previdenziale, riscatti, ricongiunzioni, trattamenti di fine rapporto e pensionistici, non possa garantire alla categoria quel qualificato servizio che ha ottenuto grazie all’impegno volontario dei comitati regionali che si sono succeduti negli anni e che doverosamente ringraziamo per il prezioso lavoro».

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