«In Italia il 64% degli edifici non è a norma». Davide Bertolo ha raccontato i terremoti agli insegnanti di geografia: «in Valle d'Aosta c'è una magnitudo media di 2.4»

redazione 12vda.it
Davide Bertolo durante la conferenza sui terremoti

La pericolosità di un terremoto in Valle d'Aosta, nelle previsioni dei geologi, può raggiungere al massimo il "livello 5" della "scala Richter", ma il rischio maggiore è che si verifichi su Aosta, presumendo quindi la necessità di dotare le strutture pubbliche di sistema adatti ad affrontare una tale situazione. Ne ha parlato Davide Bertolo, dirigente delle attività geologiche dell'Assessorato regionale alle opere pubbliche e difesa del suolo, nel corso di una "conferenza - lezione" all'Ateneo valdostano, mercoledì 18 novembre, nel calendario dell iniziative della locale sezione della "Associazione italiana insegnanti di geografia": «un terremoto non può essere bloccato - ha spiegato Bertolo - ma possiamo cercare di costruire o ristrutturare con i debiti accorgimenti strutturali. Per la prevenzione in Calabria o in Sicilia, bisognerebbe prevedere un impegno di spesa dell'ordine di una manovra finanziaria, per miliardi di euro».

Oltre a prevedere una prevenzione, bisogna poi tener conto dei danni strutturali che un terremoto può provocare, anche nei casi in cui fortunatamente non ci sono morti: «le zone più danneggiate sono quelle delle aree industrializzate, per l'Europa le zone meridionali mediterranee - ha aggiunto Bertolo - proprio in Italia abbiamo il più antico catalogo dei terremoti: vi si riportano le registrazioni a partire dall'anno Mille, trentamila terremoti, di cui duecento disastrosi, con un totale di 120mila morti. Attualmente, venti milioni di italiani vivono in zone in cui il 64 per cento degli edifici non sono a norma».

In Valle d'Aosta la pericolosità sismica si è riscontrata, storicamente, come si legge anche nella recente pubblicazione "Tra scosse e sussulti", nella zona occidentale ed in particolare nella valle del Lys: «oggi risentiamo di scosse che spesso hanno il loro epicentro nella valle del Rodano - ha precisato il geologo - le magnitudo sono state nel tempo di magnitudo 2,4 in media, con un caso isolato sopra i 4 punti in Valpelline. L'atteggiamento da mantenere oggi non è diverso da quello che abbiamo per il rischio idrogeologico: siamo un organismo sano che prende le sue precauzioni preventive per mantenersi in salute».
Il mondo di Internet rischia però di mettere a disposizione molti dati specialistici che i social potrebbero aiutare a diffondere in modo poco preciso: «un grosso impegno istituzionale - ha concluso Davide Bertolo - è proprio quello di informare e aggiornare costantemente anche su questi temi».

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