Modificate le norme per la tutela e la gestione della fauna selvatica e per la caccia: il corvo, lo storno e la taccola diventano specie protette

redazione 12vda.it

Con diciannove voti a favore e le undici astensioni del consiglieri di Alpe, Partito Democratico ed Union Valdôtaine Progressiste, il Consiglio Valle ha approvato, lunedì 8 aprile, in occasione dell'ultima adunanza della tredicesima Legislatura, il disegno di legge che modifica le norme per la tutela e la gestione della fauna selvatica e per la disciplina dell'attività venatoria che sono rispettivamente le leggi regionali numero 64 del 1994 e numero 16 del 2012.
Il provvedimento modifica alcune disposizioni, tra le quali la sanzionabilità della mancata custodia dei cani da caccia, l'elenco delle specie tracciabili che non ricomprende più il corvo, lo storno e la taccola, oltre che l'istituzione, presso il "Comitato regionale per la gestione venatoria", di una commissione disciplinare con il compito di esprimere parere sul divieto di rilascio del tesserino regionale per esercitare la caccia.
La nuova legge prevede anche che "qualora il numero di cacciatori già iscritti risulti tale da compromettere la gestione delle specie cacciabili compatibile con le dinamiche demografiche finalizzate all'aumento della selvaggina o non permetta di assicurare una quota pro-capite media di animali prelevabili assegnati omogenea in tutte le circoscrizioni venatorie, il "Comitato regionale per la gestione venatoria", nelle more di approvazione del "Piano regionale faunistico-venatorio", può assegnare d'ufficio tutti o parte dei cacciatori in sovrannumero alle altre sezioni comunali, secondo criteri stabiliti dal Comitato medesimo e approvati dalla struttura regionale competente in materia di fauna selvatica".