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Accordo delle Regioni per ottenere un Piano di potenziamento del personale dei "Centri per l'impiego" per il "Reddito di cittadinanza"

comunicato stampa
Luigi Bertschy alla 'Conferenza unificata'

Si è concluso nella mattinata di martedì 12 marzo, in sede di "Conferenza Unificata" a Roma, il confronto serrato tra Governo e Regioni sulle modalità di attuazione delle attività che i "Centri per l'impiego", che rispondono, come previsto dalla norma, alle Regioni, dovranno attivare a favore dei fruitori del "Reddito di cittadinanza". Il decreto legge approvato al Senato ora è in discussione alla Camera dove nell'ultima settimana si sono svolte audizioni e incontri con i portatori d'interessi.
Nella mattinata di martedì 12 sono stati analizzati gli emendamenti presentati dalle Regioni: la posizione delle Regioni riguarda in particolare il sistema dei servizi per l'impiego e il rispetto della loro competenza primaria in materia di politiche per l'impiego. La proposta accolta permetterà di fornire ai fruitori del "Reddito di cittadinanza" un'assistenza tecnica che sia rispettosa delle competenze costituzionali delle Regioni e maggiormente rispondente agli effettivi fabbisogni territoriali dei servizi al fine di evitare malfunzionamenti e sovrapposizioni nello svolgimento delle funzioni in materia di politica attiva che sono di competenza regionale.

In particolare le Regioni hanno chiesto che il rafforzamento dei "Centri per l'impiego - Cpi", da adottare prioritariamente con risorse a tempo indeterminato assunte direttamente dalle Regioni, sia parte di un Piano straordinario frutto di una intesa forte tra Stato e Regioni nel quale definire anche le politiche da erogare ai beneficiari del Reddito di cittadinanza. In questo Piano dovrà essere stabilito anche il fabbisogno di ciascuna Regione di risorse umane di assistenza tecnica che saranno contrattualizzate, per la fase di avvio della misura, da "Anpal servizi". Ogni singola Regione definirà con specifica convenzione le modalità e i confini operativi entro i quali tali operatori si interfacceranno con i "Cpi" regionali, in base alle esigenze territoriali.

Luigi Bertschy, assessore reginale agli affari europei, politiche del lavoro, inclusione sociale e trasporti, presente ai lavori della Conferenza, ha illustrato gli emendamenti presentati dalla Regione autonoma Valle d'Aosta, tra cui l'inserimento di un comma che includa esplicitamente le Province e Regioni autonome, non citate in quanto tali, nella suddivisione delle risorse per il rafforzamento strutturale dei "Centri per l'impiego": «oggi si è conclusa la lunga trattativa da parte delle Regioni con il ministro Luigi Di Maio che ha prodotto un significativo miglioramento del decreto-legge sul "Reddito di cittadinanza". Credo sia stato fatto un buon lavoro politico da entrambe le parti - ha dichiarato l'assessore - il parere favorevole è condizionato all'accoglimento degli emendamenti presentati che hanno l'obiettivo di ristabilire l'ambito di competenza delle Regioni nelle politiche del lavoro e la necessità di accelerare il potenziamento dei "Cpi". Ora sarà importante riuscire a declinare questa misura sul territorio valdostano cercando di valorizzare la parte premiante di questa misura di contrasto alla povertà che è quella relativa al "Patto per il lavoro". Ci impegneremo per ridare dignità alle persone creando opportunità d'inclusione sociale che solo attraverso il lavoro si possono cercare di raggiungere».

«Superato il passaggio della conversione in legge del decreto con gli emendamenti proposti dalle Regioni - ha concluso Luigi Bertschy - ora auspichiamo un'accelerazione sugli strumenti, anche tecnici, che rendano possibile la gestione da parte dei "Cpi" della nuova misura, per i quali ad oggi non è ancora iniziata alcuna interlocuzione con le Regioni da parte del Ministero. In conclusione ringrazio la presidente della nona Commissione Cristina Grieco e tutti i colleghi assessori ed i funzionari per il lavoro corale e collaborativo che siamo riusciti a svolgere in questo periodo per conciliare le richieste del Governo con le competenze regionali per fornire un servizio di supporto ai cittadini qualitativamente rilevante».