Gli ambientalisti sposano le critiche di Unterthiner alla Regione, ma c'è anche chi non è d'accordo e chi chiede un dialogo pacato

redazione 12vda.it
Il post su 'Facebook' di Unterthiner

Sono quasi 250 i commenti che su "Facebook" hanno raccolto, complessivamente, in meno di una settimana, le critiche del fotografo naturalistico Stefano Unterthiner verso la gestione turistica della Regione: molti, sopratutto gli ambientalisti estremisti, sono d'accordo con le sue osservazioni ma in diversi hanno espresso stupore per il tono utilizzato da Unterthiner, sentendosi anche toccati sul vivo.
«Non vorrei che alla fine tutto finisse in una sorta di rissa di fine estate con tifoserie rispettive - ha scritto, sul suo sito Internet, l'ex presidente della Regione, Luciano Caveri - mi ha stupito che il pacatissimo Stefano Unterthiner sia sbottato con un'invettiva molto forte e a largo spettro, invitando, in sostanza, i turisti a non venire più in Valle d'Aosta. Dichiarazione "tafazziana", nella sua semplicità. Che Stefano sia un ambientalista convinto risulta evidente dal suo curriculum di fotografo naturalista, ma la scelta un po' luddista, e dunque inutile nel suo intento provocatorio, di boicottaggio immagino che sia frutto di un momento di rabbia. Penso anche, come gli ho detto direttamente al telefono dopo averlo letto, che su alcuni punti sarebbe bene discutere e evitare, in poche righe di un commento, di trattare temi meritevoli di essere presentati nella loro complessità. E' la differenza fra una foto istantanea e un reportage fotografico. Se si alzano troppo i toni bisogna fare in modo di addolcirli, perché il rischio di violenze, anche solo verbali o scritte, avvelena il pozzo dove tutti dobbiamo bere. Ciò detto mi piacerebbe davvero che Unterthiner accettasse, in termini concordati, di confrontarsi con chi non la pensa come lui, perché l'occasione non finisse qui con la solita battaglia di trincea fra opposte fazioni in un'improduttiva e logorante guerra di posizione».
Jean-Pierre Guichardaz, consigliere regionale del Partito Democratico, si affida a "Facebook": «che cavolo vuole dire "Boicottate la Valle d'Aosta, troppo bella per i valdostani". Ad ascoltare Stefano Unterthiner mi viene da pensare, alla lontana, a quello che si taglia gli attributi per fare dispetto alla moglie - scrive sul social network - siccome i "politicanti" valdostani fanno schifo andate in vacanza altrove! Ma che ragionamento sarà mai questo? Non sono mai stato tenero con il Governo di questa regione né con la maggior parte delle scelte dei nostri governanti ma non mi permetterei mai di dire "poiché la regione è governata male, la Valle e i valdostani fanno schifo!". Se valesse questo assioma allora si potrebbe allargare il ragionamento a ogni luogo mal governato, compresa magari la contea o dove diavolo abita il signor Unterthiner. Anzi, io credo che più gente viene in visita in Valle d'Aosta, più persone esprimono apprezzamento per le bellezze naturali della nostra regione più difficile sarà per i nostri governanti fare delle schifezze. Se una regione a vocazione turistica come la nostra perde i turisti, soprattutto quelli che amano la bellezza dei nostri paesaggi e le nostre peculiarità naturali, allora sì che i nostri amministratori spingeranno verso altre forme di produzione di reddito sicuramente più dannose per il territorio, come centraline e produzioni intensive».
Da parte di René Tonelli, coordinatore di "Creare VdA", arriva il rammarico ed il disappunto nei confronti delle dichiarazioni di Unterthiner: «riteniamo che le sue parole, pur nel rispetto della più totale libertà di opinione e di giudizio, appaiono lesive e denigratorie nei confronti dell'immagine della Regione Valle d'Aosta - sottolinea Tonelli - capace di offrire scenari naturalistici e panorami alpini di tutto rispetto. La nostra opinione non vuole entrare nel merito delle specifiche valutazioni operate da parte dell'Amministrazione Regionale in materia ambientale poiché, seppure consapevoli che in alcune circostanze si sarebbero potuto operare scelte diverse, siamo convinti che non si possano affrontare temi complessi in poche righe con leggerezza e demagogia. Condanniamo invece duramente affermazioni come l'invito esplicito rivolto da Unterthiner nei confronti dei turisti a non recarsi nella nostra Regione, con il pretesto di scelte politiche poco oculate, che invece di aprire un ragionevole confronto sulle tematiche ottiene come unico risultato quello di danneggiare la nostra piccola Regione, in un momento sociale ed economico già particolarmente difficile. La tutela e la salvaguardia del territorio devono rappresentare sempre e comunque la priorità per la Valle d'Aosta ma, pur comprendendo un legittimo disappunto del professionista nella non condivisione di alcune scelte politiche, siamo convinti che le parole e le dichiarazioni pubbliche abbiamo un peso, soprattutto se pronunciate da personalità di spicco e che non possano essere espresse con tale superficialità sull'onda di reazioni emotive».
