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Ad Aosta i manifestanti di #fridaysforfuture chiedono l'aria pulita che c'è già, con la politica che fa a gara per soddisfarli, almeno a parole

Angelo Musumarra
I manifestanti di #fridaysforfuture davanti al Municipio di Aosta

Sono stati circa seicento i manifestanti ad Aosta per "#FridaysForFuture", l'evento di sensibilizzazione per chiedere ai governi di rispettare l'"Accordo di Parigi" del 2015 che prevede il contenimento dell'aumento della temperatura media globale al di sotto della soglia di due gradi centigradi. L'adesione degli studenti di Aosta alla rete nata dalla protesta di Greta Thumberg, la sedicenne di Stoccolma che dall'agosto 2018 ogni venerdì salta la scuola e si reca davanti al "Riksdag", il parlamento svedese dove, silenziosamente ma in maniera molto efficace, manifesta contro il riscaldamento globale, chiedendo un impegno reale del suo governo (e che per questo ha ottenuto, da alcuni deputati norvegesi la "nomination" al "Premio Nobel per la Pace") è stata organizzata da due studentesse del Liceo artistico.
Le due ragazze, che hanno organizzato la manifestazione in quattro giorni, hanno coinvolto diversi coetanei ed hanno raccolto anche la partecipazione di alcune classi di scuole dell'infanzia e primaria, con bimbi evidentemente poco consapevoli di ciò per cui "manifestavano". La giornata era anche caratterizzata dall'indizione di uno sciopero (di venerdì) da parte di alcune sigle sindacali, anche se diversi docenti hanno segnato come "uscita sul territorio" la partecipazione alla manifestazione.
Globalmente la scuola valdostana conta oltre 18mila tra studenti e scolari: se si prende come base la scuola secondaria di secondo grado, con oltre 3.100 studenti, si può dire che ha partecipato alla manifestazione, nella migliore delle ipotesi, il venti per cento. Il corteo si è ritrovato in piazza Arco d'Augusto per poi recarsi in piazza Chanoux dove hanno manifestato davanti l'Hôtel de Ville, soprattutto a favore di telecamere e "social", dato che il sindaco Fulvio Centoz, prima di incontrare una delegazione, ha lasciato il Municipio. I manifestanti poi si sono spostati sotto Palazzo regionale, il cui accesso era stato blindato a causa di una perquisizione in corso da parte della Guardia di Finanza.

Le richieste dei manifestanti, che non conoscono la situazione valdostana. "Siamo qui per condividere con lei le nostre preoccupazione riguardanti il surriscaldamento globale - hanno scritto i manifestanti al primo cittadino - in effetti, l'Accordo di Parigi, al quale l'Italia ha preso parte, prevede la diminuzione della temperatura media mondiale da due gradi attuali a 1,5. Per fare davvero la differenza dobbiamo agire nel pubblico e nel privato".
I ragazzi chiedono che "a livello più ampio sarebbe ideale incoraggiare l'uso di fonti alternative al fossie, come con i pannelli fotovoltaici, le pale eoliche e l'energia idroelettrica", anche se abitano in una regione dove l'87,8 per cento dell'energia elettrica consumata è prodotta da fonti rinnovabili.
"Un fatto che contribuisce in maniera incisiva alla produzione di CO2 è l'uso spropositato delle automobili - hanno aggiunto i ragazzi, non sapendo che, invece, la maggior parte della CO2 è creata dagli impianti di riscaldamento - vorremmo che si incoraggiasse l'uso dei mezzi pubblici rendendoli convenienti rispetto ai mezzi privati (in Valle d'Aosta le aziende che si occupano di trasporti pubblici, sono già ampiamente finanziate dall'Amministrazione regionale, altrimenti non starebbero in piedi, n.d.r.) e facendo in modo che siano ecosostenibili (è già così, ad Aosta quasi tutto l'intero parco bus della cooperativa "Svap" è alimentato a metano, n.d.r.) e sopratutto aumentare i bus disponibili per incentivarne l'uso", senza rendersi conto che, nel corso della giornata, sono numerosissime le corse degli autobus praticamente vuote.
I manifestanti hanno anche evidenziato "un altro possibile intervento da parte dell'amministrazione potrebbe essere l'incoraggiamento del consumo dei prodotti locali, in modo da evitare ulteriori trasporti", scelta che non si capisce come possa essere realizzata senza incappare in problemi di rispetto delle più banali norme di concorrenza, senza considerare che nessuna economia agricola locale può sostenersi in maniera esclusivamente autonoma.

