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Dopo oltre vent'anni definita "sicura" la zona in località Priod, ad Hône, dove c'è l'abitazione dei coniugi Praduroux, scappati per il troppo elettrosmog

redazione 12vda.it

I tecnici della "Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente - Arpa" della Valle d'Aosta e dell'Azienda Usl, monitoreranno la zona in località Priod ad Hône, dove abitavano i coniugi Renzo Praduroux e Rosemary Cout che dal dicembre del 1998 hanno abbandonato la loro casa a causa dell'eccessivo elettrosmog provocato dall'elettrodotto da 132 kV e da altre due linee elettriche ad alta tensione da 15 kV e da 220 kV.
La decisione è arrivata mercoledì 19 febbraio, dopo un incontro tra i due coniugi, che da oltre vent'anni lamentano "un continuo aggravarsi delle loro condizioni di salute e la morte di alcuni animali domestici e da cortile" e Luca Bianchi, assessore regionale al territorio ed ambiente, Antonio Fosson, assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali, i tecnici di "Arpa", i medici specialisti e la presidente della Commissione di coordinamento per la Valle d'Aosta, Rita Piermatti, dove sono stati esaminati le risultanze degli ultimi rilievi compiuti sulla zona.
A partire dalla realizzazione, alla fine degli anni '90, del nuovo tracciato degli elettrodotti "Verrès – Montestrutto" e "Covalou - Pont-Saint-Martin", "Arpa" ha effettuato periodicamente, in modo sistematico, interventi di misurazione dei livelli di campo elettrico e magnetico, le cui ultime misurazioni sono avvenute nella primavera del 2013 e il cui esito è contenuto in una relazione del giugno scorso dove emerge che "gli interventi di misura del campo magnetico generato alla frequenza di rete di 50 Hz hanno mostrato un andamento variabile dei valori, tipico di un impianto elettrico in zona residenziale, ma in ogni modo sempre di entità nettamente inferiore ai limiti normativi. Dal 1998 al 2012, inoltre, sono sempre stati registrati valori molto bassi, mai superiori a 0,8 microTesla, essendo il limite di legge di 3 microTesla".
Dal punto di vista sanitario, i medici hanno ricordato come, negli anni, l'attività di vigilanza del "Servizio di igiene pubblica" non abbia rilevato particolari casi in quell'area del territorio regionale e che pertanto si può ritenere che l'abitazione si trovi in una zona sicura.