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Approvata la legge regionale sulla mobilità sostenibile che prevede contributi fino a 10mila euro per l'acquisto di veicoli a bassa emissione di CO2

comunicato stampa
Un monopattino elettrico ed una 'Vespa' ad Aosta

Il Consiglio regionale, nella seduta notturna di giovedì 3 ottobre ha approvato, con 23 voti a favore, due contrari (Roberto Luboz e Diego Lucianaz di Lega VdA) e dieci astensioni (Lega VdA, Mouv', "ADU VdA" e Misto), un testo di legge in materia di principi e disposizioni per lo sviluppo della mobilità sostenibile.

Il testo, risultante dal coordinamento di due progetti di legge condotto dalla terza e dalla quarta Commissione consiliare, si compone di 22 articoli, volti a favorire la realizzazione di infrastrutture per la mobilità ciclistica, attraverso percorsi ciclabili e reti di punti di ricarica per bici elettriche; a promuovere il "car sharing" e altre forme di mobilità condivise; a erogare contributi diretti sia per l'acquisto di veicoli nuovi e usati a bassa emissione di CO2 non superiori a 70 grammi per chilometro (fino a 6.000 euro a veicolo per i privati cittadini per un costo di acquisto massimo di 60.000 euro; fino a 10.000 euro per esercenti attività economica non di trasporto passeggeri; fino a 15.000 euro per esercenti attività trasporto passeggeri), sia per il leasing e il noleggio a lungo termine (fino a 6.000 euro), sia per l'acquisto di veicoli a pedalata assistita (fino a 700 euro) e per la micromobilità elettrica (fino a 300 euro); a incentivare il rinnovo del parco veicoli di proprietà pubblica e a sostenere gli Enti locali che attueranno sistemi sperimentali di mobilità sostenibile.

Il presidente della quarta Commissione, Giovanni Barocco, relatore del provvedimento, ha sottolineato: «si è trattato di un processo lungo e questo testo di legge è il frutto di tanti confronti e discussioni. Il risultato senz'altro può essere migliorato: d'altronde, l'ottimo non è di questo mondo. Rappresenta un piccolo passo, che comunque permette di giungere alla cima. Abbiamo creato gruppi di lavoro, abbiamo riunito Commissioni congiuntamente e le diverse sensibilità politiche hanno dialogato. Abbiamo audito esperti, rappresentanti di diverse categorie economiche, "Confindustria", "Cna" e "Confcommercio"; ci è stata rimarcata l'importanza dei processi partecipati, ci è stato suggerito di lavorare per aumentare l'attrattività del trasporto pubblico. L'assessore di Torino ci ha lasciato suggestioni interessanti riguardo all'idrogeno, che dovremo sviluppare».

«Questa legge vuole modificare dei comportamenti attraverso un sistema premiante - ha proseguito il consigliere - teniamo conto che in Italia, il 90 per cento delle leggi di mobilità ha caratteri incentivanti, mentre nel nord Europa le leggi sono più che altro sanzionatorie. L'elaborazione del testo ha potuto contare sull'apporto del "Movimento Cinque Stelle", in particolare del consigliere Luciano Mossa. E' fuorviante affermare che questa legge preveda soltanto contributi; certo, c'è un sistema incentivante, considerato quale mezzo per cambiare il nostro parco di veicoli, ma la norma definisce anche i principi e i valori che delineano il campo d'azione. Pensiamo di poter raggiungere gli obiettivi prefissati per far diventare la nostra regione "Fossil fuel free" grazie alla collaborazione dei valdostani, che andranno ben informati in materia. Raccogliamo questa sfida».

Nell'ambito dell'esame del testo di legge, i gruppi Lega VdA, Mouv' e Misto hanno depositato sette ordini del giorno, di cui uno approvato. Il testo, così come emendato di concerto con l'assessore Luigi Bertschy, ha ottenuto 32 voti a favore e due astenuti ("Rete Civica" e "ADU VdA") e impegna il Governo regionale ad avviare entro sessanta giorni una serie di contatti con "Ferrovie dello Stato", le Regioni Piemonte e Auvergne-Rhône-Alpes e il Comune di Torino, al fine di poter entrare nel programma sperimentale dei treni a idrogeno per l'utilizzo di questa tecnologia sulla tratta ferroviaria valdostana.

Gli altri ordini del giorno sono stati respinti: il primo chiedeva di rinviare l'approvazione della legge e di esaminarla contestualmente al Piano regionale dei trasporti al fine di coordinare i due testi; il secondo sollecitava la definizione, entro sessanta giorni e d'intesa con il Comune di Aosta, di un cronoprogramma per lo sviluppo della mobilità ciclistica in città; il terzo impegnava il Governo a condurre uno studio sulle potenzialità dello sviluppo di una rete infrastrutturale di distribuzione del gas naturale quale alternativa alle motorizzazioni termiche tradizionali; il quarto e quinto erano volti a individuare nella prossima finanziaria regionale le risorse per trasformare le colonnine di ricarica presenti sul territorio da corrente alternata a corrente continua e per avviare uno studio di approfondimento dei sistemi di riciclo delle batterie dei veicoli elettrici; l'ultimo ordine del giorno proponeva di avviare uno studio di fattibilità in merito alla possibilità di implementare il trasporto pubblico locale urbano e/o extraurbano a fune o su monorotaie sopraelevate.

Sul testo di legge sono stati presentati 24 emendamenti, di cui sei approvati: uno della seconda Commissione, due dell'assessore ai trasporti, uno del presidente della quarta Commissione, uno del "Movimento Cinque Stelle" ed un sub-emendamento della maggioranza. Sono stati invece respinti i nove emendamenti dei gruppi Lega VdA, Mouv' e Misto, i tre emendamenti del gruppo "Adu VdA", i sei del gruppo "Movimento Cinque Stelle".