Ad Aosta cestini "multipartiti", più alberi e contributi per le bici. Le strane richieste dei manifestanti riguardano anche il capoluogo che "è circondato dal verde ma non possiamo dire lo stesso del suo interno. Vorremmo infatti favorire una più corretta distrubuzione delle aree verdi e la piantagione di alberi e arbusti nel cuore di Aosta", senza però indicare spazi specifici, considerando che gran parte del centro storico è proprietà privata.
"Abbiamo optato per l'introduzione di cestini multipartiti per favorire la raccolta differenziata e renderla più facile ed accessibile" hanno aggiunto i ragazzi, che evidentemente non sanno come viene processata la raccolta differenziata e che l'inserimento di un rifiuto sbagliato porta alla contaminazione dell'intero contenitore, che dovrebbe essere quindi ulteriormente controllato, con un'aumento dei costi, in carico a tutta la cittadinanza. Già si assiste, quotidianamente, all'abbandono, nei cestini, di sacchi di spazzatura indifferenziata, che ne rendono poi impossibile l'utilizzo: la moltiplicazione dei cestini, come avviene già durante manifestazioni di particolare rilievo, provoca invece l'accumulo di rifiuti vari, rendendo così impossibile la corretta raccolta differenziata.
"Inoltre vorremmo proporre la costruzione di piste ciclabili utilizzabili concretamente come vie di comunicazione - hanno chiesto ancora i manifestanti - e favoreggiarne l'uso con agevolazioni all'acquisto per noi studenti". Ad Aosta, però, l'uso della bicicletta è già abbastanza agevole, anche se assolutamente selvaggio, in quanto la maggioranza degli utilizzatori non rispetta le più elementari regole del codice della strada, del buonsenso e dell'educazione, con frequenti contromano, passaggi sui marciapiedi, velocità esagerate nelle zone pedonali, utilizzo del telefono durante la guida e "parcheggi" delle bici nei luoghi più disparati, non sempre nel rispetto della sicurezza e delle proprietà altrui.
Non si capisce neanche cosa si intende per "agevolazioni", visto che il Comune ha già organizzato un servizio di biciclette pubbliche ed comprarne una nuova, per un uso "urbano", costa ormai intorno al centinaio di euro, salvo applicare il sistema adottato a Charvensod, sperimentale e limitato a specifici percorsi.

