Alla "Sfom" non bastano un milione e mezzo di euro di contributi regionali per partire con i corsi. Sammaritani rassicura su altri centomila euro

Angelo Musumarra
L'avviso sul portone della 'Sfom', ad Aosta

Inizierà in ritardo l'anno scolastico della "Sfom - Scuola formazione orientamento musicale", la scuola di musica regionale gestita dalla "Fondazione Maria Ida Viglino per la cultura musicale", a causa della mancanza in bilancio di 300mila euro, necessari per pagare gli insegnanti a tempo determinato che hanno concluso la loro attività a giugno e dovranno avere un nuovo contratto a partire da ottobre.

Un bilancio da un milione e novecento euro. Il bilancio 2018 della Fondazione, che opera esclusivamente nella gestione della "Sfom", che fa parte dell'ampia offerta formativa musicale presente in Valle d'Aosta, che prevede anche il "Conservatoire", le scuole medie ed i licei "musicali", oltre ad una decina di scuole private, prevede 1.889.746 euro di spese. Le entrate sono rappresentate principalmente dal contributo della Regione, pari ad 1.185.600 euro per il funzionamento e 79.680 euro per l'affitto dei locali, con 220mila euro di avanzo di amministrazione del 2017.
Le iscrizioni ai corsi, che interessano a circa ottocento persone, incidono per 246mila euro, mentre quelle dei corsi "Suzuki" per 45mila euro, mentre il "Conservatoire", che utilizza parte del personale della segretaria della "Sfom", paga 50mila euro, con l'Assessorato regionale alla sanità che contribuisce per altri 15mila euro.
La spesa principale è rappresentata dal costo del personale a tempo indeterminato della "Sfom", che, per ventiquattro docenti incide per 880mila euro, quindi i sei impiegati amministrativi per 240.340,25 euro, e poi i quattro insegnanti "di ruolo" dei corsi "Suzuki" per 225mila euro. Gli insegnanti precari della "Sfom" costano 50mila euro, mentre le consulenze professionali incidono per 17mila euro e sono previsti altre 20mila euro per i consulenti legali. L'affitto della sede di via San Giocondo ad Aosta costa 65mila euro mentre per la locazione dei locali di Donnas e Pont-Saint-Martin si spendono seimila euro. Non sono previsti costi per le tre componenti del Consiglio di Amministrazione, la presidente Alessandra Merlo, la vice Agnese Di Trani e la consigliera Laura Cossard.
Le quote per l'iscrizione alla "Sfom", che si basano sull'attestazione "Isee", vanno, per il "tempo pieno" da un minimo di 293 ad un massimo di 756 euro annui, mentre per i corsi "Suzuki" si può spendere dai 193 ai 542 euro.

«Nella "Sfom" persevera un'inadeguata gestione amministrativa». Per il CdA «la situazione economica dell'Ente, al momento, non è compatibile con il regolare avvio dell'anno scolastico 2018-2019 - hanno spiegato in una nota - perché il fabbisogno in urgenza per il corrente anno scolastico sarebbe di circa centomila euro». In pratica «il fabbisogno annuale consolidato dell'Ente sarebbe di circa un milione e mezzo di euro, invece del milione e 235mila euro ad oggi risultante negli stanziamenti pluriennali della Regione» ed il problema è dovuto al fatto che, alla "Fondazione", si era previsto che «ai primi di settembre, come di consueto, sarebbe stata effettuata una variazione del bilancio regionale» ma, dato che «ciò non è accaduto», le amministratrici della "Sfom", «nelle proprie responsabilità istituzionali e personale, non possono assumere impegni a cui, allo stato attuale delle cose, la "Fondazione" non potrebbe far fronte».
Nel pomeriggio di lunedì 1° ottobre si è quindi tenuto un primo incontro tra l'assessore regionale all'istruzione e cultura Paolo Sammaritani ed una delegazione di insegnanti, studenti e genitori, seguito, nella mattinata di martedì 2, da una riunione con il Consiglio di Amministrazione della Fondazione: «ho appreso da insegnanti, studenti e genitori dell'inadeguata gestione amministrativa che da tempo persevera all'interno della "Sfom" - ha spiegato l'assessore - che crea problemi anche alla programmazione dell'attività didattica. Rassicuro che verranno reperiti i fondi per garantire l'avvio dei corsi e verrà posto rimedio all'attuale situazione di emergenza finanziaria già dalle prossime settimane. Anche che le difficoltà nelle quali l'Ente si trova dovranno essere analizzate e affrontate in modo strutturale senza ricorrere alle soluzioni dell'ultimo minuto. L'importo a bilancio di 1.449.298 euro era già stato erogato alla "Sfom" nel corso del primo semestre di quest'anno e la necessità dell'ulteriore somma richiesta dal CdA il 25 settembre scorso, di poco inferiore a centomila euro, verrà a messa a disposizione appena saranno perfezionate le indispensabili procedure contabili. La "Sfom" rappresenta un importante veicolo per la diffusione e il mantenimento della cultura musicale in Valle d'Aosta ed è nostro interesse che possa continuare ad espletare al meglio tale funzione».

