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Scoperte le cause del decesso della lupa ritrovata ad Introd: nessun bracconiere, è stato un ramo che le ha trafitto il torace

redazione 12vda.it
La carcassa della lupa ritrovata ad Introd (foto Corpo forestale della Valle d'Aosta)

E' stata trafitta da un ramo la lupa di ventotto chili che è stata ritrovata lo scorso 9 nove gennaio ad Introd, dagli agenti della stazione di Villeneuve del "Corpo forestale" della Valle d'Aosta: lo hanno appurato i tecnici del "Centro referenza nazionale malattie animali selvatici - Cermas" di Quart che hanno svolto un'approfondita autopsia sulla carcassa dell'animale, che sembrava, invece, fosse stata uccisa da una fucilata di un possibile bracconiere, tanto che anche la Procura di Aosta aveva aperto un fascicolo.

"Il ramo ha perforato il torace dell'animale". "Rispetto a quanto inizialmente ipotizzato al primo esame visivo da parte del personale intervenuto sul luogo del ritrovamento - si legge in una nota dell'Assessorato regionale all'agricoltura e risorse naturali - che aveva inizialmente fatto presumere come causa del decesso un colpo d'arma da fuoco, ipotesi peraltro più che plausibile anche agli occhi di personale esperto, gli esami di laboratorio e le attività di indagine hanno consentito di accertare che le cause del decesso sono dovute a un trauma accidentale dovuto a un ramo che ha perforato il torace dell’animale, provocando un grave pneumotorace e la conseguente morte del lupo. Tale ipotesi è peraltro suffragata dalle attività di indagine svolte e dalla determinazione del luogo dell’incidente. La forte sinergia tra le strutture competenti dell’Assessorato ed il "Cermas" dell'Istituto zooprofilattico sperimentale ha consentito di chiarire in tempi brevi gli sviluppi della situazione e di dare prontamente contezza della dinamica del tutto accidentale dell’accaduto. Grazie alla sinergia professionale di un’équipe guidata dal dottor Riccardo Orusa, direttore dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Valle d’Aosta, unitamente al lavoro della dottoressa Serena Robetto e del dottor Lorenzo Domenis ed al personale tecnico dell'Ente stesso, si può affermare che il violento trauma toracico iniziale sulla lupa è stato causato da impatto con veicolo o da caduta da muro, con morte a seguito di pneumotorace da infissione confermate da presenza di schegge di legno di latifoglia, in cavità toracica. Risultano comunque, ancora in corso, esami tossicologici ed infettivologici. Alla complessa attività diagnostica, hanno inoltre partecipato, per le prove radiografiche, il personale della struttura di sanità animale del'Azienda Usl della Valle d'Aosta ed in particolare il dottor Marco Ragionieri ed il dottor Claudio Trentin».
«Ringraziamo per l’operato, tutti i professionisti - commenta Laurent Viérin, assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali - in particolare il direttore Orusa e la sua équipe che hanno collaborato sul caso, mettendo a disposizione, ognuno di loro, le proprie competenze».

Nel 2016 un caso simile ad Antey. La lupa di Introd è il secondo rinvenimento del genere in Valle d'Aosta: il 17 marzo 2016, ad Antey-Saint-André era stata scoperta un'altra carcassa di un lupo ed anche in questo caso si ipotizzava che l'animale, di giovane età, potesse essere stato ucciso da un bracconiere, ma gli esami autoptici svolti dal personale dell'Istituto zooprofilattico sperimentale avevano permesso di appurare che i due buchi sul collo ed uno sul costato erano stati provocati dall'aggressione fatale da parte di altri lupi.

Attiva una petizione on line a favore del lupo. Intanto, su Internet, è sempre attiva la raccolta di firme intitolata "Difendiamo il lupo in Valle d'Aosta" che vuole chiedere all'assessore Renzo Testolin di proteggere la specie, raccogliendo 28.136 sostenitori: "il lupo non ha fatto in tempo ad arrivare in Valle d'Aosta che già si parla di abbattimenti controllati - si legge nelle motivazioni della petizione - l'Amministrazione infatti crede che basti avvistare una ventina di lupi sul territorio regionale per considerare l'idea di abbattere alcuni esemplari di questo splendido animale. La petizione vuole difendere il lupo che finalmente si è fatto rivedere in Valle d'Aosta dopo anni di assenza. Uomo e lupo vivono a strettissimo contatto in Abruzzo e Molise dove le Amministrazioni forniscono contributi agli allevatori che difendono il bestiame e risarcimenti per i capi uccisi dai lupi, l'uccisione non è una soluzione ma l'ennesimo tentativo di risparmiare su un problema che in realtà non esiste. L'immagine antica del lupo famelico e aggressivo, terrore dei nostri boschi, frutto di favole e leggende, continua a permeare la cultura di un numero importante di persone. La paura del lupo è fondamentalmente dovuta all'ignoranza, che viene purtroppo facilmente manipolata e condizionata. Non esistono animali "cattivi", si tratta di categorie umane che vengono attribuite a specie che semplicemente vivono con gli affascinanti comportamenti che le caratterizzano. L'aggressività del lupo verso l'uomo non è nota, né documentata da oltre un secolo e mezzo. La funzione ecologica del lupo, ritenuta in conflitto con gli interessi venatori, impatta efficacemente sulle popolazioni di ungulati, inducendo effetti anche a beneficio degli agricoltori, degli ecosistemi forestali e sulla stessa salute delle popolazioni di prede. Il contesto venatorio è ostile alla presenza del lupo perché lo ritiene in competizione per la selvaggina, negando il fondamentale ruolo ecologico dell'azione di predazione che esercita sulla fauna selvatica. Il successo del lupo in Italia e in Europa è dovuto alla sua straordinaria capacità di utilizzare l'ambiente e le risorse naturali. Questo ha luogo nonostante sia ancora oggi diffuso nei confronti del lupo un atteggiamento ostile che produce atti di barbarie come il bracconaggio con lacci, veleno e armi da fuoco e continua a mietere decine e decine di vittime ogni anno. Si tratta di azioni incivili, nei confronti di una specie protetta da leggi nazionali e Direttive comunitarie, che un Paese moderno non può assolutamente più tollerare".

ultimo aggiornamento: 
Venerdì 20 Gennaio '17, h.14.10