A Roma confronto con il Governo sul ruolo della montagna: «siamo il laboratorio che anticipa le dinamiche nazionali» ha evidenziato Barocco

redazione 12vda
Jean Barocco durante la presentazione del 'Rapporto Montagne Italia'

«Dobbiamo fare in modo che le nostre vallate montane siano anticipatrici e protagoniste di una nuova politica energetica che superi il fossile e che veda nelle energie rinnovabili e nella "green economy", gli strumenti di uno sviluppo sostenibile della montagna». Così Jean Barocco, sindaco di Quart e componente del Consiglio di Amministrazione della "Fondazione Montagne Italia" ha esordito, lunedì 18 luglio, a Roma, alla Camera dei deputati, alla presentazione del secondo "Rapporto Montagne Italia", studio curato dalla stessa "Fondazione Montagne Italia", nata da "Uncem - Unione nazionale Comuni e Comunità Enti montani" e "Federbim - Federazione nazionale dei Consorzi di bacino imbrifero montano".

«La fotografia della montagna italiana è tutt'altro che sbiadita - ha continuato Barocco - la montagna oggi, o meglio "le montagne" sono il laboratorio che anticipa dinamiche che interesseranno l'intero Paese fra pochi anni in termini di sviluppo sostenibile e di sperimentazione delle modalità con le quali coniughiamo un nuovo modello di crescita. Dopotutto questo rapporto non è solo un insieme di dati e schede ma vuole essere uno strumento per orientare le politiche pubbliche, l'uso dei fondi strutturali europei e l'assetto degli Enti locali montani nei prossimi anni».

L'incontro ha visto la presenza di Enrico Borghi, presidente dell'intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna, Giampiero Lupatelli e Luca Lo Bianco della "Fondazione Montagne Italia" oltre ad Enrico Costa, ministro per gli affari regionali con delega alla montagna, Andrea Olivero, vice ministro all'agricoltura, Luigi Bobba, sottosegretario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ed Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente alla Camera: «i dati del Rapporto confermano il ruolo di straordinario laboratorio che le montagne rappresentano per il Paese - ha affermato Borghi - la montagna è dal punto di vista demografico quello che il Paese sarà tra dieci anni. E' il luogo in cui si sperimenta un modello di sviluppo della "green economy", ha caratteristiche che fanno sì che si possa costruire un modello sociale di coesione. Il Governo ha dato risposte in termini di risorse e di legislazione specifiche. Dobbiamo dunque costruire politiche che si basino su dati reali e non su sensazioni o addirittura su polemiche sensazionalistiche».

Il Rapporto ha evidenziato il fatto che si sta assistendo a due flussi di "ristrutturazione demografica" che, secondo i ricercatori, si diffonderanno sul territorio nazionale: in primo luogo un tendenziale invecchiamento della popolazione, "fattore che può rappresentare anche una straordinaria risorsa se consideriamo la potenzialità di un segmento demografico che esce dal mercato del lavoro ma che ha di fronte a sè una prospettiva di vita ancora lunga" mentre, in secondo luogo, la progressiva presenza di immigrati che si stanno sostituendo, anche nei cicli produttivi di rilevante importanza, alla manodopera locale che manca, ma che necessitano di gestione nei flussi e non di occasionalità: «lo sviluppo sostenibile tramite le energie rinnovabili - ha evidenziato ancora Jean Barocco - sarà possibile solo passando per l'impiego razionale e corretto delle risorse naturali montane e la riscrittura con le popolazioni e le comunità locali di un patto per il loro utilizzo ed impiego. Per la nostra regione sarà necessario porre un'attenzione particolare al percorso legislativo della delega data al Governo per l'introduzione del pagamento di servizi ecosistemici ambientali».

In base alla norma il Governo dovrà quindi emanare un decreto che stabilisca il "valore ecologico ambientale ecosistemico" dell'utilizzo dei beni collettivi, in modo tale che l'acqua, il suolo, lo stoccaggio della "CO2", ed il valore ecosistemico del bosco diventano risorse quantificabili: «questo valore, se effettivamente quantificato, dovrà essere reimpiegato per la tutela, la salvaguardia e la riproduzione dei nostri beni naturali - ha rimarcato Barocco - che per secoli sono stati salvaguardati e difesi dalle nostre popolazioni. Un altro settore nevralgico che emerge anche dai numeri del Rapporto è quello agricolo. Grazie all'impegno di molti decisori politici e delle associazioni, in questi ultimi anni l'agricoltura di montagna ha ottenuto ed ha visto riconosciuta la sua specificità nel quadro della nuova politica agricola con lo stanziamento di risorse importanti per il periodo 2014-2020. Ma dobbiamo adesso impegnarci tutti per finalizzare questi finanziamenti sui giovani e sopratutto per eliminare inutili passaggi burocratici che ancora rendono troppo pesanti e complicate le procedure di impiego dei fondi europei in agricoltura».

«Non ci saranno più finanziamenti "a pioggia" e neanche "non scelte" politiche - ha assicurato il ministro Costa - noi favoriamo ed agevoliamo chi ha iniziative, individuiamo linee strategiche su cui investire, lo dice chiaramente il "Def". Sul "fondo di sviluppo e coesione" serve un percorso tempestivo e vogliamo che un capitolo di questi fondi sia riservato per la montagna, va reso organico. La dignità di uno spazio politico legato alle esigenze della montagna deve essere tenuto in considerazione».

Commenta..

Scrivi qui sopra il tuo commento alla notizia.

CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il commento non venga inviato da procedure automatizzate
CAPTCHA con immagine

Inserire i caratteri mostrati nell'immagine.