Stefano Unterthiner ribadisce le sue accuse: «tante parole dette a vanvera, la Valle d'Aosta non è un parco giochi»

redazione 12vda.it
Stefano Unterthiner

Non fa un passo indietro Stefano Unterthiner, il fotografo naturalistico internazionale, residente a Saint-Vincent, che lo scorso 25 agosto aveva espresso, sulla sua pagina "Facebook", pesanti critiche sulla gestione del turismo in Valle d'Aosta, invitando gli «amanti della natura» a «non venire in Valle d'Aosta».
Se da una parte l'Amministrazione regionale ha risposto, per bocca dell'assessore regionale al turismo, Aurelio Marguerettaz, rimandando al mittente le critiche ed annunciando di valutare un'azione legale per danno di immagine, sopratutto perché Unterthiner è stato, fino allo scorso mese di febbraio, testimonial di "Viva", il progetto regionale di promozione turistica eco-sostenibile, dall'altra sono in diversi ad aver espresso, sui "social", il proprio sostegno al fotografo, anche se non è mancato chi ha ipotizzato che il "j'accuse" di Unterthiner sia legato al mancato rinnovo del contratto pubblicitario: «tante parole dette a vanvera, tante insinuazioni - ha scritto nuovamente Stefano Unterthiner su "Facebook" dopo aver scatenato la tempesta - faccio un po’ di chiarezza. Innanzitutto, il mio contratto di testimonial con "Viva". Il fazioso servizio del "Tgr" della serata del 26 agosto lascia sottilmente intendere che sono ancora sotto contratto, che sono ancora il testimonial della Regione: il mio contratto con "Viva" è durato due anni è si è concluso a febbraio del 2014. Da valdostano, sono stato fiero di aver potuto promuovere questo progetto, perché l'obiettivo di "Viva" lo considero giusto e necessario: perseguire un vero turismo eco-sostenibile, finalmente, anche in Valle d'Aosta. I soldi che ho percepito includono l'utilizzo di mie fotografie per campagne pubblicitarie nel mondo, la mia presenza a eventuali eventi promozionali, la redazione di editoriali, e appunto l'uso della mia immagine in qualità di testimonial. Come si sono affrettati a scrivere in molti, con tante basse insinuazioni, ho percepito 50mila euro in due anni per l'insieme di queste prestazioni».
«Dal febbraio scorso a oggi si sono susseguiti diversi avvenimenti, che mi hanno spinto a prendere una posizione forte contro la mia regione - ha aggiunto Unterthiner - lo scorso luglio, alle porte del Mont Avic, è stato aperto un secondo zoo, dopo quello di Introd. E' tornata in auge l'idea folle di distruggere il vallone delle Cime Bianche con un impianto di risalita. E infine, nonostante il tentativo di dialogo, le proposte avanzate, la Regione ha deciso, con una delibera di qualche giorno fa, di abbattere 4.500 uccelli per proteggere i meleti. Tornerò sull'argomento e cercherò di spiegare ai coltivatori perché la Regione, con questa decisione, li sta prendendo in giro. E' stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso e che mi ha spinto a scrivere il mio post su "Facebook", che tante polemiche ha scatenato. L'ho fatto, perché arrabbiato dalla cecità di chi ci governa. Queste recenti decisioni scellerate della regione sono in totale disaccordo con l’anima stessa del progetto "Viva". Ho scritto non più da testimonial, ma da testimone: da cittadino che non può tacere! E lo rifarei ancora. Nonostante le accuse e le intimidazioni che continuano ad arrivare. L'assessore al turismo Marguerettaz afferma che dico il falso. Un'accusa pesante. Ribatto anch'io punto per punto. Non è forse vero, assessore, che si sta valutando la realizzazione di un impianto di risalita nell'alta Val d'Ayas? Non è forse vero che una delibera autorizza l'abbattimento di 4.500 uccelli nei prossimi cinque anni per "proteggere" i meleti? Lei dice, nel servizio del "Tgr", che la regione non ha finanziato gli zoo in Valle d'Aosta: si dimentica forse che soltanto nove mesi fa la Giunta regionale ha stanziato 46.900 euro per lo zoo di Introd. Chi è che dice il falso? Lei mi ricorda che si caccia di domenica sin dal dopoguerra. E' proprio questo il punto. Io mi domando, ma lei come assessore al turismo da tanti anni si è mai chiesto se non fosse più opportuno, per una regione che vuole vivere di turismo, evitare la caccia di domenica, giornata per eccellenza dedicata al turismo? Meglio fermarsi a consuetudini che risalgono al dopoguerra? E infine l'eliski, ma anche l’elibike, che mi ricorda essere regolamentato. E ci mancherebbe ancora che sia una attività non regolamentata! Nel mio post condanno una pratica che, in una regione attenta e rispettosa della montagna, non dovrebbe a mio avviso esistere».
«E' questa Valle d'Aosta che ho chiesto, a chi ama la natura, di boicottare
- ribadisce Unterthiner - quella che avete in mente voi: una regione trasformata in un parco giochi per turisti. Un'idea di regione vecchia, quella delle scelte e delle idee degli anni '70 del secolo scorso: tutta piste da sci, cemento e centraline idroelettriche. La regione in cui sono nato l'ho promossa e pubblicizzata tutta la vita. Ho dedicato tre libri, ed un quarto è in preparazione, alla mia regione. Ho illustrato con le immagini che ho scattato in Valle d'Aosta, centinaia di articoli su riviste di tutto il mondo. Il prossimo anno, un angolo della Vallée, quello del Gran Paradiso, sarà celebrato sul "National Geographic": oltre quaranta edizioni nel mondo e milioni di lettori. Non permettetevi di affermare che con un mio post ledo l'immagine della mia regione! Chiudo rispondendo a chi sul web dice che quella che voglio è una Valle d'Aosta che non esiste più. Che non voglio la modernità, che sono un nostalgico della montagna dei nostri nonni. La Valle d'Aosta che sogno è invece la Valle d'Aosta del futuro. Quella che sa proteggere e valorizzare quello che ancora c'è di bello. E' questa la sfida che invito chi ci governa a raccogliere».