Protestare per l'ambiente fumando illegalmente. "Inoltre la disinformazione dei cittadini si è dimostrata essere un'aggravante del problema - hanno continuato i ragazzi, nelle loro richiesta - la popolazione ignora e non agisce per migliorare l'attuale situazione. Proponiamo quindi l'istituzione di giornate di sensibilizzazione per renderci coscienti di ciò che sta avvenendo. Inoltre vanno incentivati gli interventi nelle scuole perché proprio noi siamo i giovani cittadini". Anche in questo caso non ci capisce bene quale sia la richiesta specifica, dato che i comportamenti "green" sono alla portata di tutti, ma spesso, per pigrizia, si rinuncia.
Probabilmente nessuno tra i manifestanti viene accompagnato a scuola dai numerosi veicoli che tra le ore 7.30 ed 8.30 e tra le ore 16.15 e 16.45 rendono impossibile il transito nelle strade aostane. Nessuno tra di loro guida, in alternativa, ciclomotori o motocarri rumorosi ed inquinanti, perché spesso "sbloccati" dai limiti imposti per legge che ne consentono l'omologazione, anche a livello ambientale. Sicuramente, tra questi non ci sono fumatori o consumatori di "cibo spazzatura", i cui resti si trovano costantemente davanti le scuole.
Però durante la manifestazione, di fumatori, sia di sigarette "normali" che elettroniche, se ne potevano notare, tranquillamente tollerati dagli insegnanti e dalle Forze dell'ordine presenti nelle piazze, nonostante siano ancore in vigore le normative che vietano il fumo, di qualunque tipo, a minorenni, i quali fumavano in continuazione proprio nelle immediate vicinanze dei bimbi più piccoli.
In effetti, in piazza Chanoux, era proprio curioso vedere persone che manifestavano «per un'aria migliore» mentre contemporaneamente stavano provocando un inquinamento maggiore rispetto a quello, per esempio, del traffico veicolare, dato che il "fumo passivo", in termini di polveri sottili, immette nell'aria una concentrazione preoccupante di sostanze tossiche e cancerogene.
Fortunatamente quello che chiedevano insistentemente c'è già, visto che nella giornata di venerdì 15 marzo, la centralina in piazza Plouves che rileva la qualità dell'aria presentava sei indicatori su sette a livello "ottimo" ed uno "buono", in un anno in cui (ma siamo solo a marzo), i livelli di guardia non sono stati mai superati, paradossalmente proprio a causa delle anomale temperature invernali.

Emiy Rini ha scritto ai manifestanti. Nonostante i ragazzi avessero chiesto di non essere politicizzati, numerosi esponenti delle associazioni e dei movimenti di sinistra erano tra di loro, con tanto di bandiere "istituzionali", insieme anche a diversi personaggi del "Movimento Cinque Stelle", che hanno testimoniato la loro "adesione" con numerosi "selfie" sui vari "social", nell'evidente ricerca di un possibile consenso, sia mai che si vada veramente a rivotare per le elezioni regionali.
La prima, in ordine di tempo, a sostenere pubblicamente i manifestanti è stata la presidente del Consiglio Valle Emily Rini, che ha incaricato Luigi Vesan, consigliere "grillino" segretario dell'Assemblea, di consegnare una sua lettera alla delegazione che è stata ricevuta a Palazzo regionale: «purtroppo, per impegni di lavoro precedentemente fissati fuori Valle, come presidente del Consiglio regionale della Valle d'Aosta - ha scritto la Rini - non potrò incontrarvi personalmente nell'ambito di "Fridays for Future", la più grande iniziativa studentesca globale a difesa dell'ambiente, il cui svolgimento, venerdì 15 marzo, è previsto il 182 città in Italia, tra cui anche ad Aosta. L'avere deciso di aderire alla cosiddetta "ondata verde" avviata dalla sedicenne svedese Greta Thunberg è un segnale molto forte che arriva anche dalla nostra piccola regione di montagna, da sempre molto attenta e sensibile alle tematiche legate all'ambiente e alla tutela del paesaggio».

«La Presidenza del Consiglio regionale è al vostro fianco». «L'attenzione ai cambiamenti climatici deve essere massima - si legge ancora nella lettera della la presidente del Consiglio Valle - e il fatto che siate anche voi a mobilitarvi in prima persona sul tema, sta a significare come la "politica dei grandi del pianeta" non possa più tergiversare a riguardo. E' bello vedere una simile mobilitazione giovanile, a testimonianza di come non sia vero che i giovani non vogliono partecipare alle iniziative della vita pubblica. Anzi, tale manifestazione dimostra l'esatto opposto, ovvero che le nuove generazioni hanno voglia di esserci e di dire la loro, anche su temi di portata mondiale come quello dei cambiamenti climatici. Questo, d'altronde, è il succo della democrazia partecipativa, principio cardine della nostra Regione autonoma. Spero che questa giornata non rimanga però fine a se stessa, ma possa poi trasformarsi in azioni tangibili e concrete a favore di tutta la comunità. A tal proposito, vi assicuro fin d'ora che la Presidenza del Consiglio regionale sarà al Vostro fianco. Fare sentire la propria voce su ciò in cui si crede, non è soltanto un diritto, ma è soprattutto un dovere nell'ambito di una cittadinanza attiva e responsabile».



