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Nessun caso di omofobia in Valle d'Aosta nel 2014, ma l'attenzione resta alta: «è più diffusa di quanto sembri» ha raccontato Samuele Tedesco

redazione 12vda
Un momento dell'incontro con Nicola Stevanon, Aurelio Mancuso, Fulvio Centoz, Raffaella Sanguineti ed Angela Cannavale

Anche ad Aosta, domenica 17 maggio, come nel resto del mondo, si è celebrata la "Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia", con un convegno specifico che si è tenuto alla "Cittadella dei giovani": la scelta della data del 17 maggio è dettata dal fatto che il 17 maggio 1990 la "Organizzazione mondiale della sanità" cancellò l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali. L'iniziativa è stata organizzata dal gruppo di giovani "Valeur d'Aimer" che ha promosso la campagna "Qui vieni per ciò che sei" coinvolgendo diversi commercianti che si sono fatti fotografare con il cartello "Stop homophobia – enough is enough" ("stop omofobia - ne abbiamo abbastanza"), guidata da Samuele Tedesco, candidato ad Aosta alle recenti elezioni amministrative, oggetto di un volgare attacco omofobico, dopo che nel manifesto elettorale il suo volto era stato imbrattato.

All'incontro alla Cittadella era prevista la partecipazione del presidente della Regione, Augusto Rollandin, assente per motivi familiari, e dell'assessore regionale all'istruzione e cultura, Emily Rini, assente anche lei per motivi di famiglia, che ha mandato un video. L'incontro ha quindi visto la presenza di Nicola Stevanon, rappresentante del Consiglio degli studenti dell'Università della Valle d'Aosta, Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell'associazione "Equality Italia", Fulvio Centoz, neo sindaco di Aosta, alla sua seconda uscita pubblica, Raffaella Sanguineti, consigliera dell'Ordine degli psicologi della Valle d'Aosta, ed Angela Cannavale, primo dirigente della Polizia di Stato: «nel 2007 il Consiglio Valle ha approvato una risoluzione che impegnava l'Amministrazione a sostenere le iniziative promosse in occasione della "Giornata internazionale contro l'omofobia" – ha spiegato Tedesco in apertura dei lavori - forti di questo fatto abbiamo deciso di organizzare un convegno con relatori che si concentrassero più sull'aspetto normativo-politico inerente l'omosessualità, visto che l'omofobia in Valle d'Aosta è più diffusa di quanto sembri».

Se Fulvio Centoz ha parlato dell'impegno della sua futura Amministrazione per il riconoscimento delle unioni civili, Aurelio Mancuso ha ricordato come vent'anni fa, fondò, in Valle d'Aosta, l'Arcigay per poi occuparsi, a livello nazionale del raggiungimento dei diritti civili, con una rete trasversale italiana di persone: «"Equality Italia" - ha raccontato - è un'organizzazione nazionale di respiro europeo che vuole rappresentare, con il suo operato, una nuova consapevolezza dei diritti civili. L'obiettivo comune è quello di ottenere uno specifico, esplicito e riconosciuto ruolo politico ed istituzionale».
In ogni caso, in Valle d'Aosta, lo scorso anno, non sono state denunciate situazioni di omofobia: sulla base dei dati della Questura di Aosta, a livello nazionale i casi sono stati trenta.

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