Il fotografo naturalistico Stefano Unterthiner critica la gestione ambientale: «non venite in Valle d'Aosta se amate la montagna»

redazione 12vda.it
Stefano Unterthiner all'opera

«Amanti della natura, delle passeggiate in montagna, della fotografia naturalistica. Non venite in Valle d'Aosta. Qui vi prendono in giro». Inizia così, su "Facebook", un "j'accuse" contro la gestione naturalistica valdostana, da parte di Stefano Unterthiner, fotografo residente a Saint-Vincent di caratura internazionale, ex testimonial di "Viva - Valle d'Aosta unica per natura", il progetto di turismo eco-sostenibile, ancora in corso, realizzato dall'Assessorato regionale all'agricoltura e risorse naturali, la cui campagna di comunicazione, nel 2012, era stata pagata oltre 332mila euro, di cui 50mila per il testimonial, che ha concluso l'attività lo scorso 16 gennaio: «c'è un Parco nazionale, quello del Gran Paradiso, e il bellissimo "Parco regionale del Mont-Avic", ma la regione autorizza e finanzia l'apertura di ben due zoo alle loro porte - ha scritto Unterthiner - li chiamano "Parc Animalier", perché come sapete qui c'è il bilinguismo e quando fa comodo si ricordano di usarlo: "Parc Animalier" è molto più "vendeur" di un semplice "zoo", ma questi tristi recinti che imprigionano qualche animale selvatico, altro non sono che volgari zoo. In tutto il mondo i giardini zoologici vengono chiusi e boicottati, a parte pochissimi, che svolgono importanti progetti di conservazione su specie minacciate, perché considerati poco didattici. In Valle d'Aosta se ne aprono due e per di più alle porte di aree protette, dove gli stessi animali tenuti in gabbia è possibile osservarli in natura. La follia totale».
Stefano Unterthiner, che gestisce anche un'attività commerciale al Forte di Bard, gestito dall'associazione presieduta dal presidente della Regione, Augusto Rollandin, critica, sul social network, anche l'attività venatoria, tornando sulla questione dell'abbattimento controllato sulle ghiandaie per preservare i meleti: «se poi venite a visitare la Valle d'Aosta in autunno, una domenica per esempio, avrete buone possibilità di incontrare qualche cacciatore sul vostro sentiero - ha avvisato il celebre fotografo naturalistico - sì, perché una regione che spende milioni per la promozione turistica autorizza la caccia anche di domenica, quest'anno, la caccia apre il 14 settembre, una domenica naturalmente. E pazienza per la pace delle famiglie di turisti, e locali, che hanno voglia di passeggiare in un bosco senza sentire spari e incontrare cacciatori con le armi in mano. Ci deve essere proprio qualcuno che i cacciatori li ama, tra chi governa questa bella regione. E' notizia di ieri la decisione di abbattere 4.500 ghiandaie, ma anche gazze, cornacchie nere e grigie, nei prossimi cinque anni, per "proteggere" i meleti della Valle. La polemica era già scoppiata un paio di anni fa, da una parte i produttori di mele che volevano gli abbattimenti, dall'altra chi chiedeva di provare a utilizzare metodi alternativi, come le reti, per proteggere le coltivazioni. La scelta della Regione VdA per risolvere il problema è quella di autorizzare l'uccisione di tutti i responsabili dei danni ai meleti. Decisione che non ha nessun fondamento scientifico, ma che fa contenti i coltivatori e naturalmente i cacciatori, che parteciperanno agli abbattimenti anche fuori dalla stagione venatoria».
