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Jean-Claude Soro nuovo presidente dei cacciatori valdostani: «più comunicazione e trasparenza, recuperare i rapporti con la base e la Regione»

Angelo Musumarra
Jean-Claude Soro

«Bisogna ascoltare la base perché il presidente uscente è stato assente nelle circoscrizioni e nelle sezioni comunali le quali, pur essendo rappresentate è giusto che abbiano un contatto con la Presidenza per esprimere le loro problematiche». Questo il primo pensiero di Jean-Claude Soro, nuovo presidente del Comitato regionale per la gestione venatoria, eletto domenica 10 novembre con 590 voti, che ha superato di 311 preferenze il presidente uscente, Alessandro Durand, che si è fermato a quota 279 voti, che ha guidato i cacciatori valdostani negli ultimi dieci anni.
Gli altri due candidati, Ezio Berguet ed Elena Minchiardi hanno riportato rispettivamente 220 e 168 preferenze: «questa è stata un'elezione complicata - aggiunge Soro - dove sono intervenuti molti fattori, sia dal punto di vista personale, sia dal punto di vista geografico per quanto riguarda gli elettori. Abbiamo ottenuto un ottimo risultato, molto soddisfacente. Dopotutto, avere quattro candidati alla Presidenza, era già un indice della volontà di rinnovare quello la parte amministrativa del Comitato. Ringrazio tutti i miei elettori ed immagino che ora si possa procedere ad un nuovo periodo sia per la rappresentanza sia per la gestione venatoria».
Una volta concluse le procedure dell'insediamento del nuovo presidente, che non nasconde le ruggini verso il proprio precedessore, si procederà quindi ad una prima serie di incontri sul territorio: «è necessario che le varie circoscrizioni si esprimano - evidenzia Jean-Claude Soro - così da conoscere le loro problematiche e le le speranze di un'attività venatoria che risulta eco-sostenibile ed eco-necessaria. Le popolazioni, negli ultimi dieci anni sono in aumento, sono in buona salute e ben distribuite nel territorio, a beneficio di tutti, della fruibilità anche e non solo dei cacciatori. La nostra un'attività è, prima di tutto, "gestionale" e, come qualsiasi tipologia di gestione del territorio, opportuna e necessaria, invece di lasciare a sé stessa la fauna selvatica, questa dovrà essere gestita dal punto di vista numerico e territoriale, in modo tale che ci sia sempre una sempre una popolazione di specie selvatiche in buona salute, ben distributa sul territorio e che i cacciatori possano espletare la propria attività esclusivamente prelevando quello che è l'interesse che madre natura crea, Tutto questo nel rispetto di una corretta gestione venatoria e della passione dei cacciatori, con la massima trasparenza e con una maggiore comunicazione».
Soro non nasconde le difficoltà nei rapporti con l'Amministrazione regionale, che sta già lavorando al nuovo "Piano faunistico venatorio": «i rapporti con andranno ricostruiti - sottolinea il neo presidente - la Regione deve fare anche "i conti" con il mondo non venatorio e quindi deve operare anche una gestione di tipo mediatico. L'Ufficio fauna, che si preoccupa di aspetti tecnici sui quali noi, ovviamente, non abbiamo possibilità di manovra, ma invece possiamo trattare le metodologie e i metodi per arrivare a ciò che l'Ufficio fauna ci chiede, come l'organizzazione dei cacciatori e le modalità dell'attività venatoria, con gli obiettivi dovranno, necessariamente essere dettati e rivisti anche dalla Regione. E' chiaro che la gestione dell'attività venatoria e delle specie cacciabili ha portato a grandi risultati sia dal punto di vista numerico, sia dal punto di vista sociale. Siamo una categoria che oggi "gestisce" ed a parte l'evidente parte cruenta di quello che può essere l'abbattimento di un animale, siamo persone presenti sul territorio, tanto che sono molte di più le giornate che dedichiamo al monitoraggio, ai censimenti, e siamo molto attenti alle valutazioni delle specie, con i "centri di controllo", le misurazioni biometriche degli animali abbattuti in modo da offrire anche una valutazione sanitaria della popolazione, A buon diritto, il cacciatore oggi si piazza al primo posto come gestore a 360 gradi delle fauna selvatica per una buona consistenza e con un buon livello di presenza».
I 1.257 cacciatori, oltre al presidente, hanno anche rinnovato i rappresentanti delle Circoscrizioni venatorie che sono Massimo Mareliati, Massimo Alberti, Christophe Savoye, Santo Diano, Gianfranco Rosmino, Ivan Pasquettaz, Roberto Canale Clapetto e Federico Busca: «non dimentichiamo anche le cinquanta cacciatrici che operano in Valle d'Aosta - conclude Jean-Claude Soro - tra cui era candidata alla Presidenza anche Elena Minchiardi di La Salle, che ha riportato un grande risultato, vincendo nella propria circoscrizione. Sicuramente potrà offrire un ottimo contributo a quella che sarà la nuova attività del Comitato».