Tra vent'anni la Valle d'Aosta sarà "fuel fossil free". "Il Governo regionale segue con estrema attenzione quanto sta accadendo in campo nazionale e internazionale riguardo i cambiamenti climatici - ha aggiunto una successiva nota della Giunta regionale, dopo che il presidente Antonio Fosson e gli assessori Chantal Certan, Luigi Bertschy, Stefano Borrello, Renzo Testolin, Mauro Baccega ed Albert Chatrian, insieme a Luigi Vesan, hanno incontrato la delegazione dei manifestanti - genera preoccupazione la distanza tra le posizioni degli studiosi e degli esperti del settore che chiedono la immediata messa in campo di misure per il contenimento delle emissioni di CO2 e quelle di alcuni Paesi, quali gli Stati Uniti, la Russia e l'Australia emerse da ultimo anche in occasione "Cop24", la Conferenza sul cambiamento climatico organizzata dalle Nazioni Unite a Katowice, in Polonia l'anno scorso, che minimizzano il problema".
"La buona politica deve essere in grado di immaginare, anticipare e costruire un futuro migliore per le nuove generazioni - continua il comunicato - ci uniamo a voi al "#Fridaysforfuture" a questo sciopero per il clima nato per sensibilizzare i governi a mettere in campo misure adeguate per contenere il global warming. La salute del pianeta è un patrimonio dell'umanità, noi tutti dobbiamo mettere in atto comportamenti tali da ridurre le emissioni di gas climalteranti, usare con accortezza gli impianti di riscaldamento e di condizionamento, ridurre l'utilizzo di automobili e di scooter, muoversi con mezzi pubblici, produrre meno rifiuti. La Regione si è recentemente data due ambiziosi obiettivi: il perseguimento a breve della certificazione "carbon free" del territorio regionale il raggiungimento di una regione "fuel fossil free" entro il 2040, traguardi per i quali sono stati stanziati appositi fondi sul bilancio".



In Valle d'Aosta una tonnellata di CO2 a persona, rispetto gli undici di media nazionale. "Non partiamo da zero - ha ribadito, nella nota, l'Esecutivo regionale - molte azioni sono già state avviate, in campo nazionale con gli incentivi per le macchine elettriche ed ibride, a livello regionale gli impianti di teleriscaldamento e le nuove dorsali di metanodotti contribuiscono ad eliminare le vecchie caldaie a gasolio e legna, gli incentivi per l'efficientamento energetico degli edifici e la diffusione di colonnine di ricarica per la mobilità elettrica, contribuiscono al contenimento dei consumi e alla diffusione di veicoli elettrici. Queste azioni che si stanno portando avanti da una decina di anni hanno anche contribuito nel corso degli anni a ridurre in modo sensibile le emissioni di CO2 pro capite a livello regionale. Basti pensare che rispetto a una media annuale italiana pari ad undici tonnellate e persona il valore regionale si attesta ad una tonnellata a persona".
«E' anche importante - ha poi aggiunto Albert Chatrian, assessore regionale all'ambiente - mettere a punto degli strumenti che ci consentano di gestire in sicurezza l'aumento delle temperature, deve essere infatti chiaro che se anche oggi fossimo così bravi da azzerare del tutto le emissioni di gas climalteranti, le temperature, complice l'inerzia del pianeta, non si abbasseranno da subito, dovremmo imparare a convivere con un pianeta che sta cambiando, dovremmo essere in grado di affrontare le nuove situazioni che si stanno già affacciando come eventi climatici estremi e carenza di acqua. Per essere pronta anche a questa sfida la Regione ha recentemente messo a punto degli scenari locali di cambiamento climatico che costituiscono il punto di partenza per la costruzione della strategia regionale di adattamento al cambiamento climatico processo in fase di avvio».

