Risposte puntuali dall'Assessorato alla sanità all'associazione "Pro libera scelta" in merito alla campagna vaccinale anti-influenza

Elena Meynet
Gli esponenti di Pro libera scelta all'incontro con l'Azienda Usl

E' probabilmente la prima volta che si apre al pubblico una conferenza stampa all'interno degli uffici della pubblica Amministrazione valdostana. A varcare i tornelli dei locali dell'Assessorato alla sanità, nel primo pomeriggio di mercoledì 8 novembre, sono stati infatti una decina di rappresentanti dell'associazione "Pro libera scelta", che sostiene appunto la libertà di scelta personale in merito alla somministrazione di vaccini, anche quelli resi obbligatori dalla legge Lorenzin: «essendo loro un gruppo con una posizione ben definita hanno fatto bene ad andare - ha commentato a 12vda il consigliere comunale "grillino" Luca Lotto - ho visto che sono stati fatti entrare e hanno anche potuto fare qualche domanda. Io sono andato come comune cittadino, curioso di cosa sarebbe stato detto». Alcuni in maglia gialla, altri mescolati fra i giornalisti locali, i "Pro libera scelta" sono stati protagonisti di un confronto molto tecnico con l'assessore regionale alla sanità Luigi Bertschy, il direttore generale dell'Azienda Usl Igor Rubbo, il presidente dell'Ordine dei medici della Valle d'Aosta Roberto Rosset e Marina Verardo, dirigente della struttura di igiene e sanità pubblica dell'Azienda Usl, che hanno risposto puntualmente alle loro osservazioni sui vaccini anti-influenzali.

«Picco influenzale spostato a fine gennaio». «Da anni esiste, organizzata dall'Istituto superiore di sanità, la rete "InfluNet" - ha risposto il dottor Rosset alla domanda sulla mappatura degli influenzati post vaccino da parte di Federica Livio, esponente dei "Pro libera scelta" - prevede un monitoraggio di questo genere: alcuni tra i medici di medicina generale, chiamati "medici sentinella" circa il dieci per cento per regione, trasmettono settimanalmente o giornalmente i dati epidemiologici all'"Istituto superiore di sanità". Vengono rilevati i dati relativi ai casi di sindromi influenzali, al tipo di virus, alle situazioni in cui è necessario fare un tampone. Tra l'altro un anno il virus è stato identificato proprio ad Aosta, a metà dicembre. Il medico invia i dati sulla sindrome influenzale: maschio o femmina, vaccinato o no, con complicanze o meno. Io ho partecipato personalmente per anni alla rete e non ho mai rilevato casi di sindrome influenzale, febbre alta, tra gli ultra 65enni vaccinati né tantomeno complicanze».
«Per esempio -
ha aggiunto la dottoressa Verardo - grazie alla rete ci siamo accorti che il picco di influenza non è più verso dicembre ma c'è stato uno spostamento del picco, per esempio due anni fa, a fine gennaio, cosa a livello epidemiologico non del tutto prevedibile. Tanto che si è deciso di prorogare per un mese la campagna anti-influenzale. Da quando uno viene vaccinato a quando si sviluppa la sua risposta immunitaria ci vogliono almeno due settimane. Quindi la vaccinazione va fatta adesso perché normalmente pensiamo che il picco possa essere attorno a dicembre. Purtroppo l'immunità dura da otto a dieci mesi, sarebbe bello poter arrivare ad arrivare ad un vaccino unico».

Diciottomila dosi di vaccino anti-influenzale per la nuova campagna. Per il 2017-2018 sono state acquistate dalla Regione diciottomila dosi di vaccino anti influenzale, a fronte di 29mila ultra65enni valdostani, cui è destinata la campagna di sensibilizzazione organizzata dall'Assessorato regionale alla sanità: «abbiamo visto che non tutti scelgono di vaccinarsi -ha commentato la Verardo - le nostre coperture viaggiano fra il 43 e il 46 per cento, quindi in realtà c'è un impegno importante da fare, dobbiamo agire per migliorare le coperture a fronte di un evidente invecchiamento della popolazione. L'anno scorso sono state somministrate poco più di 16mila dosi di vaccino. C'è una tendenza, di nuovo rispetto agli ultimi anni, ad un recupero che però in percentuale dovrebbe crescere maggiormente. Speriamo che il messaggio arrivi e di doverne acquistare ancora per soddisfare la richiesta».
«La media nazionale è un po' superiore alla nostra -
ha evidenziato Rosset - abbiamo margini di crescita che contiamo di raggiungere. L'obiettivo finale per tutte le vaccinazioni è di raggiungere il 95 per cento, in modo da proteggere anche quel cinque per cento che non può e non deve vaccinarsi. L'obiettivo minimo che vorremmo raggiungere, come "Istituto superiore di sanità", è il 75 per cento, al momento una percentuale che sul vaccino antinfluenzale non è mai stato raggiunto, al massimo siamo arrivati a livello nazionale al settanta per cento».

«Richiamo i colleghi e la popolazione al dovere etico di vaccinarsi». «Con questa campagna di vaccinazione anti-influenzale, partita martedì 7 novembre - ha rimarcato l'assessore Luigi Bertschy - abbiamo l'obiettivo di cercare di dare alle persone, soprattutto sopra i 65 anni e che hanno necessità di una copertura anti-influenzale, la possibilità di essere sostenuti dal servizio sanitario».
«Per l'Azienda Usl questa campagna è un duplice obbligo
- ha precisato il direttore Igor Rubbo - un obbligo verso la popolazione sensibile ma un obbligo anche per gli operatori. Le complicanze che vengono poi portate a livello ospedaliero vanno trattate con le dovute precauzioni. L'iniziativa si accompagna ad un impegno sul territorio attraverso i medici e anche con i consultori».
«Come Ordine dei medici -
ha quindi sottolineato Roberto Rosset - vorrei richiamare al dovere etico di vaccinarsi, e mi rivolgo non solo ai medici ma a tutta la popolazione. Perché ci sono persone che non vogliono, ma altre che non possono vaccinarsi, per problemi di salute, o per problemi connessi al sistema anti-corpale o a chemioterapie sono più deboli dal punto di vista immunitario. Nei confronti di questo quattro-cinque per cento della popolazione il dovere di cittadino è di bene operare per proteggere noi stessi e anche loro, per la cosiddetta immunità di gregge».
«In alcune patologie
- ha concluso Marina Verardo, prima di recarsi in Consiglio regionale a vaccinare i consiglieri che ne fanno richiesta - ad esempio nel caso di una insufficienza cardiaca, un problema respiratorio dovuto alla sindrome influenzale può portare a complicanze anche gravi. Vi chiederei, però, di lasciarci la nostra professionalità, di valutare caso per caso le situazioni particolari».

L'incontro dell'Usl con i "Pro libera scelta" sul vaccino anti-influenzale da 12vda su Vimeo.

Ultimo aggiornamento: 
Mercoledì 8 Novembre '17, h.18.30

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