Antonio Manzini annuncia, ad Aosta, la terza serie di "Rocco Schiavone" che, al ritorno su "Rai2", incolla allo schermo oltre tre milioni di telespettatori

redazione 12vda.it
Antonio Manzini durante la serata al teatro ex 'Splendor'

Ha vinto la serata la prima puntata della seconda serie di "Rocco Schiavone", trasmessa su "Rai2" mercoledì 17 ottobre che ha ripreso "7-7-2007", il penultimo romanzo di Antonio Manzini che racconta le origini del vice questore romano trasferito per punizione ad Aosta: la fiction interpretata da Marco Giallini con, tra gli altri, Ernesto D'Argenio, Claudia Vismara, Lorenza Indovina ed Isabella Ragonese, è stata vista da tre milioni e 172mila spettatori, raccogliendo il 13,95 per cento di "share", staccando di quasi un punto percentuale il film "Benvenuti al Sud", trasmesso da "Canale 5", visto da due milioni e 795mila persone, con un share del 13,06 per cento.

«Rocco Schiavone sarà diverso, un po' scongelato, come Aosta». La seconda serie di "Rocco Schiavone", che vede il cambio alla regia da Michele Soavi a Giulio Manfredonia, sarà composta da quattro puntate, due in meno rispetto alla prima che aveva raccolto una media di tre milioni e trecentomila spettatori: dopo "7-7-2007" toccherà a "Tutta la verità" e quindi a "Pulvis et Umbra" per poi chiudere con "Buon Natale Rocco": «l'eredità della prima stagione era tosta - ha raccontato Manfredonia - era una serie molto forte, ho cercato di tenere tutto ciò che di bello ed in queste quattro nuove puntate si racconta lo Schiavone di prima della morte di Marina, non così profondamente ferito. E' uno Schiavone un po' diverso quello che vedrete nelle nuove puntate, un po’ scongelato, così come il paesaggio di Aosta che lo circonda. Tutto è meno freddo e innevato e anche lui è alla ricerca di una sua primavera».

La prima serie è stata venduta in tutto il mondo, per oltre due milioni di euro. «"Rai2" è il trampolino che stiamo usando per fare il salto delle Alpi - ha aggiunto Rosario Rinaldo di "Cross Productions", la società che realizza la fiction in coproduzione con "Beta film" e "Rai fiction" e con il sostegno economico, tra gli altri, della "Film commission Vallée d'Aoste" - con Schiavone e con "Il Cacciatore" (la serie ispirata al magistrato antimafia Alfonso Sabella, andata in onda a marzo, n.d.r.) stiamo facendo prodotti non solo locali, ma glocal. Schiavone ha aperto un mercato interno. "Rai2" non aveva una programmazione di fiction sistematica, ed abbiamo quindi vinto la scommessa con il mercato internazionale. Schiavone ha raggiunto quote di vendita in tutto il mondo, toccando i due milioni di euro, arrivando anche nel mercato televisivo dell'America del Nord».
Evidentemente non sono state troppo considerate le polemiche dei senatori Maurizio Gasparri, Carlo Giovanardi e Gaetano Quagliarello che, dopo la messa in onda delle prime puntate, avevano chiesto il blocco immediato della serie, preoccupati «del messaggio negativo lanciato da Rocco Schiavone» con «il vicequestore che in ufficio, la mattina, ama fumarsi uno spinello».
«Schiavone mi somiglia, ma io non mi faccio le canne - ha risposto Marco Giallini - come diceva Marcello Mastroianni, "sono io che faccio un personaggio". Non sono irritato per le polemiche e le trovo giustificate dal punto di vista chi le ha fatte, ma se in una questura non fuma nessuno, spengo il televisore. Io di Schiavone come poliziotto mi fiderei, ci andrei subito».
 



«Il Casinò è un totem, dovevo parlarne». Intanto, il giorno precedente al debutto della seconda serie, martedì 16 ottobre, al teatro ex "Splendor" di Aosta, lo scrittore Antonio Manzini, creatore della saga e sceneggiatore della serie, ha presentato, moderato dal libraio (ed amico) Piero Valleise e dallo scrittore Claudio Morandini il settimo romanzo dedicato alle indagini di Rocco Schiavone intitolato "Fate il vostro gioco" e che richiama nitidamente la Casa da gioco di Saint-Vincent. La vittima è l'ex ispettore di gioco Romano Favre, e nel romanzo, che è il libro più venduto in Italia nel mese di ottobre, si torna nella Val d'Ayas, già protagonista di "Pista Nera", il primo volume, che lo scrittore frequenta da sempre: «il Casinò è un totem, dovevo parlarne - si è quasi giustificato davanti ai circa trecento ammiratori - Domenico Macrì, che ora non c'è più ed era croupier, anni fa mi ha raccontato un sacco di cose sul Casinò. Ho aspettato due o tre romanzi e poi ho dovuto scriverne. Ma la storia non finisce qui, in questo libro».
Un argomento da prima pagina, all'ordine del giorno nell'agenda politica valdostana è quindi diventato il tema della nuova indagine di Schiavone, personaggio che ormai lega in modo sempre più stretto il suo creatore, tanto che, avviata la prima serie televisiva ispirata ai suoi romanzi, Manzini ha dovuto quasi improvvisare nuove sceneggiature per le puntate richieste dalla produzione, dando vità così a "Rocco va in vacanza", "Castore e Polluce" e "Le ferie di agosto": «mia moglie Toni, che era responsabile del casting di una serie cui volevo partecipare quando facevo l'attore - ha svelato durante la serata organizzata dalla Biblioteca regionale - mi relega nella mia stanzetta a scrivere. Ma lì sto bene, non apro giornali né telegiornali e scrivo. Ora devo preparare la sceneggiatura per la terza serie televisiva, ma anche il seguito di "Fate il vostro gioco", che sennò si perde, e scrivere le sceneggiature per la terza serie. Poi dovrei iniziare un libro nuovo, ma senza Schiavone, una storia che ho in mente da molto tempo».




«Rocco è un altro punto di vista sulla realtà». "Fate il vostro gioco" si apre con una dedica a chi è "leone con i forti e cerbiatto con i deboli": «la dedica è per tutti gli italiani, per tutti noi - ha precidato lo scrittore romano - ho in mente la storia degli ultimi anni e mi piace pensare a persone che non dicano bugie. Sono talmente stanco di menzogne che non ho più la forza di leggere un giornale. Auguro a tutti noi di riuscire a vedere le cose come sono e portarle dove vogliamo, non dove ci dicono di farlo».
Nel romanzo torna un altro legame con la storia attuale della Valle d'Aosta, la sospettosa osservazione del lupo, rispuntato nella regione, silenzioso e micidiale: «Rocco Schiavone pratica sempre il suo gioco di trovare nelle persone che incontra somiglianze con gli animali - ha continuato Antonio Manzini - Rocco è un lupo, ha amato la femmina alfa del branco che non c'è più e quindi è diventato un lupo solitario. Anche per lui passa il tempo, succedono cose che ti possono cambiare radicalmente, è come guardare una sorta di organismo multicellulare che cambia nel vetrino. Non mi riconosco in nulla in lui, solo nella lista delle rotture, che è mia. Mi piacerebbe che le parti nascoste di Rocco potessero essere raccontate. Immaginiamo un cane che rimane chiuso fuori casa: pensa diversamente, lui è disperato perché ci ha chiuso dentro. Quello di Rocco è così: un altro punto di vista sulla realtà».

La presentazione di "Fate il vostro gioco" di Antonio Manzini:


 

ultimo aggiornamento: 
Giovedì 18 Ottobre '18, h.10.15