"L'impegno degli ultimi decenni ha consentito di avere una montagna viva". "Quando si parla di politica ambientale in Valle d'Aosta - ha scritto l'Union Valdôtaine in una nota specifica su #fridaysforfuture - è essenziale prima di affrontare qualsiasi aspetto di redazione e studio di nuove politiche, riconoscere il ruolo che l'agricoltura ed i suoi protagonisti, grazie alle politiche elaborate dal Consiglio regionale negli ultimi decenni, hanno svolto nella conservazione e gestione del nostro territorio, raggiungendo un obiettivo, non affatto scontato negli anni del dopoguerra, quello di avere una montagna viva. E' necessario compiere dei passi avanti e continuare su questo solco affrontando la sfida dei cambiamenti climatici e di uno sviluppo durevole. Dobbiamo interrogarci su come sviluppare un modello sociale ed economico che sia sostenibile, vale a dire un sistema di sviluppo, che lascerà il nostro territorio in una condizione simile, o anche migliore, alle generazioni future. La lotta contro il cambiamento climatico deve essere anche per il nostro movimento, un tema su cui confrontarci e diventare uno dei principali impegni della nostra politica ambientale. La lotta contro il cambiamento climatico deve essere la responsabilità di tutta la politica e deve essere una riflessione che coinvolga tutti i settori dell'amministrazione. E' ovvio che settori come turismo, ambiente, agricoltura, energia, costruzioni, lavori pubblici, pianificazione urbanistica, sono solo alcuni dei settori più coinvolti. Ma è necessario agire anche, culturalmente perché dobbiamo migliorare alcune nostre abitudini di consumo e di vita".

"Lo sfruttamento delle nostre risorse naturali non dovrà soddisfare gli interessi privati". "L'Union Valdôtaine ha il dovere, per l'amore e la fatica che i nostri vecchi hanno riversato verso il nostro territorio, di riflettere su questo tema e di farsi parte attiva per la promozione di tutti questi principi tra i valdostani - continua il comunicato del "mouvement" - con atteggiamenti razionali e non fideistici. Il ventunesimo secolo è il secolo della sfida ecologica. I governi di tutti i paesi dovranno mettere in atto politiche di sviluppo sostenibile e misure di protezione dell'ecosistema per garantire un futuro alle generazioni future. L'Union deve impegnare e coinvolgere i valdostani su questa sfida, attraverso l'uso degli strumenti che la nostra Autonomia ci mette a disposizione. Ricordiamoci inoltre che sul tavolo dei rapporti con lo Stato le nostre competenze in materia ambientale dovranno essere difese, ampliate e rinegoziate. La Valle d'Aosta dovrà avere la libertà di agire efficacemente nella gestione delle risorse naturali, nella protezione dell'ambiente e nella lotta ai cambiamenti climatici. Lo sfruttamento delle nostre risorse naturali appartenenti al popolo valdostano dovrà però essere parte di un approccio di sviluppo sostenibile e rimanere coerente con il perseguimento dell'interesse generale e non semplicemente soddisfare gli interessi privati. La Valle d'Aosta deve battersi per garantire l'integrità del suo territorio. Per quanto riguarda la lotta contro il cambiamento climatico, la Valle d'Aosta deve essere parte attiva per giungere, attraverso il coinvolgimento della "Macroregione alpina", alla partecipazione ai tavoli internazionali dove molto spesso la montagna non può far sentire la sua voce. In materia ambientale, come in altri settori, la Valle d'Aosta deve attivarsi per quanto possibile e coerentemente con le sue politiche di sviluppo durevole per elaborare, attraverso la collaborazione dei popoli delle Alpi, una strategia ambientale integrata e coerente perché la montagna continui ad essere viva. La Valle d'Aosta ed i popoli delle Alpi non hanno più il tempo di aspettare che Roma e Bruxelles agiscano. I popoli delle Alpi devono diventare attori e protagonisti dell'elaborazione delle loro politiche ambientali, consentendoci di sviluppare politiche in linea con i nostri valori, l'Autonomia è anche una difesa del nostro territorio".