«Questa non è una regione che protegge la natura
- ha continuato Unterthiner - chi governa la regione, della natura se ne frega. La regione vuole soltanto i soldi dei turisti, niente altro. Mi fanno ridere questi politicanti locali che declamano le bellezze della regione, che da buoni "valdotain" si vantano di trascorrere anche le vacanze estive nella Vallée, ma che non hanno nessun reale interesse a proteggere il territorio. Sono i fatti che parlano. Ricordo una campagna regionale di promozione turistica di qualche anno fa che recitava più o meno così: "Valle d'Aosta, sotto la neve c'è di più". Si voleva far credere al turista che la regione VdA aveva molto più da offrire al di fuori della stagione invernale. Non solo piste da sci, insomma. Messaggio verissimo e condivisibile. Peccato che lo slogan sembra essere oggi totalmente dimenticato. Nel piccolo comprensorio del Col di Joux, 1.600 metri di quota, innevato per pochi mesi all'anno, quando l'inverno si ricorda di arrivare, si stanno abbattendo circa mille alberi per allargare la pista da sci. Inizialmente le piante da abbattere dovevano essere cento. Nella valle vicina, quella di Ayas, a essere minacciato è l'ultimo versante ancora intatto del Monte Rosa, quello del vallone delle Cime Bianche. In questa zona selvaggia di straordinaria bellezza, inserita tra l'altro tra i "Sic", i siti di interesse comunitario, è in corso uno studio di fattibilità per un mostruoso collegamento sciistico fra la Valtournenche e la Val d'Ayas. E pensare che l'ambizione della Vallée, "Strategia VdA 2020", è quella di diventare un riferimento europeo in termini di sviluppo sostenibile. Una regione attenta alla natura e al territorio, che ha l'ambizione, sulla carta, di un reale sviluppo sostenibile, avrebbe interesse a valorizzare e proteggere l'ultimo tratto intatto del Monte Rosa. Non fosse altro che per diversificare l'offerta turistica. Ma non in Valle d'Aosta».
«Sono troppo allettanti i soldi facili del turismo invernale
- ha ribadito Stefano Unterthiner, ribadendo il suo categorico "no" all'Heliski: «se le piste da sci vi venissero a noia, perché non fare un po' di fuori pista prendendo l'elicottero? L'eliski è l'ultima follia valdostana. Basta pagare e la Valle d'Aosta è ai vostri piedi. E' la montagna puttana. Quella che si vuole vendere a tutti i costi, e chi se ne frega della natura e di tutti quei turisti che vengono in Valle d'Aosta per godere dei silenzi e della pace che la montagna, quella vera, sa regalare. Se è quello che cercate, andate altrove, boicottate la Valle d'Aosta, troppo bella per i valdostani».
«Nel rispetto delle opinioni altrui sull'offerta naturalistica, turistica e di accoglienza della Valle d'Aosta
- ha risposto Aurelio Marguerettaz, assessore regionale al turismo - ci sentiamo profondamente offesi da questa richiesta di boicottaggio. Questa è un'azione censurabile e lesiva dell'immagine di una realtà che da sempre ha investito affinché la salvaguardia del proprio territorio e lo sviluppo dell'attività turistica, così come la sua antropizzazione, potessero coesistere. Le parole Unterthiner sono ancoa più gravi perché arrivano da chi è stato incaricato dall'Amministrazione regionale come testimonial della campagna pubblicitaria del progetto "Viva". Non crediamo che da allora la realtà naturalistica ed ambientale valdostana sia cambiata tanto da giustificare un attacco così pesante e veemente. E, come Governo regionale, vogliamo sottolineare la mancanza di veridicità delle affermazioni del fotografo. In particolare riteniamo doveroso specificare che è dal 1988 che la Valle d’Aosta, tra le prime regioni in Europa, ha regolamentato le zone per la pratica dell'eliski, come corollario all'offerta turistica per gli amanti dello sci fuoripista e dello "skirider". Le domeniche di caccia esistono dal dopoguerra, quando questo tipo di attività ha cessato di essere un privilegio dei pochi che venivano ospitati nelle riserve del re. E ancora: il "Parc animalier" di Introd, realtà naturalistica e di animazione, dedicata in particolare ai bambini, agli anziani e ai disabili che non riescono a recarsi in alta montagna per conoscere la fauna valdostana, è aperto dal luglio del 2005, nato da un'operazione di privati, come il nuovo "Parc animalier" del Mont Avic, per il quale l'Amministrazione regionale non ha concesso contributi».
«Altre considerazioni, che possono essere più personali le tralasciamo
- ha concluso Margurettaz, annunciando che la Regione sta valutando la possibilità di un'azione legale - anche se vogliamo sottolineare la grave mancanza di professionalità con cui Unterthiner ha operato».