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Polemica sul web tra Unterthiner e gli agricoltori di Saint-Pierre per i premi "in natura" per le ghiandaie uccise

redazione 12vda.it
Stefano Unterthiner

Il caldo che ha caratterizzato l'estate, tra i vari problemi, ha anche provocato, in Valle d'Aosta, un aumento del venti per cento della popolazione di ghiandaie e cinciallegre che stanno ora provocando diversi danni agli agricoltori valdostani, in particolare quelli che coltivano le mele, che si trovano un numero sempre maggiore di frutti da scartare perché "assaggiati" dagli uccelli, con una stima di perdita del raccolto che, in certi casi, arriva anche al quaranta per cento.
Gli agricoltori, che non riescono, adesso, a coprire i meli con le reti, dopo aver verificato che i dissuasori acustici, che simulano la presenza di rapaci, non funzionano, si sono organizzati ed hanno deciso di "premiare" i cacciatori che uccidono le ghiandaie, in quanto gli stessi non sono abbastanza "stimolati" a cacciare quel tipo di uccello: «vi piacciono le mele di Saint-Pierre? - scrive quindi su "Facebook" Stefano Unterthiner, fotografo naturalistico di fama internazionale e testimonial di "Viva", il marchio che promuove la fruizione turistica in Valle d'Aosta su principi di eco-sostenibilità - gli agricoltori della zona hanno proposto di regalare ai cacciatori una cassetta di mele ogni venticinque ghiandaie uccise! Una decisione presa a seguito dei danni che gli agricoltori hanno subito nella produzione di mele. Non reti di protezione, ma semplicemente uccidere tutto quello che puo recare danno! Per la felicità di quei pervertiti di cacciatori! E' questa la Valle d'Aosta che non mi piace! Quella delle regole fatte in casa e dei governanti compiacenti».
La reazione di Unterthiner ha provocato una serie di commenti indignati, tra cui, su "Twitter", la proposta di Katya Foletto, sindacalista della "Cgil", che si chiede «perché invece per risolvere il problema non regalano le mele alle ghiandaie?»
«La mia posizione sulla caccia è ben nota, qui però la caccia non c'entra quasi niente - ribadisce Unterthiner - quello che mi indigna è la reazione semplicistica a un problema che potrebbe essere risolto altrimenti. Si preferisce una soluzione che non risolve il problema, quella di uccidere centinaia di uccelli ogni anno, piuttosto che investire sulle reti e risolvere il problema definitivamente. Una scelta che pare condivisa anche dalla Regione Valle d'Aosta. Per i soldi si giustifica l'uccisione di tanti animali, e questo non lo posso tollerare. La Valle d'Aosta per tante cose è all'avanguardia, anche in campo ambientale. La mia esperienza con "Viva" ne è un esempio. Ma per altre la "cultura" montanara, ovvero, una mal celata ignoranza, continua a fare danni. Purtroppo, se da una parte si investe sul turismo naturalistico, dall'altra si uccide quello stesso turismo con iniziative senza senso, a parte questo caso degli agricoltori di mele, c'è la cementificazioni di fiumi e torrenti, il proliferare delle seconde case, l'eliski. Manca una vera visione d'insieme per troppi interesse di parte: e i politici nel mezzo a cercar voti. Un consiglio: andate a comperare mele da chi rispetta la natura, da chi ha presente le regole civili e non ragiona ancora come un uomo delle caverne».
Per il momento, nonostante le intenzioni, non si hanno ancora notizie di una cassette di mele regalate in cambio degli uccelli uccisi.

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