D'accordo con Unterthiner (anche se non ne sanno scrivere il cognome) sono le associazioni ambientaliste ed animaliste "Wwf Piemonte e Valle d'Aosta", "Lac - Lega abolizione caccia Valle d'Aosta", "Lav - Lega anti vivisezione" e "Pro natura Piemonte" che gli esprimono «piena solidarietà per i pesanti attacchi cha ha subito da parte della Regione Valle d'Aosta. Si è addirittura arrivati a minacciare di una denuncia per danno di immagine. Riteniamo che le affermazioni di Untertiner in realtà fotografino bene la realtà della Valle d'Aosta, una Regione splendida in cui le bellezze naturali vengono però gestite in modo molto discutibile e quasi sempre subordinate ad altre esigenze. Tutti gli esempi citati dal fotografo non fanno che confermare la progressiva opera di distruzione dell'ambiente naturale in atto ormai da lunghi anni nella Valle d'Aosta. Riteniamo inoltre assolutamente inaccettabile l'opera di intimidazione esercitata nei confronti di Untertiner: la libertà di espressione rimane uno dei più importanti capisaldi della democrazia e della civile convivenza. Il metterlo in discussione, questo sì, appare come un atto prevaricatore e dispotico. Auspichiamo quindi che la regione Valle d'Aosta abbandoni i suoi propositi di rivalsa nei confronti di chi ha avuto il coraggio di affermare la verità e si orienti, nell’immediato futuro, verso politiche più attente alle esigenze di conservazione e tutela dell’ambiente naturale».
Alpe ha aspettato la giornata di sabato 30 agosto per prendere una posizione ufficiale sulla questione: "la provocazione, sopra le righe, a boicottare un territorio che non ha rispetto di sé - si legge in una nota del movimento, il cui addetto stampa del gruppo consiliare, il giornalista Paolo Ciambi, è uno storico collaboratore di Stefano Unterthiner - è, appunto ed evidentemente, una provocazione. Condividiamo il sogno e le puntualizzazioni di Unterthiner e riteniamo che le risposte dell'assessore mostrino tutta la debolezza di chi non ha le carte in regola. La condizione penosa dei nostri trasporti dimostra l'assenza di una politica turistica e dell'attenzione necessaria alle esigenze degli operatori del settore e penalizza chi sceglie la Valle come meta di vacanza, magari perché ha visto le belle immagini di Unterthiner".
«A dover rispondere di atti lesivi dell'immagine della Regione dovrebbe essere la stessa Giunta regionale che da anni porta avanti politiche ambientali e turistiche devastanti per il territorio
- aggiungono i presidenti di "Legambiente" del Piemonte e della Valle d'Aosta, Fabio Dovana ed Alessandra Piccioni, che fanno proprie le critiche di Unterthiner - quella che avete in mente voi è una regione trasformata in un parco giochi per turisti. Un'idea di regione vecchia, quella delle scelte e delle idee degli anni '70 del secolo scorso: tutta piste da sci, cemento e centraline idroelettriche. Con il suo attacco alla libertà di critica, l'assessore Aurelio Marguerettaz aggiunge danno al danno inferto con le sciagurate politiche regionali, a partire da quelle dei trasporti. In Valle la ferrovia è una barzelletta, l'aeroporto una cattedrale nel deserto, l'autostrada è la più cara d'Italia, i tagli ai trasporti su gomma sono stati effettuati senza sapere dove e come, in una totale assenza di strategie condivise. La provocazione di Unterthiner ci sta tutta. Dai rappresentati della Regione ci aspettiamo autocritica e cambio di scelte politiche, non reazioni isteriche».