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La vendita dei "certificati verdi" ottenuti da "Cva" dopo i lavori alle centrali di Nus e Gressoney, porteranno un guadagno di quindici milioni di euro

redazione 12vda.it
L'interno della centrale 'Cva' di Nus

La vendita dei "certificati verdi" emessi dopo i lavori realizzati dalla "Compagnia Valdostana delle Acque - Cva" nelle centrali idroelettriche di Nus e Gressoney permetteranno di ottenere un beneficio economico complessivo di circa 65 milioni di euro. I "certificati verdi" sono stati introdotti nel 1999 con il decreto di liberalizzazione del settore elettrico, e sono titoli negoziabili, rilasciati in misura proporzionale all'energia prodotta da un impianto qualificato e in numero variabile a seconda del tipo di fonte rinnovabile e di intervento impiantistico realizzato.
Il riconoscimento è stato rilasciato dal "Gestore dei servizi energetici" per le centrali di Nus, dove è stato sostituito il gruppo idroelettrico tra luglio e dicembre del 2012, e di Gressoney, dove, tra marzo e dicembre 2012, è stata rifatta completamente la stazione di trasformazione e sono stati cambiati entrambi i gruppi idroelettrici, ma in momenti diversi in modo tale che uno dei due gruppi rimanesse sempre in funzione per non interrompere mai completamente la produzione di energia.
La vendita dei "certificati verdi", autorizzata per i prossimi quindici anni, frutterà, secondo "Cva", un ammontare complessivo stimabile in quindici milioni di euro, che vanno ad aggiungersi ai cinquanta milioni di euro derivanti dai lavori effettuati a "Champagne II" di Villeneuve: l'intervento di Gressoney ha consentito di aumentare la potenza da undici a diciotto Megawatt, ma l'impianto raggiungerà l’assetto definitivo al termine del lavoro di sostituzione dell'intera condotta forzata, previsto per il 2017, che consentirà di aumentare l'utilizzo dell’acqua del serbatoio del Gabiet.
Per l'intervento di Nus sono state mantenute le stesse caratteristiche dell'impianto, con un incremento di produzione ricavabile nell'ordine di diversi punti percentuali, legato al miglior rendimento e affidabilità del gruppo generatore: «i lavori sono iniziati e sono stati completati nel 2012 - spiega il presidente di "Cva", Riccardo Trisoldi - prima quindi che entrasse in vigore il decreto ministeriale che, nel ridisegno del sistema di incentivazione delle "Fer", prevede per gli impianti idroelettrici di grandi dimensioni, un meccanismo d'asta al ribasso su un livello d'incentivo fissato combinato con un contingente di potenza incentivabile. L'ottenimento del diritto al riconoscimento dei "certificati verdi", che dal 2016 saranno sostituiti da un incentivo, con il precedente regime ha permesso invece di eliminare l'incertezza legata ai risultati delle aste, garantendo un valore d'incentivo superiore a quello ottenibile con il nuovo regime».