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Monsignor Lovignana commenta l'elezione di Papa Francesco: «che possa riaccendere la speranza di tanti cristiani stanchi e delusi»

redazione 12vda.it
Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco

«Le prime parole del nuovo Papa, la sua semplice preghiera con noi per Benedetto XVI, la richiesta di invocare su di lui la benedizione del Signore ci fanno gustare la bellezza dell’essere Chiesa e pregustare un Ministero mite e forte».
Questo il primo commento di monsignor Franco Lovignana, vescovo della Diocesi di Aosta, subito dopo l'elezione al soglio papale dell'argentino di origini astigiane Jorge Mario Bergoglio, salutata anche nel capoluogo regionale con le campane a festa, mentre, nel Santuario dell'Immacolata, si stava celebrando la Messa per la quarta Stazione quaresimale. Quando al termine della liturgia il Vescovo ha comunicato che il Papa era stato eletto, anche se non se ne conosceva ancora il nome, è scoppiato un applauso lungo e sentito: «nella Chiesa, santa e peccatrice, è presente ed agisce il Signore Gesù con la potenza del Suo Spirito - ha aggiunto monsignor Lovignana - ci sono tanti uomini e donne sani, fedeli, che pregano, amano e sperano davvero, vivendo o cercando di vivere il Vangelo di Gesù nel matrimonio, nella vita consacrata, nel ministero ordinato. Anche di questo dobbiamo parlare, anche questo è credere alla divinità di Gesù. In attesa di accogliere la benedizione del nuovo Papa, invochiamo noi su di lui la benedizione del Signore perché gli infonda la luce e la forza dello Spirito Santo».
«In questi giorni abbiamo pregato il Signore - ha scritto il Vescovo nel messaggio alla Diocesi - "donaci un Papa che sia a te accetto per santità di vita e che sia interamente consacrato al servizio del tuo popolo". Abbiamo pregato con fede. Pur sommersi da una valanga di chiacchiere e da una lettura tutta orizzontale dell'avvenimento e della vita della Chiesa, abbiamo continuato a confidare nella luce dello Spirito Santo. Abbiamo atteso con la certezza che si trattasse di un avvenimento spirituale e profondamente ecclesiale. E il Signore non ci ha delusi. Dobbiamo accogliere Francesco, il Papa che il Signore ci dona, con un atteggiamento di fede, preghiera e speranza. Lo accogliamo con fede: sappiamo che il suo ministero, come Vescovo di Roma e Pastore universale, dipende dalle sue qualità umane e spirituali, ma anche che in lui e attraverso di lui si esprime visibilmente la presenza e la guida del Sommo Pastore della Chiesa che è sempre e solo Gesù Cristo. Il Vescovo di Roma e tutti i Vescovi in comunione con lui, guidati e sorretti dallo Spirito Santo, hanno l'alta missione di rendere presente Gesù, la Sua Parola e la Sua Grazia di Salvezza. Perché la Chiesa è innanzitutto questo, la comunità in cui si può incontrare Gesù Cristo e accogliere la Salvezza. Dal Papa noi ci attendiamo di essere custoditi nella comunione di fede e di amore che ci fa Chiesa di Gesù Cristo, il segno e lo strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano. Lo accogliamo con preghiera: il Suo Ministero è pesante e difficile, estremamente delicato, e noi vogliamo sostenerlo chiedendo al Signore per lui la forza e la luce che vengono dallo Spirito, ma anche la serenità e la salute. Pregheremo per lui in ogni Santa Messa, ma non manchi la preghiera personale o di gruppo e l'offerta delle sofferenze della vita. Qui mi rivolgo in particolare ai fedeli che vivono situazioni di solitudine e di malattia: voi potete essere alleati potenti del servizio apostolico di Papa Francesco. Lo accogliamo con speranza: non si tratta tanto di augurarci che il nuovo Papa realizzi le cose che noi vorremmo, quanto piuttosto di augurarci che, illuminato dal Signore, possa trovare le parole giuste per dire al mondo di oggi il Vangelo di Gesù, con verità e semplicità come faceva il grande Santo di cui porterà il nome. Aiuti anche noi a fare altrettanto nelle tante situazioni nelle quali noi siamo presenti».
«Possano la sua parola ed il suo esempio riaccendere la speranza nel cuore di tanti cristiani stanchi e delusi
- conclude Monsignor Franco Lovignana - nel cuore di tanti uomini e donne del nostro Occidente che si sono allontanati dalla fede e vivono disorientamento ed inquietudine e poi nel cuore di uomini e donne che non conoscono Gesù Cristo ma portano in sé la nostalgia di Dio a motivo dell’immagine impressa in loro dal Creatore e che misteriosamente li attrae verso di Lui».

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