I consiglieri del "Movimento Cinque Stelle" hanno aderito allo sciopero. "Spesso i giovani vengono tacciati di menefreghismo e indifferenza - hanno poi commentato, in una nota, i consiglieri regionali del "Movimento Cinque Stelle", annunciando di aver aderito allo "sciopero" - mentre è responsabilità delle generazioni più adulte se oggi ci troviamo a fare i conti con un cambiamento del clima che porterà nei prossimi anni a sconvolgimenti di cui abbiamo già molti segnali, ultimo solo in ordine di tempo il disastro di Roetgen, in Germania, dove un tornado ha colpito quaranta case rendendone inabitabili almeno dieci. Il dato eccezionale è che mai si era visto una questa città tedesca e in questa stagione un tornado, causato da rialzi termici che hanno superato anche di quindici gradi la media stagionale. Oggi i nostri ragazzi ci chiedono di consegnare loro una terra ancora vivibile, ma gli interessi economici e l'obiettivo dei profitti a tutti i costi restano l'unico riferimento di un mondo adulto che non guarda al futuro".
"Il gruppo consiliare del "Movimento Cinque Stelle" della Valle d'Aosta è con i ragazzi - continua la nota, associando così le richieste dei manifestanti al programma dei "grillini" - chiede a tutti un impegno serio e concreto, a partire dalle pratiche di tutti i giorni, per un mondo abitabile. Una delle stelle del programma originario del movimento è appunto l'ambiente e non diminuirà il nostro impegno, a partire dalla richiesta di migliorare la raccolta differenziata e perseguire una politica che porti ai "Rifiuti Zero", a favorire lo sviluppo di fonti energetiche alternative pulite, a sostenere il trasporto a zero emissioni, a supportare l'economia circolare per evitare sprechi di risorse e per azzerare l'inquinamento, anche in Valle d'Aosta. Questa sollecitazione dei ragazzi fa crescere in noi il senso di responsabilità per rendere migliore il nostro ambiente per loro e per le generazioni future. L'impegno che quotidianamente mettiamo nella nostra attività politica è e sarà la nostra migliore risposta".

«Se non diventa un giorno di vacanza, manifestazione con un suo perché». «Rivendico di essere stato, come presidente di Regione tanti anni fa - ha scritto sul suo blog Luciano Caveri - fra coloro che hanno studiato in ambito valdostano l'impatto terribile in futuro e già oggi del riscaldamento globale. Una macchina che, se non si rallenterà, creerà un ambiente alpino pieno di insidie e di pericoli. L'Italia spicca per la solita solfa di grandi dichiarazioni di principio e una certa sciatteria nei fatti, per cui la protesta ha da noi un significato ancora più profondo. Ricordo che rispetto alla lotta al riscaldamento globale l'Italia ha tagliato le emissioni rispetto al 1990 del 17 per cento, il Regno Unito del 36 per cento, la Germania del 28 per cento mentre la media UE a 28 è pari a un taglio del 24 per cento. L'Italia è molto distante dagli obiettivi fissati per l'energia, la qualità dell'ambiente, la salute, le disuguaglianze, le performance economiche».
«Dunque lo sciopero - ha concluso l'ex presidente della Regione, fondatore di Mouv' - se non diventerà occasione solo per un giorno di vacanza per studenti e altri, ha un suo perché, specie nei Paesi democratici dove dovrebbe contare il peso dei cittadini sugli organi rappresentativi».

Qui la gallery fotografica della "manifestazione "#fridayforfuture" ad Aosta:

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