«Il finanziamento è stato reperito, la "Sfom" aprirà in ritardo ma non è colpa nostra». La questione è poi approdata in Consiglio Valle nella mattinata di mercoledì 3 ottobre, in seguito alla presentazione di un'interrogazione a risposta immediata da parte del consigliere Mauro Baccega di "Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano", che ha accusato il Governo regionale di «forte irresponsabilità, di superficialità e pressapochismo»
«Mi spiace che questa questione venga strumentalizzata, è talmente palese e sarebbe opportuno leggere bene tutta la documentazione - ha risposto in aula Paolo Sammaritani - il 4 agosto, il CdA della "Fondazione Viglino" ha inviato alla struttura competente, e non all'assessore, una lettera in cui diceva che sarebbe bene che i finanziamenti fossero consolidati intorno al milione mezzo annui anziché attorno al milione e 235mila euro annui, come avviene nell'ultimo triennio. In realtà non è così perché tutti gli anni questo finanziamento iniziale veniva integrato, ed anche quest'anno è stato fatto ed è stato portato ad un milione e 450mila euro. La lettera successiva che è pervenuta dopo degli incontri in Assessorato, segno che non c'è stata affatto una mancanza di interlocuzione, è stata fatta per chiedere di avere un consolidamento attorno al milione e mezzo di finanziamento, esclusi gli oneri di locazione, che ammontano ad altri 83mila euro, sempre a carico della Regione. Il problema è che il CdA è composto da persone che non sono degli amministratori e questa è una lacuna che si trascina da tempo tanto che è stato oggetto dell'amministratore unico del 2014 (il direttore generale dell'Università della Valle d'Aosta, Franco Vietti, n.d.r.), che sollevava fra le tante criticità di questo istituto anche questa. Si è detto che, pur essendoci la necessità di arrivare al consolidamento, ma non c'era una criticità immediata tanto che, una delle amministratrici ci ha detto che pensavano di trovare queste risorse all'interno del loro bilancio, non è stato così, ed il 25 settembre mi è stato detto che se non si fosse reperita un'altra somma attorno ai centomila euro, non si poteva iniziare l'anno scolastico. A quel punto ci siamo messi al lavoro assieme al collega Stefano Aggravi e questa finanza è stata reperita nelle variazioni di bilancio. Non tutti i mali vengono per nuocere, se la variazione fosse stata fatta prima la "Sfom" non avrebbe aperto per niente. Probabilmente aprirà in ritardo per questa criticità che non è imputabile all'Assessorato ed a questa Giunta».
«Se predisponevate la variazione di bilancio a luglio, come abbiamo sempre fatto negli anni, la "Sfom" non aveva questo problema - ha ribattuto Baccega - ieri avete approvato una delibera che mette centomila euro per la comunicazione della Presidenza della Giunta, quei soldi andavano dati immediatamente alla "Sfom" perché quella è un'urgenza. La situazione è tremendamente grave, in politica non si può vivere giorno per giorno, bisogna programmare e dove ci sono problematiche che hanno bisogno di urgenza bisogna intervenire in modo perentorio».

Intanto i corsi non partono, rinviati «a data da definire». La situazione della "Sfom", in pratica, non è molto differente a quella del "Casino de la Vallée": fatte le dovute differenze tra i compensi del "CdA", in entrambi la fruizione della struttura non ne permette la sostenibilità, tanto che è indispensabile un finanziamento esterno per riuscire a pagare chi ci lavora. Analogamente, la problematica è più economica che politica ed in entrambi i casi ipotizzare l'adozione di "contratti di solidarietà", come avviene invece nelle imprese private che sono in una situazione simile, non è percorribile.
La "Fondazione" resta quindi in attesa dei centomila euro che tamponano i conti sono fino al prossimo dicembre, sperando che sotto l'albero di Natale arrivino i restanti duecentomila euro: «indipendentemente dagli scenari politici - hanno sottolineato, alla fine, le tre componenti del CdA - auspichiamo che al più presto vengano fornite le garanzie necessarie affinchè la situazione possa trovare immediata soluzione. Nell'attesa, gli incontri con le famiglie per la definizione degli orari e l'avvio dell'anno scolastico restano rimandati a data da definire», mentre la data di scadenza per saldare la quota dell'iscrizione, originariamente fissata al 30 settembre, è stata posticipata al 10 ottobre, secondo teorico giorno di scuola.

ultimo aggiornamento: 
Mercoledì 3 Ottobre '18, h.12.30