Operato con successo il piccolo Petar, bimbo bosniaco con una malformazione cardiaca, curato da "Ana Moise" con l'aiuto dei valdostani

Angelo Musumarra
Celestino Liparoto con le le uova di cioccolato

Petar, bimbo di quattro mesi proveniente da Sarajevo, affetto da una grave malformazione al cuore, per il quale l'associazione valdostana "Ana Moise onlus", all'inizio dello scorso mese di marzo, aveva organizzato una campagna di raccolta fondi con la vendita di uova di cioccolato della "Feletti", è stato operato, con successo, dal dottor Lucio Zannini all'ospedale "Gaslini" di Genova lo scorso 20 aprile, e sabato 4 maggio arriverà ad Aosta, accompagnato dai genitori, la madre Meda ed il papà Milos, dove si fermerà fino a venerdì 10, quando la famiglia bosniaca tornerà nel proprio Paese.
Petar era affetto dalla "tetralogia di Fallot", una malformazione cardiaca molto grave che, se non operata entro i primi sei mesi di vita del bambino, lo avrebbe ucciso. Il caso è stato segnalato all'associazione valdostana direttamente dall'Ambasciata italiana a Sarajevo dove i genitori del piccolo si sono rivolti in cerca di aiuto per curare il loro bambino dato che le strutture presenti in Bosnia Erzegovina non sono in grado di poter curare casi come quello di Petar.
I valdostani hanno donato per la causa oltre cinquemila euro, anche senza acquistare le uova di cioccolato, per le quali era prevista una quota minima di dieci euro, che si sono comunque esaurite velocemente. Domenica 5 maggio alle ore 11, al termine della Messa, nella chiesa di Saint-Martin, il piccolo Petar è stato presentato ai fedeli, a tutti i cittadini ed a coloro che hanno sostenuto, con l'acquisto delle uova di cioccolato e con le donazioni spontanee, i costi della sua degenza: «la popolazione valdostana ha risposto con prontezza ed entusiasmo alla nostra richiesta di aiuto per questo bambino - commenta il presidente dell'associazione, Alessandro Gal - e non possiamo che ringraziare tutti ancora una volta».
«E' stato un successo
- aggiunge il vice presidente, Celestino Liparoto - siamo davvero felici di essere arrivati in tempo per salvare Petar, che è perfettamente guarito ed avrà, ora, una vita normale, potrà giocare, andare a scuola e fare tutte quelle cose che sono tipiche dell'infanzia».
L'attività di "Ana Moise", prosegue, arriveranno in Italia due gemellini cardiopatici dallo Zimbabwe, un ragazzino dal Camerun, un bimbo dal Senegal e due piccoli cardiopatici dal Kosovo di cui una particolarmente urgente: «i cittadini valdostani e le Istituzioni rispondono sempre prontamente e con generosità ai nostri appelli in favore di bambini bisognosi di cure - sottolinea ancora Liparoto - e siamo loro immensamente grati per questo. Per noi, veder partire un aereo che riporta a casa un bambino guarito è sempre una emozione che vorremmo trasmettere a chi ci sostiene e fa sì che questo accada. Le segnalazioni, arrivano continuamente ed ormai da ogni parte del mondo».
Ad oggi sono oltre ottanta i casi affrontati dalla associazione "Ana Moise": nel 2012 sono stati accolti diciotto nuovi bambini, tutti tornati a casa guariti.